Oggi carabinieri e vigili chiuderanno 100 garage. Protesta con il Comune: «Più urgenti i problemi d'igiene Ci opporremo alle rimozioni»

Sgombero, no dei residenti

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Di Luca Delpozzo

Sale vis­i­bil­mente la ten­sione nel quartiere dei 5 Con­ti­nen­ti di Cas­tiglione, dove ques­ta mat­ti­na alle 8.30 e polizia munic­i­pale chi­ud­er­an­no su ordi­nan­za del sin­da­co i 100 garages inter­rati non a nor­ma. Molti res­i­den­ti ieri han­no protes­ta­to rite­nen­do il provved­i­men­to sec­on­dario rispet­to alle reali esi­gen­ze del­la zona, abi­ta­ta da un gran numero d’ex­tra­co­mu­ni­tari e con evi­den­ti prob­le­mi di carat­tere igien­i­co e di degra­do. I garages, costru­iti alla fine degli anni 60, sec­on­do una relazione dei vig­ili del Fuo­co man­cano d’impianto elet­tri­co adegua­to, sono insuf­fi­cien­te­mente aerati, men­tre anche la «con­sis­ten­za strut­turale» è da ver­i­fi­care. Per questo oggi ver­ran­no poste due sbarre per impedire l’ac­ces­so e con­sen­tire un pos­si­bile ripristino.La ten­sione potrebbe accen­tu­ar­si ques­ta mat­ti­na per la pre­an­nun­ci­a­ta indisponi­bil­ità di molti res­i­den­ti a spostare automezzi e masser­izie. «Ma dove la met­ti­amo la macchi­na» dice ad esem­pio Benamino Milani. «Io un altro pos­to non ce l’ho e come me la mag­gior parte dei res­i­den­ti. Se si è giun­ti a questo pun­to di degra­do è anche per­ché nes­suno si è mosso pri­ma, nem­meno l’am­min­is­tra­trice». I 100 garage inter­rati sono a servizio delle 11 palazz­ine dove abi­tano cir­ca 500 per­sone, men­tre altri 70 posti macchi­na cop­er­ti rimar­ran­no per ora aper­ti. Nel lun­go tun­nel ora man­ca la luce, men­tre alcu­ni box sono sta­ti usati come res­i­den­za provvi­so­ria da diver­si extra­co­mu­ni­tari. «Ma la situ­azione peg­giore non è cer­to quel­la dei garage» aggiunge Mau­r­izia Pran­di, anche lei res­i­dente. «In molti scant­i­nai del con­do­minio Inghilter­ra le fogne aperte pas­sano nei cor­ri­doi, men­tre ci sono topi e scarafag­gi. Per­ché qui non inter­viene l’Asl o il Comune?».In effet­ti, bas­ta un breve giro per ren­der­si con­to dei gravi prob­le­mi di degra­do abi­ta­ti­vo. Si vive in quat­tro o più in appar­ta­men­ti di 20 metri quadri, sen­za riscal­da­men­to e vetri alle finestre. Impos­si­bile cen­sire i res­i­den­ti che spes­so trovano allog­gio per alcu­ni mesi e quin­di pas­sano il pos­to let­to ad altri extra­co­mu­ni­tari. «I lavan­di­ni non fun­zio­nano» dice ad esem­pio Kri­mou Bouchaib, marocchi­no con una figlia di 5 mesi. «Le luci del cor­ri­doio neanche». Molti, come Mohammed Tal­dani, han­no cer­ca­to altri allog­gi. «Ma le agen­zie non ce li dan­no per­ché siamo del Maroc­co» dice. «Qui paghi­amo 200 mila lire al mese per stare in una topa­ia, come farò a sposar­mi e chia­mare mia moglie qui dove vivi­amo in quat­tro?». Non migliore la situ­azione all’aper­to dove le fogne tracimano in stra­da da novem­bre sen­za che nes­suno ci met­ta mano. «Il Comune?» con­clude ama­ra la Pran­di «si ricor­da di noi per le elezioni».

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