Il problema delle sofisticazioni. Le norme a difesa della genuinità sono la garanzia per i consumatori Ferrari (Coldiretti) chiede la creazione di un unico consorzio di tutela

Si consuma più olio ma non sempre è dop

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il notev­ole aumen­to del con­sumo di olio di oli­va non è sta­to accom­pa­g­na­to da norme altret­tan­to tem­pes­tive di dife­sa del­la gen­uinità: un colpev­ole ritar­do, che ha las­ci­a­to ampio spazio alle sofisti­cazioni. Lo ha det­to Nico­la Rug­giero, pres­i­dente del­l’U­naprol, l’as­so­ci­azione nazionale dei pro­dut­tori, al ter­mine del con­veg­no orga­niz­za­to nel­l’ul­ti­ma gior­na­ta del­la Fiera del­l’a­gri­coltura e del­l’ar­ti­giana del­la Valte­n­e­si e del­la Riv­iera del Gar­da bres­ciano, svoltasi a Pueg­na­go. «Anco­ra oggi — ha aggiun­to Rug­giero — i con­trol­li sono spo­radi­ci e super­fi­ciali, così da con­sen­tire ad alcune aziende… dis­in­volte di costru­ire l’o­lio in lab­o­ra­to­rio. Man­ca una legge quadro, sen­za la quale il set­tore corre il ris­chio di saltare. Il con­trol­lo deve essere affida­to ai Con­sorzi, dan­do loro mezzi finanziari e giuridi­ci». Tut­ta la ha pre­sen­zi­a­to alla chiusura del­la Fiera, anche per parte­ci­pare all’in­au­gu­razione del­la via inti­to­la­ta a Pao­lo Bono­mi, il numero uno negli anni più dif­fi­cili del­la cat­e­go­ria. Accan­to al sin­da­co Gian­fran­co Com­in­ci­oli, c’er­a­no il pres­i­dente nazionale Pao­lo Bedoni, i due vice Nino Ande­na e Gen­naro Masiel­lo, il seg­re­tario gen­erale Fran­co Pasquali, il capo del­l’uf­fi­cio legale Gae­tano Ver­a­no. Nel­l’oc­ca­sione si è svolto pure un Con­siglio regionale stra­or­di­nario, che ha pre­mi­a­to l’onorev­ole Nino Pisani, diven­ta­to un diri­gente esper­to, e ora a capo del­l’Er­sal Lom­bar­dia. Per quan­to riguar­da l’ex­travergine, la Comu­nità euro­pea ha con­fer­i­to la Denom­i­nazione di orig­ine pro­tet­ta (Dop) al Gar­da bres­ciano e ai laghi lom­bar­di (Sebi­no, Lario). L’on. Fran­co Fer­rari, mod­er­a­tore del con­veg­no, ha aus­pi­ca­to la nasci­ta di un uni­co con­sorzio di tutela, riconoscen­do al suo inter­no le quat­tro provin­cie (Bres­cia, Verona, Man­to­va, Tren­to) e le tre regioni. Com­in­ci­oli ha inci­ta­to tut­ti a non abban­donare la stra­da sin qui per­cor­sa nel­la dife­sa e val­oriz­zazione, a dis­pet­to del­la con­fu­sione delle fal­si­fi­cazioni che imper­ver­sano. Gio­van­ni Maz­zol­di, che gui­da l’Aipol, ha sot­to­lin­eato la neces­sità del piano olivi­co­lo, allo scopo di poten­ziale l’im­mag­ine di un lago dove trascor­rono le vacanze 4 mil­ioni e mez­zo di tur­isti, molti dei quali van­no alla ricer­ca del­la qual­ità. Enri­ca Marsel­la, respon­s­abile del­l’Uf­fi­cio coor­di­na­men­to nor­ma­ti­vo del­l’U­nione nazionale pro­dut­tori, ha insis­ti­to sul­la neces­sità di met­tere in pri­ma fila i con­sorzi e le isti­tuzioni, per difend­ere la gen­uinità tra una miri­ade di marchi e… mar­che­tte nel mer­ca­to glob­ale. Il Dop del­la Comu­nità euro­pea è lega­to al luo­go di orig­ine, non a quel­lo di trasfor­mazione. Marsel­la ha anche incor­ag­gia­to alla ven­di­ta in bot­tiglie etichet­tate, uni­co modo di spuntare un prez­zo sig­ni­fica­ti­vo. Luca Valde­tara, respon­s­abile del­la cer­ti­fi­cazione sec­on­do il rego­la­men­to Csqa, ha spie­ga­to che il min­is­tero sta attuan­do una polit­i­ca di cres­cente sever­ità. «Cer­ti­fi­care un prodot­to — ha sot­to­lin­eato — sig­nifi­ca garan­tirne anche le carat­ter­is­tiche organolet­tiche». Giulio Bat­tisti, seg­re­tario del­l’U­nione con­suma­tori di Bres­cia, ha par­la­to dei val­ori nutrizion­ali del­l’ex­travergine, sot­to­lin­e­an­do l’im­por­tan­za di con­sumare un olio prodot­to mec­ca­ni­ca­mente, sen­za usare addi­tivi, per di più «bio­logi­co», pri­vo insom­ma di pes­ti­ci­di. Al dibat­ti­to sono inter­venu­ti Ottori­no Mile­si, già diret­tore del­l’Is­pet­tora­to provin­ciale agrario, il dot­tor Gal­luc­ci e il dot­tor Comba.

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