Una sentenza del Tar dà torto al Comune: interpretazione errata. «Un diritto legittimo riconosciuto dalla legge»

Sì al recupero dei sottotetti

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Sicu­ra­mente saran­no molti i desen­zane­si pro­pri­etari di abitazioni che potran­no ripresentare in munici­pio la doman­da per recu­per­are un even­tuale sot­totet­to. Un ben­efi­cio riconosci­u­to dal­la dis­cus­sa legge regionale 22 del 1999 che, appun­to, ha lib­er­al­iz­za­to in deter­mi­nate cir­costanze lo sfrut­ta­men­to dei sot­totet­ti, soprat­tut­to delle abitazioni sit­u­ate nei cen­tri stori­ci. A Desen­zano, invece, per effet­to di un’in­ter­pre­tazione restrit­ti­va che ave­va sem­i­na­to non poche dis­cus­sioni e per­p­lessità nel­la com­mis­sione edilizia e nel­la stes­sa ammin­is­trazione comu­nale (da quel­la ret­ta da Cino Anel­li all’at­tuale di Fioren­zo Pien­az­za), il recu­pero dei sot­totet­ti era divenu­to un po’ un ogget­to mis­te­rioso, una prat­i­ca di dif­fi­cile definizione e fonte, per i pro­pri­etari, di sicure boc­cia­ture. Il Tar di Bres­cia però, sol­lecita­to a pro­nun­cia­r­si su un ricor­so pre­sen­ta­to dal­l’avvo­ca­to Alber­to Lup­pi per con­to di una cliente, pro­pri­etaria di un appar­ta­men­to sit­u­a­to nel cen­tro stori­co, ha ora spaz­za­to ogni dub­bio in propos­i­to, dan­do tor­to al Comune, che ave­va respin­to la richi­es­ta del­la don­na di recu­per­are un sot­totet­to. La sen­ten­za rap­p­re­sen­ta indub­bi­a­mente un insper­a­to suc­ces­so e, per gli altri pro­pri­etari, il via lib­era allo sfrut­ta­men­to di vol­ume­trie, in cer­ti casi anche notevoli, dei pro­pri sot­totet­ti. Era­no sta­ti in molti (il numero al momen­to non è quan­tifi­ca­bile) a ved­er­si fino­ra negare un legit­ti­mo dirit­to, riconosci­u­to da una legge regionale di qua­si quat­tro anni fa e da numerose suc­ces­sive cir­co­lari. I giu­di­ci ammin­is­tra­tivi (pres­i­dente Francesco Mar­i­uz­zo, rela­tore Ele­na Quadri, con­sigliere Mar­co Big­na­mi) han­no in sostan­za affer­ma­to «che il recu­pero dei sot­totet­ti è esclu­si­va­mente sub­or­di­na­to all’ap­pli­cazione del­la nor­ma­ti­va regionale in dero­ga agli stru­men­ti urban­is­ti­ci vigen­ti». Infat­ti, il Comune di Desen­zano si era qua­si intes­tardi­to, come ha rifer­i­to nel­la sua memo­ria difen­si­va il legale del­la pro­pri­etaria-ricor­rente, nel­la prete­sa di «pot­er autono­ma­mente ed arbi­trari­a­mente delim­itare il con­cet­to di sot­totet­to esistente facen­do incon­grua appli­cazione di una nor­ma del­lo stru­men­to urban­is­ti­co det­ta­ta a tut­t’al­tri fini, e inoltre, ponen­dosi in con­flit­to con la nor­ma­ti­va regionale rite­nen­do che il piano rego­la­tore pos­sa prevalere sul­la nor­ma­ti­va regionale», sicu­ra­mente di ran­go supe­ri­ore. Il Comune sostene­va fino­ra che il vol­ume di un sot­totet­to non dovesse essere com­pu­ta­to ai fini vol­u­metri­ci se l’al­tez­za in gron­da non risul­ta­va supe­ri­ore a una cer­ta misura. Quan­do è sta­ta vara­ta la legge regionale del 1999, il Comune ha ritenu­to che essa potesse appli­car­si soltan­to ai casi in cui il sot­totet­to avesse l’al­tez­za in gron­da pre­vista dal pro­prio Prg. La legge, invece, ha fat­to ril­e­vare anco­ra l’avvo­ca­to Lup­pi, affer­ma che il recu­pero vol­u­met­ri­co deve inten­der­si «in dero­ga a qual­si­asi pre­vi­sione urban­is­ti­ca locale». La nor­ma regionale non pone infat­ti lim­i­tazioni in ordine alle dimen­sioni, alle altezze, alle carat­ter­is­tiche del sot­totet­to, lim­i­tan­dosi a pre­scri­vere la neces­sità del­la re ale esisten­za di un sot­totet­to. E anco­ra, la legge dei sot­totet­ti con­sente il recu­pero di «qual­si­asi sot­totet­to esistente, quale ne fos­se la fog­gia».