Il presidente del comitato per il Parco delle colline attacca il progetto della Fraglia della vela. Accuse al Comune: «Il porto non risolve i problemi del turismo»

«Si cementa anche il lago»

06/04/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La costruzione del­la nuo­va Fraglia vela scate­na le ire di Emilio Crosato, pres­i­dente del Comi­ta­to per il Par­co delle , che non esclude l’ipote­si di adire le vie legali. «Sono a dir poco sor­pre­so del com­por­ta­men­to sia del Comune di Mal­ce­sine e, anco­ra di più, del Con­siglio di Sta­to», dice Crosato, «che a dis­tan­za di nem­meno due mesi si è pro­nun­ci­a­to neg­a­ti­va­mente sui ricor­si pre­sen­tati sul prog­et­to dal min­is­tero dei Beni cul­tur­ali e ambi­en­tali e dal­la Soprint­en­den­za dei beni architet­toni­ci e del pae­sag­gio di Verona». «Ques­ta ha cer­ca­to stren­u­a­mente, come è suo dovere, di difend­ere in questo caso addirit­tura il lago: per­ché qui sti­amo real­mente arrivan­do alla cemen­tifi­cazione del­lo spazio lacuale dopo gli scem­pi fat­ti lun­go la cos­ta». «L’at­teggia­men­to del Con­siglio di Sta­to», con­tin­ua il pres­i­dente del Comi­ta­to, «è anco­ra più incom­pren­si­bile per­ché pro­prio ques­ta isti­tuzione ha più volte rib­a­di­to che la Soprint­en­den­za e il Min­is­tero “sono tito­lari del più ampio potere di veto e sono posti a estrema dife­sa dei vin­coli pae­sag­gis­ti­ci”. Mi doman­do cosa pos­sa avere provo­ca­to un tale muta­men­to di idee». La posizione di Crosato non è meno crit­i­ca nei con­fron­ti del Comune di Mal­ce­sine, «che ha approva­to un prog­et­to e che fa parte, insieme alla Fraglia del­la Vela, del­la soci­età che lo real­izzerà e che mod­i­ficherà defin­i­ti­va­mente il pae­sag­gio». «Sten­to a capire», sot­to­lin­ea Crosato, «come si pos­sa real­mente pen­sare di risol­vere i prob­le­mi del tur­is­mo con qualche boa in più; cre­do fareb­bero meglio, gli ammin­is­tra­tori, a pre­oc­cu­par­si di non dev­astare quel pae­sag­gio e quel­l’am­bi­ente che sono sem­pre sta­ti la prin­ci­pale ragione del­l’af­flus­so tur­is­ti­co su quest’area. Un’area che sta suben­do muta­men­ti rad­i­cali, sen­za pos­si­bil­ità di ritorno». Analo­ga crit­i­ca è ris­er­va­ta dal pres­i­dente del Comi­ta­to per il Par­co all’onorev­ole Lui­gi Olivieri (Ds), che ave­va pre­sen­ta­to un’in­ter­rogazione al min­istro Urbani doman­dan­dogli se era a conoscen­za delle ragioni che ave­vano indot­to il soprint­en­dente ad atteggia­men­ti osta­tivi al prog­et­to. «Fati­co a com­pren­dere come un dep­u­ta­to del­la Repub­bli­ca, che siede in Par­la­men­to in rap­p­re­sen­tan­za degli inter­es­si pub­bli­ci, si sia eret­to a pal­adi­no di questo inter­ven­to dev­as­tante per il ter­ri­to­rio». Il pres­i­dente antic­i­pa che, sul­la vicen­da, il Comi­ta­to ha prepara­to una memo­ria scrit­ta che sarà invi­a­ta alle isti­tuzione com­pe­ten­ti, «ma alla luce di quan­to avvenu­to non esclu­di­amo nem­meno di ricor­rere a un’azione legale; al di là del dan­no provo­ca­to all’in­tero eco­sis­tema da ques­ta ennes­i­ma cola­ta di cemen­to, ci tro­vi­amo di fronte a un’­opera che potrebbe diventare una sor­ta di dis­car­i­ca nel lago per chissà quali tipi di mate­ri­ali. Chi con­trollerà, infat­ti, su ciò che ver­rà usato e in che modo?». «Siamo tut­ti con­vin­ti che non è così che si affrontano i prob­le­mi del tur­is­mo del che, in questo modo», con­clude Crosato, «corre solo il ris­chio di essere irri­me­di­a­bil­mente distrutto».