Giuseppe Fraccaroli ha coltivato per oltre 50 anni i vitigni di Campo Serà producendo un Lugana che tutti i giorni è servito sulle tavole del Vaticano.

Si è spento l’ultimo «vignaiolo del Papa»

18/04/2001 in Varie
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Di Luca Delpozzo

Giuseppe Frac­caroli ha colti­va­to per oltre 50 anni i vit­ig­ni di Cam­po Serà pro­ducen­do un Lugana che tut­ti i giorni è servi­to sulle tav­ole del Vat­i­cano. Il rap­por­to di fidu­cia e com­mer­ciale nacque quan­do Albi­no Luciani era anco­ra patri­ar­ca di Venezia e si è con­sol­ida­to con il pon­tif­i­ca­to di Car­ol Wojty­la. L’eredità pro­fes­sion­ale che fu anche del fratel­lo Francesco pas­sa adesso ai tre figli. I funer­ali si svol­ger­an­no domani alle 15 nel­la chiesa par­roc­chiale Beato Andrea Dopo una lun­ga ed inesora­bile malat­tia, all’età di 64 anni, ieri notte è mor­to Giuseppe Frac­caroli, ulti­mo «vig­naio­lo del Papa». Era infat­ti l’ultimo Frac­caroli rimas­to in vita, colui che di fat­to ha colti­va­to, per mez­zo sec­o­lo, i vit­ig­ni di Lugana del Cam­po Serà, tan­to cari a Car­ol Wojty­la, il Papa polac­co. Da anni infat­ti sul­la men­sa del suc­ces­sore di Pietro tro­va pos­to quo­tid­i­ana­mente il bian­co prodot­to dall’azienda agri­co­la dei fratel­li Frac­caroli, che for­niscono al Vat­i­cano anche il vino per la mes­sa. E il Bepi è sem­pre sta­to colui che in famiglia si è sem­pre ded­i­ca­to alla cura ed alla colti­vazione delle viti. Ad iniziare l’opera di vitivini­coltura in Lugana, fra il laghet­to del Frassi­no e la torre risorg­i­men­tale di San Mar­ti­no del­la Battaglia, dove si tro­va la grande azien­da agri­co­la dei Frac­caroli, in local­ità Berra vec­chia, fu Francesco Frac­caroli, il non­no di Giuseppe. Un tem­po la casci­na con cam­pagna era di pro­pri­età del­la curia veronese. La famiglia Frac­caroli, con a capo il non­no Francesco, prese pos­ses­so del­la pro­pri­età nell’ 800, e già in quegli anni lì si pro­duce­va un otti­mo vino bian­co. Certe viti infat­ti han­no una lun­ga vita, anche tre­cen­to anni. Chi ha avu­to l’intuito di com­mer­cial­iz­zare l’ottimo vino Lugana di Berra vec­chia fu il fratel­lo di Giuseppe, Francesco, il com­menda­tore, defun­to nel 1990, che incon­trò il Papa oltre una deci­na di volte e ricevette la visi­ta di più di un car­di­nale. Fu pro­prio Francesco che allac­ciò i pri­mi rap­por­ti con il Vat­i­cano por­tan­do perfi­no il suo Lugana in Polo­nia con il pri­mo viag­gio del Papa nel­la sua ter­ra . Fu l’inizio di un grande suc­ces­so per i Frac­croli. Giuseppe, uomo mite e gen­eroso, si è sem­pre ded­i­ca­to alla cura delle sue viti, rima­nen­do spes­so in dis­parte con il suo umile e costante lavoro in casci­na. La sua espe­rien­za, ovvero la sia ered­ità pro­fes­sion­ale, l’ha las­ci­a­ta al figlio Luciano, il quale come il padre si ded­i­ca oggi con umiltà alla cam­pagna e al vinag­gio. Al figlio Lui­gi, invece, è toc­ca­ta l’eredità com­mer­ciale del­lo zio Francesco: il Lugana doc in questi ulti­mi anni, gra­zie al lavoro di Lui­gi, ha rag­giun­to anche le tav­ole dei reali di Inghilter­ra e con­tin­ua ad ampli­are il ven­taglio degli esti­ma­tori. Lo spir­i­to pro­dut­ti­vo del con­tadi­no e del vig­naio­lo di Bepi Frac­caroli non si è quin­di dis­per­so con la sua morte, in quan­to con­tin­ua nel­la sem­plice attiv­ità agriv­ini­co­la dei figli Lui­gi e Luciano, coa­d­i­u­vati dal gen­tile toc­co fem­minile del­la sorel­la Mim­ma che cura il con­tat­to con la clien­tela, che proviene da ogni parte d’Italia. La cer­i­mo­nia fune­bre si svol­gerà domani alle 15 nel­la chiesa par­roc­chiale Beato Andrea di Peschiera.

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