Il novello piace ai più giovani ed esalta i sapori tradizionali dell'autunno

Si è alzato il sipario sul vino da bere giovane

08/11/2010 in Enogastronomia
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Di Luca Delpozzo

Un´ambientazione autun­nale a Carpenedo­lo: l´ideale per spi­anare la stra­da al Il tradizionale con­to alla roves­cia è ter­mi­na­to un min­u­to dopo la mez­zan­otte. Da oggi, dunque, è pos­si­bile stap­pare e gustare la pro­duzione di oltre 8 mil­ioni di bot­tiglie di nov­el­lo real­iz­za­ta in Italia nel­la 2010 e in ven­di­ta in negozi, ris­toran­ti, enoteche, winebar e viner­ie per essere con­su­mate entro i prossi­mi sei mesi. Questo è infat­ti il ter­mine ulti­mo con­siglia­to per­ché il “pri­mo vino” del­l’an­na­ta ad essere imbot­tiglia­to man­ten­ga inal­ter­ate le pro­prie carat­ter­is­tiche. La sti­ma sul­la pro­duzione 2010 del nov­el­lo è del­la Coldiret­ti che, nel comu­ni­care i dati, ha sot­to­lin­eato che la pro­duzione “made in Italy” arri­va con qua­si due set­ti­mane di anticipo rispet­to al con­cor­rente Beau­jo­lais nou­veau francese che si potrà assag­gia­re solo a par­tire dal ter­zo giovedì di novem­bre (vale a dire dal 18). Con il nov­el­lo si iniziano a stap­pare le prime bot­tiglie del­la nuo­va anna­ta, che — sot­to­lin­ea la Coldiret­ti — si prevede in lin­ea con quel­la prece­dente con una pro­duzione attorno ai 45 mil­ioni di ettolitri, ma lun­go lo sti­vale la vendem­mia non è anco­ra fini­ta nei vigneti più alti delle uve Neb­bi­o­lo in Val­tel­li­na, per le uve Aglian­i­co per Taurasi in Cam­pa­nia e del Nerel­lo Mas­calese nel­la zona del­l’Et­na in Sicil­ia. La pro­duzione di nov­el­lo sarà più con­tenu­ta rispet­to allo scor­so anno, con una dimin­uzione di cir­ca il 10 per cen­to, i prezzi di ven­di­ta del nov­el­lo “made in Italy” sono sta­bili — sot­to­lin­ea la Coldiret­ti -, con una media di 5 euro a bot­tiglia. Il fat­tura­to del vino nov­el­lo è di cir­ca 40 mil­ioni di euro ed è real­iz­za­to da oltre due­cen­to pro­dut­tori con oltre un ter­zo del totale delle bot­tiglie che esce dalle can­tine del Vene­to che insieme al Trenti­no copre qua­si la metà del­la pro­duzione nazionale, men­tre a seguire si posizio­nano la Toscana, la Sardeg­na, l’E­mil­ia Romagna e la Puglia. Il “vino da bere gio­vane” è nato negli anni Cinquan­ta in Fran­cia, nel­la regione Beau­jo­lais, e le sue carat­ter­is­tiche sono deter­mi­nate dal meto­do di vinifi­cazione uti­liz­za­to che è sta­to mes­so a pun­to dal ricer­ca­tore francese Flanzy ed è fonda­to sul­la mac­er­azione car­bon­i­ca. Leg­gero, con bas­sa gradazione (11 gra­di) e bou­quet aro­mati­co, il nov­el­lo viene con­suma­to soprat­tut­to dal pub­bli­co dei più gio­vani in abbina­men­to con i prodot­ti autun­nali, dalle cal­dar­roste ai del ter­ri­to­rio come salu­mi, ver­dure in pinz­i­mo­nio e for­mag­gi pic­can­ti a pas­ta molle, degus­ta­ti in casa o in pizzerie, enoteche, winebar, ris­toran­ti e nelle piazze dove sono numerose le sagre e le feste pae­sane ded­i­cate a questo vino. La pro­duzione ital­iana — con­clude la Coldiret­ti — è carat­ter­iz­za­ta sopratut­to da nov­el­li monovit­ig­no con l’u­ti­liz­zazione di un’ampia gam­ma di vit­ig­ni autoc­toni (Terold­ego, Cilie­gi­o­lo, Nero d’Avola, eccetera) anche se quel­li più uti­liz­za­ti sono nel­l’or­dine Mer­lot, San­giovese, Caber­net, Mon­tepul­ciano e Bar­bera. Anche la provin­cia di Bres­cia van­ta una pro­duzione sig­ni­fica­ti­va e, soprat­tut­to, tan­ti esti­ma­tori di questo vino par­ti­co­lare che dal­la mez­zan­otte di ieri ral­le­gr­erà tante tavolate tra ami­ci e tante man­i­fes­tazioni.

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