Urge una banca dati per capire il turismo. Oltre 1500 i titoli presentati dagli editori sulla realtà benacense. Pubblico attratto dalle fotografie e dagli scritti del tenente Cipelli

Si conclude la mostra «Pagine del Garda»

22/11/2000 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

«L’industria del forestiero» di Mau­ro Grazi­oli, uno dei cir­ca 1500 titoli, di un’ottantina tra case editri­ci, asso­ci­azioni cul­tur­ali, musei e bib­lioteche, pre­sen­ti alla mostra del libro «». Ma anche spun­to per una tavola roton­da, fis­sa­ta per domeni­ca alle ore 16, al cas­inò munic­i­pale in chiusura del­la rasseg­na del libro arcense. Incon­tro che sarà ani­ma­to dal­la pre­sen­za dell’assessore al Tur­is­mo del­la provin­cia di Tren­to Mar­co Benedet­ti, dal pres­i­dente dell’Unione com­mer­cio e tur­is­mo dell’Alto Gar­da e Ledro Enzo Bas­set­ti e dal pres­i­dente dell’Azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca del Gar­da Trenti­no Enio Meneghel­li. «Molte azioni, modi di pen­sare, stili di vita, inizia­tive», scrive Bas­set­ti nel pre­sentare il bel vol­ume che ha aper­to il cas­set­to del pas­sato, «sono state, sono e saran­no con­dizion­ate dal tur­is­mo». Ecco quin­di il dovere di riflet­tere, dis­cutere e di evi­den­ziare «quel filo con­dut­tore che, dal prin­ci­pio, è teso sino ai nos­tri giorni, per capire come e da dove nasce ques­ta econo­mia», alla quale le gen­ti garde­sane devono molto, e per val­utare dove potrà portare». Un appun­ta­men­to che porterà a riflet­tere anche sul­la neces­sità di arrivare a isti­tuire un cen­tro di doc­u­men­tazione sull’attività tur­is­ti­ca fonte prin­ci­pale dell’economia garde­sana. In questi ulti­mi tem­pi c’è sta­to un fiorire di inizia­tive cul­tur­ali allargate alla doc­u­men­tazione stor­i­ca del ter­ri­to­rio, dell’ambiente nat­u­rale, dei siti arche­o­logi­ci, dell’arte minore; di stu­di e ricerche sui prodot­ti agri­coli ed attiv­ità arti­gianali e del­la pesca per arrivare alla riscop­er­ta e riv­is­i­tazione anche delle ricette gas­tro­nomiche. Quel­lo che man­ca, meglio non è sta­to affronta­to con la dovu­ta cura, data l’importanza che riveste sul piano eco­nom­i­co, è un osser­va­to­rio tur­is­ti­co che nel­lo stes­so tem­po sia anche cen­tro di rac­col­ta e di doc­u­men­tazione di quan­to è sta­to fat­to, det­to, scrit­to, dis­eg­na­to intorno alla nasci­ta, svilup­po ed evolver­si «dell’industria del forestiero» che è sta­ta il motore delle inizia­tive di mag­gior pre­gio e inter­esse del­la zona bena­cense. Tor­nan­do alla rasseg­na del libro di Arco, arriva­ta all’ottava edi­zione, con in bel­la mostra inter­es­san­ti anal­isi e inizia­tive cul­tur­ali locali, in pri­mo piano il pon­deroso vol­ume «Eccle­si­ae» pre­sen­ta­to in occa­sione del Giu­bileo Duemi­la dall’Associazione «». Opera, frut­to di un impeg­no eccezionale di molti stu­diosi riv­olto a tutte le chiese del Bas­so Sar­ca, «ric­ca di infor­mazioni soprat­tut­to storiche con par­ti­co­lare atten­zione alle vicende del­la comu­nità in cui ogni chiesa è col­lo­ca­ta». Tra le novità ( che van­no a ruba) anche la rac­col­ta di fotografie e scrit­ti del tenente Giuseppe Cipel­li che Domeni­co Fava ha con­den­sato e appro­fon­di­to nel vol­ume «La Grande Guer­ra sul fronte tra il Gar­da e Ledro». Da vis­itare anche (orario 9,30–12; 15–18,30) la mostra «Ljubov» Dos­to­evska­ja ad Arco real­iz­za­ta in col­lab­o­razione con l’associazione Rus di Bolzano e il let­ter­ario F.M. Dos­to­evskij di San Pietroburgo.

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