Sbloccata l'ultima tranche di interventi per garantire il funzionamento dell'impianto di Peschiera. Milioni in nuove tecnologie
per il depuratore del Garda

Si completa il potenziamento della «sentinella» dell’ecosistema

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Dopo alcu­ni intop­pi di natu­ra ammin­is­tra­ti­va, entra final­mente in dirit­tura d’ar­ri­vo il ter­zo e ulti­mo lot­to di lavori per il poten­zi­a­men­to del maxi depu­ra­tore cen­trale, in local­ità Par­adiso di Peschiera, che trat­ta da oltre 30 anni i liqua­mi del baci­no del Gar­da. L’INVESTIMENTO è di 6 mil­ioni e 700mila euro che è solo una tranche del­lo stanzi­a­men­to iniziale di 16 mil­ioni e 400 mila euro del­l’­opera glob­ale in tre lot­ti, finanziati per metà dai verone­si e dai bres­ciani. Ne vale la pena, per­chè questo depu­ra­tore è l’impianto da cui dipende la sosteni­bil­ità eco­log­i­ca del­l’in­tero baci­no garde­sano. Almeno in atte­sa che ven­ga real­iz­za­to il futuro depu­ra­tore «bres­ciano» (ipo­tiz­za­to tra Lona­to e Cal­ci­na­to) per il quale però man­cano i fon­di. Intan­to si investe su Peschiera, con questo ter­zo e ulti­mo lot­to di inter­ven­ti. Per la parte lom­bar­da i costi sono sta­ti assi­cu­rati dal­la Regione e in parte anche dal­lo Sta­to, e dal­l’A­to di Bres­cia. I lavori ven­gono, invece, segui­ti da Gar­da Uno, la multi­u­til­i­ty gui­da­ta da .  Ques­ta terza fase dei lavori di poten­zi­a­men­to del depu­ra­tore è entra­ta ormai nel vivo. La nuo­va com­mis­sione sta, infat­ti, esam­i­nan­do le offerte per poi pro­cedere all’ag­giu­di­cazione degli appalti. In segui­to, trat­tan­dosi di appal­to-con­cor­so occor­rerà pre­dis­porre il prog­et­to esec­u­ti­vo.  I lavori dovreb­bero com­in­cia­re, sec­on­do Gar­da Uno, «entro la prossi­ma pri­mav­era».  LE NUOVE OPERE per­me­t­ter­an­no un sen­si­bile miglio­ra­men­to del­l’in­tero sis­tema di depu­razione, atti­van­do trat­ta­men­ti di affi­na­men­to del­la qual­ità del­lo scari­co real­iz­zan­do nuovi set­tori di defos­fa­tazione, fil­trazione e dis­in­fezione su tut­ti gli scarichi che ver­ran­no riu­ni­ti. L’impianto, a questo pun­to, dovrebbe far fronte a mag­giori afflus­si di reflui, soprat­tut­to nei casi di piog­gia, lim­i­tan­do l’en­tra­ta in fun­zione degli scarichi a lago del sis­tema del “trop­po col­mo”. Ovvi­a­mente, il tut­to avrebbe una ricadu­ta di enor­mi ben­efi­ci sul­l’e­co­sis­tema del lago di Gar­da. Il ban­do di gara prevede, infine, che i com­p­lessi lavori deb­bano essere ulti­mati entro cir­ca 3 anni.

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