Il presidente Castellani valuta «non sostenibile» l’impatto ambientale delle torri per l’energia eolica proposte vicino al rifugio

Sì alle pale, ma non al Chierego

20/12/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

La Comu­nità mon­tana del ipo­tiz­za un cen­si­men­to per capire dove, sul Bal­do, il ven­to è più inten­so e sarebbe quin­di pos­si­bile sfruttare la sua forza per far girare pale eoliche per pro­durre ener­gia elet­tri­ca. Un pri­mo prog­et­to in tal sen­so è sta­to pre­sen­ta­to dal Comune di Bren­zone, che vor­rebbe innalzare i piloni con le pale sul cos­tone del Bal­do, non lon­tano dal Rifu­gio Chierego, ma la pro­pos­ta è con­tes­ta­tis­si­ma per l’impatto ambientale.Sul Bal­do ci sono già molte zone pro­tette: un incro­cio di Sic (Siti d’interesse comu­ni­tario) e Zps (zone a pro­tezione spe­ciale), che com­p­lessi­va­men­ti ven­gono chia­mate Zsc (Zone spe­ciali di con­ser­vazione): insom­ma, aree tute­late, anche su inizia­ti­va dell’Unione euro­pea. Il cen­si­men­to del Bal­do, per capire dove sia pos­si­bile instal­lare le cen­trali eoliche, è sta­to chiesto all’Agsm, l’ex munic­i­pal­iz­za­ta di Verona che da decen­ni pro­duce ener­gia elet­tri­ca, dal pres­i­dente del­la comu­nità mon­tana Cipri­ano Castel­lani, in nome di tut­ta la giun­ta, in una let­tera spedi­ta il 20 novem­bre al pres­i­dente Ercole Alfon­si­no. La let­tera, in sette para­grafi, solo all’ultimo esplici­ta la richi­es­ta. Pri­ma, infat­ti, il pres­i­dente si sof­fer­ma sul­la recente pro­pos­ta del Comune di Bren­zone, di «real­iz­zare un impianto di ener­gia eoli­ca nelle vic­i­nanze del Rifu­gio Chierego. L’iniziativa», pros­egue Castel­lani, «può essere con­di­visa nei con­cetti pri­mari legati alla ricer­ca di forme di ener­gia alter­na­ti­va. Tut­tavia, da parte mia e del­la giun­ta comu­ni­taria, si ritiene che l’intervento pos­sa gener­are un impat­to pae­sag­gis­ti­co ele­va­to, non sosteni­bile per l’area in ques­tione e non in lin­ea con le final­ità di con­ser­vazione e pro­mozione che la Comu­nità persegue». Castel­lani ricor­da che «tale opin­ione, a liv­el­lo gen­erale, è con­di­visa anche dal min­is­tero dell’Ambiente, che ha ride­ter­mi­na­to i cri­teri min­i­mi uni­for­mi per la definizione di mis­ure di con­ser­vazione rel­a­tive a Zsc, cioè Sic e Zps (vedi decre­to 17 otto­bre 2007, [FIRMA]Gazzetta Uffi­ciale n. 258 del 6 novem­bre 2007). L’area indi­vid­u­a­ta dal Comune di Bren­zone, è Zsc e rien­tra quin­di nel Sic Monte Bal­do Ovest».Spiega Castel­lani: «Lo svilup­po di tec­nolo­gie e la pro­mozione di energie pulite sono politiche che la nos­tra Comu­nità si pre­figge, ma esse non pos­sono essere perse­gui­te a dis­capi­to del nos­tro pat­ri­mo­nio pae­sag­gis­ti­co, uni­ca e incred­i­bile ric­chez­za che la natu­ra ci ha dato». Nul­la impedisce però che nell’area baldense sorgano tor­ri eoliche. Anzi. «Lo scopo del­la mia let­tera all’Agsm, l’ente in asso­lu­to più prepara­to su questi temi nel­la nos­tra provin­cia», dice Castel­lani, «è chiedere che real­izzi per noi un cen­si­men­to delle aree del Bal­do, indi­vid­uan­do le più vocate a tali impianti, com­pat­i­bili con la sal­va­guardia delle esi­gen­ze di tutela delle nos­tre bellezze stori­co-pae­sag­gis­tiche, nel rispet­to del­la legge». Aggiunge il pres­i­dente del­la Comu­nità del Bal­do: «Sarebbe impor­tan­tis­si­mo real­iz­zare, insieme ai Comu­ni, un prog­et­to che sfrut­tasse ed esaltasse la forza del ven­to, che crea ener­gia puli­ta. Ma lo si può fare solo se l’impatto visi­vo è accetta­bile e accetta­to dal­la popo­lazione. Inoltre bisogna avere la certez­za che il ven­to ci sia davvero e sia tale da ren­dere l’opera vera­mente utile. La Comu­nità non ha gli stru­men­ti per elab­o­rare tali dati, per questo si è riv­ol­ta all’Agsm. Da noi ci sono cer­ta­mente zone ven­tose e vocate, come le sponde del­la Valle dell’Adige ver­so Riv­o­li, dove già il Comune ha avvi­a­to un prog­et­to di questo tipo», dice Castel­lani. «Noi aus­pichi­amo che l’Agsm ci aiu­ti ad indi­vid­uare siti ven­tosi e dove le pale non avreb­bero un forte impat­to ambi­en­tale e non dis­turbereb­bero i res­i­den­ti. Questi impianti, infat­ti, sono molto rumor­osi», ram­men­ta Castel­lani, e chi­ude spie­gan­do quale sarebbe il ruo­lo del­la Comu­nità: «Orga­niz­zare incon­tri per conoscere l’opinione dei cit­ta­di­ni e per capire se sono dis­posti a sop­portare dis­a­gi, sapen­do che ne deri­va un risparmio ener­geti­co e che si rica­va ener­gia pulita».

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