Il sindaco Bonometti: «I ricavi dalla produzione verranno reinvestiti nel settore sociale per i cittadini»

Sì all’energia dal vento Intesa fatta con l’Agsm

20/05/2008 in Attualità
A Affi
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

di Il sin­da­co di Affi Rober­to Bonomet­ti, ha fir­ma­to con aI pres­i­dente dell’Agsm di Verona, Gian Pao­lo Sar­dos Alber­ti­ni, la con­ven­zione per l’avvio dell’iter di instal­lazione di una cen­trale eoli­ca sul ter­ri­to­rio comu­nale. Una fir­ma che nei prossi­mi decen­ni, per il paese potrà risultare stor­i­cA. Affi, infat­ti, se tut­to fil­erà lis­cio, per la fine del 2010, potrà pro­durre ener­gia puli­ta per più di 8 mila per­sone, antic­i­pan­do così di dieci anni la deci­sione del­la Pres­i­den­za del Con­siglio Europeo, che il 9 mar­zo 2007 ha sta­bil­i­to di andare oltre il pro­to­col­lo di Kyoto, nel­la riduzione dell’inquinamento ter­restre. Impeg­no europeo riepi­loga­to nel­lo slo­gan «20.20.20. del 2020», cioè il 20 per cen­to di riduzione di anidride car­bon­i­ca, il 20% di pro­duzione di ener­gia da fonti rin­nov­abili, il 20 di con­sumo di ener­gia rispet­to al trend attuale, entro il 2020.La con­ven­zione siglata da Affi, avvia un’iter com­p­lesso e tor­tu­oso, che i tec­ni­ci però con­tano di con­clud­ere entro due anni e mez­zo. Sar­dos Alber­ti­ni, ha ringrazi­a­to l’amministrazione di Affi per la scelta cor­ag­giosa: «Queste cen­trali eoliche pos­sono creare impat­to pae­sag­gis­ti­co, quin­di qua­si mai nes­suno le vuole sul suo ter­ri­to­rio. Invece ser­vono allo svilup­po e cre­ano ener­gia puli­ta che com­pen­sa l’impatto. L’eolico è uno dei set­tori su cui noi pun­ti­amo: ne abbi­amo già uno in fun­zione a Pisa, che serve ener­gia per 15 mila per­sone, sta entran­done in fun­zione un altro sull’Appennino emil­iano per 25 mila per­sone e a Riv­o­li sta per andare a com­pi­men­to il prog­et­to. Il dram­ma sono le autor­iz­zazioni, spe­ri­amo che Calderoli acceleri l’iter taglian­do i tempi».Poi il pres­i­dente Agsm, sot­to­lin­ea: «Pen­sava­mo che il Nord fos­se l’area dove si tro­va più ven­to, invece abbi­amo scop­er­to che sono le regioni del Sud ad averne di più. Anche Tri­este è esclusa poiché con la bora ha trop­po ven­to: ser­vono luoghi dove ci sia un ven­to sta­bile e Riv­o­li ed Affi, han­no la for­tu­na di avere ques­ta brez­za del­la Val d’Adige che gli con­sente di sfruttare ques­ta fonte». Le tappe le spie­ga il respon­s­abile Agsm, ingeg­n­er Mar­co Giusti. «Pri­ma dell’estate installere­mo una stazione anemo­met­ri­ca, un’antenna alta 50 metri con diver­si stru­men­ti a varie altezze per il rieva­men­to del ven­to. La mon­ter­e­mo a Ovest delle due stazioni già instal­late sul Monte Mesa di Riv­o­li. In base ai ril­e­va­men­ti, dopo qualche mese si potrà redi­gere il prog­et­to pre­lim­inare dell’impianto, che sig­nifi­ca scegliere il numero e il tipo di mac­chine da col­lo­care». «A questo pun­to», con­tin­ua Giusti, «bisogn­erà met­ter­si d’accordo con i pro­pri­etari dei ter­reni. Poi si dovrà approvare il prog­et­to pre­lim­inare in giun­ta munic­i­pale. Da quel momen­to parte il prog­et­to defin­i­ti­vo e lo stu­dio uffi­ciale di impat­to ambi­en­tale, che dovrà essere fat­to da un’ente ter­zo. Quin­di si avvia l’iter autor­iz­za­ti­vo, la stes­sa fase a cui è giun­to ora il comune di Riv­o­li». «Le pale pre­viste», con­clude Giusti, «dovreb­bero essere due, alte dai 60 agli 80 metri, le quali si pen­sa pro­dur­ran­no qual­cosa come 8 mil­ioni di chilo­vat­to­ra all’anno di media, quin­di oltre a servire ener­gia per tut­ta la popo­lazione di Affi (2300 abi­tan­ti), potran­no coprire il con­sumo anche degli inse­di­a­men­ti com­mer­ciali, indus­tri­ali ed arti­gianali del ter­ri­to­rio. L’energia prodot­ta andrà nel­la rete nazionale».Il sin­da­co Rober­to Bonomet­ti, che più volte ha espres­so le moti­vazioni ambi­en­tal­iste del­la scelta, dopo aver ringrazi­a­to Agsm, i tec­ni­ci del comune che han­no lavo­ra­to e i due asses­sori che più si sono spe­si per la cen­trale ener­get­i­ca, Mar­co Sega e Gian­mar­co Sac­chiero, ha sot­to­lin­eato l’intenzione di uti­liz­zare le entrate derivan­ti dal­la con­ven­zione siglata con Agsm, che si sti­ma andran­no da 40 mila euro negli anni peg­giori per pre­sen­za di ven­to a 80 mila nelle annate migliori, con una media di 60 mila per 30 anni, per la real­iz­zazione di od opere pubbliche.Il pres­i­dente Agsm ha ricorda­to la vocazione dell’azienda ver­so gli impianti ecososteni­bili. «L’investimento sull’eolico ha un rien­tro eco­nom­i­co in 6–7 anni, più veloce rispet­to al foto­voltaico; ma anche questo sec­on­do sis­tema sta pren­den­do piede, ne sti­amo val­u­tan­do l’installazione sui capan­noni del­la Fiera, Aptv, o super­me­r­cati. Anche le banche si stan­no ind­i­riz­zan­do a finanzi­a­men­ti in questo campo».

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