Presentata la «ricetta» della Provincia per il piano di sviluppo delle colline moreniche del lago di Garda. Con un vincolo: costruire il 20 per cento in meno rispetto agli ultimi 10 anni

«Servono più alberghi che case»

Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Costru­ire più alberghi e meno case. Riva­l­utare le bellezze pae­sag­gis­tiche come le cascine del bas­so lago, cre­an­do per­cor­si tur­is­ti­ci «ad hoc». E anco­ra, pen­sare a cor­ri­doi ver­di tra i dod­i­ci comu­ni delle colline moreniche ed a piani pae­sis­ti­ci comu­nali che tam­poni­no la cemen­tifi­cazione sel­vaggia che ha infes­ta­to il Gar­da in questi ulti­mi 50 anni. Sono le coor­di­nate prin­ci­pali del «Prog­et­to di svilup­po inte­gra­to delle bres­ciano», coor­di­na­to dall’assessorato provin­ciale al Ter­ri­to­rio, real­iz­za­to dal­lo stu­dio di architet­tura Ermes Barba&Mauro Sal­vadori, dal pro­fes­sor Gian Pietro Bro­gi­o­lo dell’ di Pado­va e dall’architetto Gen­e­sio Bel­tra­mi. Prog­et­to che è sta­to illus­tra­to ieri in Bro­let­to. «Serve una diver­sa evoluzione del mod­el­lo inse­dia­ti­vo — ha chiar­i­to l’architetto Sal­vadori- che riva­lu­ti il pat­ri­mo­nio stori­co pae­sis­ti­co ragio­nan­do in ter­mi­ni d’insieme e non per sin­goli comu­ni». È l’essenza «teor­i­ca» del Piano ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to provin­ciale, il nuo­vo stru­men­to piani­fi­ca­tore che rego­la lo svilup­po urban­is­ti­co, pro­dut­ti­vo, viario del ter­ri­to­rio provin­ciale e delle sin­gole ammin­is­trazioni comu­nali, le quali però oggi pos­sono dis­porre lib­era­mente del loro ter­ri­to­rio: i vari piani rego­la­tori potran­no essere approvati diret­ta­mente dai Comu­ni (sen­za il parere vin­colante del­la Regione, come in pas­sato) sal­vo aver rispet­ta­to le indi­cazioni del Pctp. L’unico «palet­to» fis­sato dal Ptcp con­tro l’urbanizzazione sel­vaggia è l’indicazione a costru­ire — nei prossi­mi dieci anni — il 20% in meno rispet­to a quan­to si è costru­ito negli ulti­mi dieci anni. Il Ptcp indi­ca vin­coli, ma non li impone. Per questo sarà indis­pens­abile la col­lab­o­razione di tutte le ammin­is­trazioni comu­nali, le quali dovran­no uscire da una log­i­ca con­cen­tra­ta prin­ci­pal­mente sug­li «oneri urban­is­ti­ci» per iniziare a ragionare in ter­mi­ni di «svilup­po sosteni­bile». Il prob­le­ma è come con­cil­iare un mod­er­a­to svilup­po urban­is­ti­co con il sosteg­no dell’economia tur­is­ti­ca, vero volano per i dod­i­ci comu­ni delle colline moreniche (San Felice del Bena­co, Maner­ba, Pueg­ga­go, Mus­co­l­ine, Polpe­nazze, Soiano del Lago, Cal­vagese, Padenghe, Moni­ga, Lona­to, Desen­zano, Poz­zolen­go) la cui popo­lazione è cresci­u­ta negli ulti­mi 30 anni da 50mila a 70mila abi­tan­ti. «Il nos­tro sfor­zo è pro­prio quel­lo di sug­gerire le linee di svilup­po sosteni­bile — ha pre­cisato il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li -. Se è vero che quest’area è sta­ta ogget­to di una ril­e­van­tis­si­ma urban­iz­zazione è anche vero che si sta entran­do nell’ottica del­la val­oriz­zazione ambi­en­tale e rurale. In futuro dob­bi­amo con­tin­uare a raf­forzare l’offerta tur­is­ti­ca». Offer­ta tur­is­ti­ca che, a det­ta dell’assessore al Ter­ri­to­rio Aris­tide Peli «dovrà puntare sul raf­forza­men­to di hotel e strut­ture alberghiere anzichè sulle sec­onde case. Se la soprav­viven­za delle ammin­is­trazioni comu­nali dipende in gran parte da imposte come Ici e oneri di urban­iz­zazione va ripen­sa­ta la tipolo­gia delle con­ces­sioni edilizie. Ne abbi­amo già par­la­to nel pri­mo incon­tro con le ammin­is­trazioni locali e cre­do che pros­eguire­mo in ques­ta direzione». Il prog­et­to di Svilup­po inte­gra­to delle colline moreniche vuole anche val­oriz­zare i «cor­ri­doi di natu­ra e memo­ria»: per­cor­si nat­u­ral­is­ti­ci da preser­vare dal­lo svilup­po urban­is­ti­co e da per­cor­rere a pie­di, in bici, a cav­al­lo, ma anche per­cor­si stori­ci che risco­pra­no le bellezze architet­toniche e arche­o­logiche dei pae­si moreni­ci. Si cercherà anche di indi­vid­uare immo­bili da des­tinare alle attiv­ità cul­tur­ali «ma pen­si­amo anche alla riva­l­u­tazione delle cascine del bas­so lago — aggiunge Peli — pre­sen­ti a Poz­zolen­go, a Lona­to, nell’entroterra desen­zanese, al fine di rilan­cia­re l’economia delle aree rurali». Infine si pen­sa alla creazione di un «mar­chio d’area» che pro­muo­va le bellezze del ter­ri­to­rio, mar­chio che ver­rà deciso attra­ver­so un appos­i­to con­cor­so. Nei prossi­mi mesi si lavor­erà anche alla real­iz­zazione di un sito web, all’avvio di cor­si di for­mazione per oper­a­tori tur­is­ti­ci e cul­tur­ali da inserire sul territorio.