Autorizzata la trasformazione di Villa Ella, che accoglierà la raccolta Maggioer. Residenze su un piano dell’ex hotel: Armellini polemizza

Sì al museo del Bambin Gesù

16/02/2003 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il Con­siglio comu­nale di Gar­done Riv­iera ha approva­to il piano attua­ti­vo riguardante la trasfor­mazione di Vil­la Ella in museo del Bam­bin Gesù (due piani) e res­i­den­za (gli altri). Voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za. Con­traria, invece, la mino­ran­za. L’ex alber­go, chiu­so da sedi­ci anni, è in sta­to di abban­dono. Un muro di forati non ha imped­i­to a per­sone sban­date di fare grossi buchi, e di pen­e­trare all’in­ter­no, per trascor­rere la notte o drog­a­r­si. Finchè Hiky Mag­gio­er, pro­pri­etaria (coi due figli) del Grand Hotel Fasano e di Vil­la Principe, ha deciso di com­per­are l’ed­i­fi­cio, per col­lo­carvi la sua rac­col­ta, con­sid­er­a­ta la più impor­tante d’Eu­ropa: 300 pezzi in ter­ra­cot­ta, car­tapes­ta, leg­no o cera, real­iz­za­ti tra il XVI e il XX sec­o­lo (ma alcu­ni sono ante­ri­ori). La sig­no­ra li acquista sui mer­ca­ti­ni di tut­ta Italia, e anche all’es­tero, spes­so privi di gambe o brac­cia. Poi li restau­ra, con pizzi e vel­lu­ti. «Dopo essere sta­ti esposti a Bres­cia, Peru­gia, Vien­na e Mona­co — ricor­da il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani, ingeg­nere, che gui­da uno schiera­men­to di cen­trosin­is­tra -, parte dei Bam­bin Gesù ora sono al Museo dioce­sano di . Suc­ces­si­va­mente andran­no a Par­ma. Due piani di Vil­la Ella, per 872 metri qua­drati, saran­no des­ti­nati all’e­s­po­sizione per­ma­nente. L’even­tuale muta­men­to di des­ti­nazione implicherebbe l’au­to­mati­co annul­la­men­to del­l’ac­cor­do, e il comune acquisirebbe gra­tuita­mente i locali. «Mag­gior — ha aggiun­to — si impeg­na a real­iz­zare un per­cor­so pedonale dal­la val­let­ta del Cas­inò, ripristi­nan­do una scali­na­ta las­ci­a­ta da anni nel­l’in­cu­ria, e ad effet­tuare le opere di con­sol­i­da­men­to del­la scarpa­ta». L’ar­chitet­to Gui­do Armelli­ni, di Forza Italia, ha crit­i­ca­to la scelta. «E’ pro­fon­da­mente sbaglia­to trasfor­mare l’ex hotel in res­i­den­za e museo — dice il capogrup­po di mino­ran­za -, quan­do la mag­gio­ran­za si pro­pone­va di incre­mentare l’at­tiv­ità tur­is­ti­ca. Vis­to che dispone di un bel par­co, Vil­la Ella pote­va essere riqual­i­fi­ca­ta come strut­tura alberghiera. Temi­amo che, in futuro, ci sarà un aumen­to di richi­este di trasfor­mazioni». Davide Calder­an, An: «Il Savoy e il Gar­da Suisse sono rimasti chiusi ven­t’an­ni. Le prece­den­ti ammin­is­trazioni han­no man­tenu­to il vin­co­lo, resisten­do alla ten­tazione di autor­iz­zare il cam­bio di des­ti­nazione. Recen­te­mente sono rinati come alberghi. La collezione dei Bam­bin Gesù è impor­tante, ma non può diventare un’at­trazione. Al mas­si­mo richi­amerà tur­isti nel peri­o­do da novem­bre a feb­braio. E noi abbi­amo bisog­no di una sta­gione lun­ga». Adesso il piano esec­u­ti­vo, redat­to dal­l’ar­chitet­to Fabio Gaetarel­li, rimar­rà espos­to per 30 giorni. Il pub­bli­co avrà l’op­por­tu­nità di pre­sentare even­tu­ali osser­vazioni nei suc­ces­sivi trenta. Poi ritornerà in con­siglio per l’ap­provazione defin­i­ti­va. «Con­fi­do di iniziare presto i lavori — con­fes­sa la sig­no­ra Mag­gior -. Mi piac­erebbe inau­gu­rare il museo nel Natale 2005». Alla collezione del­la sig­no­ra, l’ed­i­tore Fran­co Maria Ric­ci ha ded­i­ca­to uno splen­di­do vol­ume. «A Napoli, nelle camere delle case — ha scrit­to nel­la pre­fazione Rober­to De Simone, musicista, com­pos­i­tore, dram­matur­go, reg­ista, diret­tore artis­ti­co del teatro San Car­lo, ispi­ra­tore del­la Nuo­va com­pag­nia di can­to popo­lare -, su un gran cas­set­tone troneg­gia­va un Gesù Bam­bi­no di altez­za pari a un bam­bi­no di quat­tro o cinque anni. A questo bam­bolot­to le donne riv­ol­gevano tutte le loro atten­zioni, svesten­do­lo, rivesten­do­lo, pet­ti­nan­done la par­ruc­ca, cir­con­dan­do­lo di ceri e frasche di fiori e foglie fat­te con vetri­ni col­orati, pog­giate in gia­r­rette di leg­no dora­to. «Sec­on­do alcune tes­ti­mo­ni­anze, il Bam­bi­no ave­va il potere di annun­ziare il futuro e di riv­e­lare le ani­me che era­no in par­adiso o all’in­fer­no. Anco­ra oggi, in qualche sot­ter­ra­neo dei vicoli di Tole­do o del­l’An­ticaglia, si può vedere su un comò l’im­mag­ine tradizionale di un Bam­bi­no Gesù, sot­to i cui pie­di è sta­to mes­so il bigli­et­to del­la gio­ca­ta al lot­to, con la sper­an­za di una ric­ca vinci­ta». Spes­so le stat­uette, dotate di un ric­co guardaro­ba, veni­vano regalate alle ragazze da mar­i­to o alle gio­vani che sceglievano la via del monas­tero.

Parole chiave: