Fu grande animatore della vita culturale Benedetti, poesia immortale Un cippo davanti alla casa di via Castello. I suoi versi affissi in città

Si celebra il centenario dello scomparso poeta.

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Vita di poeta o poeta del­la vita. Gilber­to Finzi ha così descrit­to Gino Benedet­ti (1904–1989) il grande poeta desen­zanese, rifer­en­dosi sia alla dura­ta sia alla qual­ità del sen­ti­men­to poet­i­co preva­lente in lui. E il «grande Gino» viene quest’an­no deg­na­mente com­mem­o­ra­to nel cen­te­nario del­la nasci­ta con un ciclo di man­i­fes­tazioni. La pri­ma: la posa di una tar­ga sul­la casa di via Castel­lo. Ieri è sta­ta la vol­ta di quat­tro cip­pi-leg­gii su cui sono ripor­tati degli struggen­ti ver­si del poeta garde­sano che ver­ran­no col­lo­cati davan­ti all’in­gres­so del cimitero, all’inizio del­la diga foranea del por­to, nel piaz­za­le del­la stazione fer­roviaria e alla Speco­la del Castel­lo. Ai pie­di del maniero, fra l’al­tro, l’am­min­is­trazione comu­nale gli ha già inti­to­la­to un gia­rdi­no. L’asses­sore Maria Vit­to­ria Papa, a cui si deve prin­ci­pal­mente l’idea di ricor­dare Benedet­ti con una serie di inizia­tive, è rius­ci­ta a coag­u­lare la sen­si­bil­ità di alcu­ni spon­sor: i club lion­is­ti­ci «Desen­zano Lago» e «», quin­di il Rotary Club ed il Sorop­ti­mist. Da tem­po si è for­ma­to un grup­po che sta lavo­ran­do con l’asses­so­ra­to alla Cul­tura agli even­ti per la com­mem­o­razione di Benedet­ti a cen­t’an­ni dal­la sua nasci­ta. Si trat­ta di Simone Saglia, Gian­ni Stipi, Mario Arduino, Gian­car­lo Ganz­er­la, Agosti­no Zac­chi (il gal­lerista desen­zanese che ospitò le mag­giori mostre di Benedet­ti), quin­di Ser­gio Pasquali, Mau­r­izio Camp­isi (noto anti­quario, il padre è sta­to un grande gior­nal­ista e invi­a­to) e Vin­cen­zo Benedet­ti (figlio di Gino). Ieri, nel­la sala del­l’Orolo­gio dove è sta­ta illus­tra­ta l’inizia­ti­va era­no pre­sen­ti anche Gian­ni Rosi­na (pres­i­dente del Lions Club Desen­zano Host) e Tom­ma­so Podavi­ni, libraio, edi­tore e artefice di tante inizia­tive cul­tur­ali negli anni ’70 e ’80. Ma un’assen­za triste è forse pas­sa­ta inosser­va­ta: quel­la di Eda, l’ado­ra­ta figlia del poeta, scom­parsa pre­mat­u­ra­mente alcu­ni anni fa. Fu pro­prio Eda a costru­ire attorno alla figu­ra del padre un movi­men­to che ne riconoscesse la grande vital­ità poet­i­ca ed artis­ti­ca. Pec­ca­to che non sia qui ora.

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