Approvata l’altra sera dal Consiglio comunale una serie di varianti al Piano regolatore

Sì al porto, al lungolago e al Parco

Di Luca Delpozzo
Padenghe sul Garda

Val­oriz­zazione delle qual­ità pae­sag­gis­tiche e tur­is­tiche nel nuo­vo Prg di Padenghe. Il Con­siglio comu­nale ha approva­to infat­ti l’altra era una serie di sig­ni­fica­tive vari­anti al dis­eg­no urban­is­ti­co del paese garde­sano, nel cor­so di una curiosa ed atipi­ca assem­blea che ha vis­to tut­ti i rap­p­re­sen­tati dell’opposizione las­cia­re l’aula, essendo i con­siglieri di mino­ran­za inter­es­sati, a vari liv­el­li, nelle mod­i­fiche oper­a­tive del piano. Una nota sicu­ra­mente par­ti­co­lare, deter­mi­na­ta da obb­lighi pro­ce­du­rali e leg­isla­tivi che han­no reso nec­es­sarie dichiarazioni votate anche da parte di alcu­ni com­po­nente la mag­gio­ran­za, nelle quali si con­fer­ma­va di non pren­dere in esame mod­i­fiche del piano riguardan­ti pro­pri­età per­son­ali o famil­iari. La dis­cus­sione ha comunque pre­so il via dopo le parole del Sin­da­co Gian­car­lo Alle­gri, con un inter­ven­to del­l’ex asses­sore Luci­ni, che lamen­ta­va la man­can­za di alcune pagine nel­la relazione del piano mes­sa a dis­po­sizione dei con­siglieri. É toc­ca­to poi al vice sin­da­co Ange­lo Bera, asses­sore all’urbanistica, spie­gare la filosofia di inter­ven­to del Prg ricor­dan­do le zone prin­ci­pali di inter­esse ovvero il Por­to di Padenghe, il Lun­go­la­go, il , la ricettiv­ità tur­is­ti­ca, le res­i­den­ze, le attrez­za­ture pub­bliche, la via­bil­ità, la val­oriz­zazione del pae­sag­gio, le aree agri­cole e l’edilizia extra urbana. A sup­por­to tec­ni­co di tut­ta l’operazione sono sta­ti prodot­ti ed illus­trati all’assemblea i lavori degli architet­ti Cresci­ni, Ceci e del geone­tra Man­ni, redat­tori del Prg e del­la Dott.ssa Borio che ha ste­so il Piano comu­nale del verde. In buona sostan­za Padenghe poten­zierà il Por­to che ver­rà dota­to di un molo d’attracco per i bat­tel­li di lin­ea, insieme ad attrez­za­ture, col­lega­men­ti e servizi a sup­por­to del­la strut­tura. Altro inter­ven­to pre­vis­to quel­lo del lun­go­la­go, per una ricon­quista di una facile per­cor­ri­bil­ità pedonale a Lago. Il Par­co arche­o­logi­co sarà inser­i­to nell’ampia porzione di ter­ri­to­rio che va dal­la Chiesa di S. Emil­iano al Castel­lo fino alla , mon­i­tora­ta sot­to il ter­reno chiam­a­to Cam­po dei Dadi. L’idea è sicu­ra­mente inno­v­a­ti­va e prevede anche la real­iz­zazione di espos­i­ti­vo, gal­le­ria, sedi di asso­ci­azioni ed altre attrez­za­ture di sup­por­to. Un mag­gior det­taglio di ogni sin­go­la tipolo­gia ricetti­va, garan­tirà uno svilup­po reale del com­par­to tur­is­ti­co immo­bil­iare, ind­i­riz­zan­do, a liv­el­lo di res­i­den­za il recu­pero del­l’e­sistente. Nel­l’am­bito delle attrez­za­ture pub­bliche è pre­vista la real­iz­zazione di un Par­co, vici­no a Via Vighen­zi con un ampli­a­men­to inte­gra­to del­l’at­tuale area sporti­va. Reti pedonali e cicla­bili, in aggiun­ta ad inter­ven­ti mirati a miglio­rare il traf­fi­co, sono l’ogget­to prin­ci­pale del piano rifer­i­to alla via­bil­ità. Come pure l’at­ten­zione al pae­sag­gio, deter­mi­na­ta anche dal Piano del Verde, che ha sud­di­vi­so Padenghe i otto ambiti di pae­sag­gio, dall’istituzione del Par­co Arche­o­logi­co, emerge con deci­sione nelle planime­trie prog­et­tuali di pre­vi­sione. Infine la sal­va­guardia e la val­oriz­zazione delle zone agri­cole, sia come fat­tore pro­dut­ti­vo che come pre­sidio insos­ti­tu­ibile nel ter­ri­to­rio, uni­ta­mente alla con­ser­vazione del pat­ri­mo­nio edilizio stori­co, è la lin­ea pro­gram­mat­i­ca che il Prg definisce per aree agri­cole ed edilizia extra urbana. I cit­ta­di­ni han­no ora a dis­po­sizione ses­san­ta giorni per pre­sentare le loro argo­men­tate osser­vazioni che saran­no prese in esame dal Consiglio.