Gianni Pozzani, consigliere della Fci: «Attenzione, rischio multa per chi corre a gruppi»

«Servono piste riservate ai ciclisti»

05/04/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angiolino Massolini

L’incidente stradale di Nave in cui ha per­so la vita il ciclista James Fabio Fran­zoni, 39 anni di Bot­ti­ci­no, ripro­pone l’annoso prob­le­ma del­la sicurez­za per chi è appas­sion­a­to di ciclis­mo e che non ha altre alter­na­tive se non immet­ter­si su stra­da qua­si sem­pre bat­tute dal traf­fi­co. Ogni anno la cronaca è costret­ta a reg­is­trare even­ti dram­mati­ci come quel­lo di mart­edì pomerig­gio, in cui sono coin­volti indis­tin­ta­mente gio­vani e meno giovani.Ricordiamo a questo riguar­do l’incidente del feb­braio di due anni fa a Odolo dove la gio­vanis­si­ma sper­an­za del ciclis­mo valsab­bi­no Nico­las Bono­mi, di appe­na undi­ci anni, perse la vita men­tre si sta­va allenan­do a poche ore dal­la pre­sen­tazione uffi­ciale del Team Vallesab­bia-Delio Gal­li­na per la quale gareg­gia­va da qualche mese.Ogni vol­ta che capi­ta un even­to così dram­mati­co i respon­s­abili politi­ci e del­lo sport si con­frontano per cer­care di trovare la soluzione, ma purtrop­po fino­ra non è sta­ta trova­to un rime­dio, anche se l’amministrazione provin­ciale ha real­iz­za­to numerosi chilometri di bat­tute anche da numerosi appas­sion­ati di podismo.Le piste cicla­bili rap­p­re­sen­tano cer­ta­mente una soluzione, ma occor­rerebbe real­iz­zarle ad hoc in alcune local­ità per con­sen­tire ad ago­nisti ed ama­tori di pot­er­si allenare sen­za la minac­cia del traffico.Tra i prog­et­ti mes­si in cantiere con queste final­ità, va reg­is­tra­to a San Ger­va­sio il «Bosco del Lusig­no­lo» di cir­ca 360.000 metri qua­drati all’interno dei quali è pre­vista una pista ed una podistica.Anche la fed­er­azione ciclis­ti­ca ital­iana si sta impeg­nan­do per cer­care di assi­cu­rare l’incolumità ai pro­pri tesserati. Il con­sigliere fed­erale Gian­ni Poz­zani, bres­ciano di Sopra­zoc­co è tra i più attivi e pro­prio la set­ti­mana scor­sa ha dato manda­to al Cen­tro stu­di del’Fci di trovare una soluzione otti­male al problema.«Non abbi­amo la bac­chet­ta mag­i­ca e non risolver­e­mo il prob­le­ma in pochi giorni. Abbi­amo però la volon­tà — spie­ga Poz­zani — di creare una rete di piste cicla­bili ris­er­vate a tesserati e non con diver­si tipi di per­cor­so chiusi al traf­fi­co per con­sen­tire allena­men­ti speci­fi­ci sen­za cor­rere peri­coli. Nel­la nos­tra provin­cia esistono zone che potreb­bero cer­ta­mente servire alla bisogna. Si trat­ta ora di unire gli sforzi per cer­care di ottenere qual­cosa di impor­tante per­chè i ciclisti non pos­sono allenar­si solo in palestra»«È nec­es­sario quin­di dar­si da fare per evitare che si ripetano even­ti dram­mati­ci come quel­lo di Nave per­chè il ciclis­mo ha già paga­to un trib­u­to trop­po alto in ter­mi­ni di mor­ti nel cor­so degli ulti­mi anni».Ricorda anco­ra Poz­zani che spes­so i ciclisti si allenano ped­a­lan­do in doppia e terza fila, spes­so incu­ran­ti di quel che accade alle loro spalle. Se è vero che gli auto­mo­bilisti han­no il dovere di rispet­tar­li, è altret­tan­to vero che anch’essi sono tenu­ti a rispettare il codice stradale che impone di man­tenere rig­orosa­mente la destra in fila indi­ana; in caso con­trario i ciclisti potreb­bero essere sanzionati dalle forze dell’ordine per intral­cio al traffico.Di con­travven­zioni ne sono state ele­vate a numerose soci­età ciclis­tiche che nor­mal­mente seguono i pro­pri tesserati con le ammi­raglie a bas­sa veloc­ità, ral­len­tan­do così il traf­fi­co. Diri­gen­ti e tec­ni­ci si com­por­tano così per assi­cu­rare l’incolumità fisi­ca dei pro­pri ragazzi, ma il codice del­la stra­da lo vieta espressamente.Ecco quin­di che diven­ta pri­or­i­taria la real­iz­zazione di piste cicla­bili ad hoc a garanzia di quan­ti amano salire in bici­clet­ta per diver­ti­men­to o per allenarsi.

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