Giuseppe Veronesi parteciperà domani al campionato di vela Soling a Castiglione della Pescaia. Tre anni fa agli Europei Taki è arrivato primo tra gli italiani

Sfida mondiale a 82 anni

21/05/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Giuseppe Verone­si, 82 anni, ottan­duenne si accinge a parte­ci­pare al Cam­pi­ona­to del mon­do Sol­ing in pro­gram­ma a Cas­tiglione del­la Pesca­ia da domani a ven­erdì prossi­mo. Verone­si, conosci­u­to da tut­ti in paese con il sopran­nome di Taki, è deciso a miglio­rare il suo record per­son­ale che ha sta­bil­i­to tre anni fa sem­pre a Cas­tiglione del­la Pesca­ia in occa­sione del Cam­pi­ona­to europeo Sol­ing, clas­si­f­i­can­dosi pri­mo tra gli equipag­gi azzur­ri. L’aitante Taki, in equipag­gio con i com­pae­sani Samuel Meoni e Devis Con­so­lati, da inos­sid­abile noc­chiero qual è sarà al tim­o­ne del­la sua bar­ca «La rossa», il nome gli è sta­to ispi­ra­to dal col­ore dei capel­li del­la moglie. Ai cam­pi­onati europei di tre anni fa Taki non si è fat­to impres­sion­are dal fres­co ven­to che ha agi­ta­to le acque del Tir­reno. Anzi, è rius­ci­to pure a bat­tere l’equipaggio locale Car­duc­ci-Tog­nozzi-Fer­raro che corre per i col­ori del Club veli­co Cas­ti­gione del­la Pesca­ia, con­qui­s­tan­do il miglior piaz­za­men­to tra gli ital­iani e il ven­tidues­i­mo pos­to in clas­si­fi­ca gen­erale. «Taki è un grande è un esem­pio per tut­ti», affer­ma Meoni, gio­vane e promet­tente velista e suo com­pag­no d’equipaggio. «Ha l’entusiasmo di un ragazz­i­no, la sua pas­sione e la sua sim­pa­tia sono con­ta­giose. Chi­unque farebbe la fir­ma per arrivare alla sua età man­te­nen­do quell’entusiasmo e quel­la for­ma fisi­ca. Per l’occasione abbi­amo fat­to preparare un set di vele nuove di zec­ca. Io e Devis siamo in for­ma splen­di­da come il nos­tro cap­i­tano dl resto». «Voglio riv­i­vere le emozioni vis­sute tre anni fa all’europeo quan­do in nos­tro onore han­no suona­to l’inno di Mameli», dice Taki Verone­si, «e mi han­no por­ta­to in tri­on­fo. Spero però che sia meno dura. Allo­ra nei pri­mi due giorni il ven­to è sta­to molto inten­so e ha rag­giun­to anche i 30 nodi». Nell’ambiente del­la vela il Taki è molto conosci­u­to anche per la sua sim­pa­tia. «Al ter­mine delle regate mi piace rac­con­tare aned­doti e barzel­lette e in questo modo ten­go su il morale a tut­ti», affer­ma. Era così anche negli anni ’50 e ’60 quan­do Verone­si fre­quen­ta­va lo Yacht Club Ital­iano di Gen­o­va, il tem­pio del­la vela ital­iana, cir­co­lo esclu­si­vo che si affac­cia sul por­to inti­to­la­to al Duca degli Abruzzi. «Allo­ra tut­ti quei nobili e mil­ionari mi chia­ma­vano il «barone rosso» per­ché non la pen­sa­vo come loro che era­no qua­si tut­ti monar­chi­ci e con­ser­va­tori. Forse ce l’avevano un po’ con me per­ché qualche vol­ta li ho bat­tuti, tra loro c’era anche Beppe Croce che non mi vede­va di buon occhio». Verone­si che deve il suo sopran­nome, Taki appun­to, a suo padre che a Castel­let­to face­va il cal­zo­laio e il pesca­tore si definisce un pesca­tore-velista. Ha inizia­to a nav­i­gare a dieci anni quan­do anda­va a pescare con la «dirlin­dana» tra Castel­let­to di Bren­zone e Gargnano. «Chi impara ad andare a vela sul Gar­da può cavarsela ovunque», spie­ga Verone­si. «Tut­to­ra qua­si ogni giorno esco con la mia bar­ca a gettare le reti e pesco a sec­on­da del­la sta­gione core­go­ni, sardelle, car­pi­oni, anguille e trote. Il ven­to lo sen­to anche con il naso e a sec­on­da dell’odore capis­co se por­ta piog­gia, se arri­va dalle mon­tagne oppure se la bur­ras­ca sta per arrivare». «Ho fat­to tan­ti lavori nel­la mia vita il mina­tore», pros­egue Taki, «il gestore di campeg­gio, l’albergatore ma il mestiere che preferisco e che non ho mai smes­so di fare è quel­lo di pesca­tore: mi fa sen­tire libero e mi dà molte sod­dis­fazioni. Per me è una grande pas­sione come la vela».