È città d’arte e alla domenica negozi aperti

Sì della Provincia

26/10/2000 in Avvenimenti
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
a.t.

La pianta del Pla­tano mon­u­men­to nazionale fa diventare Capri­no cit­tà d’arte. La denom­i­nazione è sta­ta con­ces­sa in questi giorni al Comune dal­la Provin­cia, dopo che il Comune ave­va pre­sen­ta­to rego­lare doman­da qualche mese fa. Nel ter­ri­to­rio di Capri­no si trovano ville d’epoca vin­co­late, cen­tri stori­ci cat­a­lo­gati e, in più, la pianta del Pla­tano dei cen­to bersaglieri e il arche­o­logi­co, riconosciu­ti come mon­u­men­ti nazion­ali e region­ali. E sul­la base di questi para­metri il Comune ha for­mu­la­to la pro­pria richi­es­ta, che è sta­ta accol­ta dal­la Provin­cia. Un riconosci­men­to tan­to più gra­di­to per­chè è sta­to dato a soli altri tre Comu­ni del­la Provin­cia, Verona, Valeg­gio e Peschiera, ma che potrà avere anche un val­ore eco­nom­i­co. La denom­i­nazione, infat­ti, con­sente la dero­ga all’apertura domeni­cale per i negozi del Comune che l’hanno ottenu­ta. «Ci è sta­ta asseg­na­ta però lim­i­tata­mente al cen­tro stori­co e all’abitato di Gaon», spie­ga il sin­da­co Maria Tere­sa Girar­di. «Una cosa un po’ illog­i­ca vis­to che il nos­tro polo tur­is­ti­co fon­da­men­tale si tro­va a Spi­azzi. Ma la nor­ma­ti­va regionale a volte è di dif­fi­cile inter­pre­tazione». Il sin­da­co comunque non demor­de e intende dar­si da fare per ottenere l’ampliamento dei quel­la che chia­ma una «ter­ri­to­ri­al­iz­zazione». Due sono le linee di inter­ven­to prog­et­tate. Una è la richi­es­ta che, stante la denom­i­nazione Cit­tà d’arte, la dero­ga fes­ti­va ven­ga este­sa a tut­to il ter­ri­to­rio comu­nale e inclu­da quin­di anche i negozi che si trovano al di fuori del cen­tro stori­co e in tutte le frazioni. L’altra stra­da che Girar­di vuole per­cor­rere riguar­da tut­ti i Comu­ni facen­ti parte del­la Comu­nità mon­tana del . Sec­on­do il sin­da­co, infat­ti, tut­ti e nove i comu­ni dovreb­bero rien­trare nel­la cat­e­go­ria dei Comu­ni tur­is­ti­ci per­chè facen­ti parte di un ente mon­tano. E questo indipen­den­te­mente dal fat­to che alcu­ni abbiano buona parte del loro ter­ri­to­rio al di sot­to dei 600 metri d’altezza pre­visti per legge. «Si trat­terebbe di un riconosci­men­to più ampio da ottenere per tut­ta la Comu­nità mon­tana e da perseguire di con­cer­to con gli altri Comu­ni. Inten­do far­mi pro­motrice di ques­ta inizia­ti­va nel prossi­mo con­siglio del­la Comu­nità», spie­ga. «Fer­rara e San Zeno l’hanno ottenu­ta d’ufficio. Ma che sen­so ha far parte di un ente defini­to mon­tano se poi ven­gono appli­cate dif­feren­ze ai sin­goli enti che lo com­pon­gono?». La nor­ma­ti­va regionale prevede che anche ai Comu­ni tur­is­ti­ci, come alle Cit­tà d’arte, ven­ga appli­ca­ta la dero­ga all’apertura fes­ti­va. «Tut­to il ter­ri­to­rio del nos­tro ente ha una valen­za tur­is­ti­ca e la Comu­nità mon­tana stes­sa ha, tra le sue final­ità, pro­prio quel­la di pro­muo­vere il tur­is­mo. Dob­bi­amo quin­di bat­ter­ci per arrivare a questo obiettivo.»

Parole chiave: -