Domenica si lanceranno i paracadutisti Ex militari protagonisti della spettacolare iniziativa

Si buttano dal cielo per tuffarsi in acqua

19/08/2004 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Otto para­cadutisti in acqua, dal cielo. Non è una bat­tuta, ma un’autentica rar­ità. Ed a com­piere l’impresa sono otto para­cadutisti mil­i­tari, meglio ex mil­i­tari, che si impeg­nano in una impre­sa di disce­sa nelle acque del , anti­s­tan­ti al por­to vec­chio di Lazise, con un mod­el­lo di para­cadute mil­itare conosci­u­to come mod­el­lo T10. I parà si lancer­an­no quin­di sul lun­go­la­go di Lazise domeni­ca, alle 18, lan­cian­dosi da un aero­mo­bile decol­la­to pochi minu­ti pri­ma dall’aeroporto di Mon­tag­nana in provin­cia di Pado­va, un Piper Sarato­ga apposi­ta­mente attrez­za­to per questo tipo di man­i­fes­tazioni. Tut­to avviene sot­to lo stret­to con­trol­lo del­la del­la Scuo­la Nazionale di Para­cadutismo di Verona che da anni è gui­da­ta dal Colonel­lo Pietro Dal Fiume. «È la terza vol­ta che ci lan­ci­amo nelle acque del lago di Gar­da e pre­cisa­mente a Lazise», spie­ga il pres­i­dente dell’Anppdi del Gar­da Mar­celli­no March­esi­ni, e le assi­curo che non è facile. Siamo vera­mente in pochi a prati­care questo tipo di lan­cio con il para­cadute mil­itare in acqua». «Tut­to questo avviene», con­tin­ua March­esi­ni, «gra­zie alla otti­ma preparazione che noi tut­ti abbi­amo avu­to durante i cor­si apposi­ta­mente allesti­ti a Mon­tag­nana. In questi cor­si tro­vi­amo prin­ci­pal­mente ex mil­i­tari del­la Fol­go­re e veri appas­sion­ati del lan­cio. Di soli­to ci lan­ci­amo da una altez­za di 800 metri, ma in alcu­ni casi ci alzi­amo anche ad oltre 1500 metri. Dipende ovvi­a­mente dal ven­to e dalle con­dizioni metere­o­logiche pre­sen­ti al momen­to dell’azione». Il sodal­izio garde­sano rag­grup­pa una ses­san­ti­na di soci e da alcu­ni anni si impeg­na in eserci­tazioni ed in alcune man­i­fes­tazioni sportive. In pri­mo luo­go nel cor­so del­la ricor­ren­za del­la stor­i­ca car­i­ca dei a Pas­tren­go il 30 aprile, suc­ces­si­va­mente con lan­ci in prossim­ità del campeg­gio La Quer­cia di Lazise, a Gar­da nei pri­mi giorni di agos­to, ed infine a , in otto­bre, alla Fes­ta dell’Uva. Lo spet­ta­co­lo è assi­cu­ra­to e gli applausi ovvi­a­mente si spre­cano. «È uno sport sicuro», spie­ga anco­ra March­esi­ni, «con­trari­a­mente a quan­to si potrebbe pen­sare, per­chè i prat­i­can­ti han­no un forte bagaglio atleti­co alle spalle oltre a molte ore di adde­stra­men­to. È una dis­ci­plina mira­ta, cioè che esige una notev­ole e accu­ra­ta preparazione tec­ni­ca, che las­cia poco mar­gine agli errori. È ovvio che l’incidente, come in ogni dis­ci­plina sporti­va, può accadere». Sulle rive verone­si del lago di gar­da la disce­sa dei para­cadutisti è diven­ta­ta una tradizione. Da anni lo spet­ta­co­lo si ripete. Fino ad ora non sono accadu­ti inci­den­ti e perfi­no le ammin­is­trazioni locali e le asso­ci­azioni di cat­e­go­ria sosten­gono queste inizia­tive per­chè, oltre alla man­i­fes­tazione sporti­va in se stes­sa, por­tano molto pub­bli­co appas­sion­a­to di sport. «Ringrazi­amo l’amministrazione comu­nale di Lazise e l’associazione degli alber­ga­tori per il loro costante sosteg­no», dichiara anco­ra March­esi­ni, «per­chè sen­za di loro noi fac­ciamo vera­mente fat­i­ca a soprav­vi­vere. Il loro con­trib­u­to in ter­mi­ni di spon­soriz­zazione e di sosteg­no morale ci con­sentono vera­mente di pot­er essere pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio con le nos­tre imp­rese. Non è da meno anche il sosteg­no e l’applauso del­la gente e dei tur­isti che seguono con cres­cente inter­esse le nos­tre manifestazioni».

Parole chiave: