Oggi la cerimonia: adesso si punta a ottenere l’accreditamento da parte della Regione. Ospiterà sessanta anziani non autosufficienti: era attesa dal ’99

Si inaugura la casa di riposo

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Sarà ques­ta mat­ti­na alle 11 il taglio del nas­tro del­la casa di riposo per non auto­suf­fi­ci­en­ti. «Abbi­amo por­ta­to in fon­do», com­men­ta sod­dis­fat­to il sin­da­co, Albi­no Pezzi­ni, «quan­to avvi­a­to dall’amministrazione prece­dente. Ora, final­mente, potremo iniziare a far tornare a casa i tan­ti anziani spar­si per la Provin­cia. È una rispos­ta che la gente, ad iniziare dall’As.li.pe.va. (Asso­ci­azione liberi pen­sion­ati valeg­giani), si atten­de­va da molto tem­po». La strut­tura, rica­va­ta dal­la ristrut­turazione del vec­chio ospedaleche si tro­va in pieno cen­tro stori­co, e che segue un prece­dente inter­ven­to ded­i­ca­to a per­sone per auto­suf­fi­ci­en­ti, potrà accogliere 60 anziani e dis­porrà di diverse cucine, sale men­sa e , con stanze sin­gole, doppie e triple. Inizial­mente era pre­vista una casa di riposo con soli 27 posti let­to, poi ritenu­ti insosteni­bili eco­nomi­ca­mente; di qui la scelta di portare i posti a 60, anche per per­me­t­tere due oper­a­tori per turno. L’ultimo adegua­men­to alle norme di sicurez­za e a quelle di abbat­ti­men­to delle bar­riere architet­toniche è venu­to a costare intorno ai 600.000 euro (1 mil­iar­do e 200 mil­ioni di vec­chie lire). Questo impeg­no è toc­ca­to in cari­co alla Csa, la coop­er­a­ti­va man­to­vana che ha vin­to l’appalto per gestir­la e che, come con­tropar­ti­ta per gli inter­ven­ti strut­turali real­iz­za­ti, verserà al Comune solo 5000 euro fino al 2007 e 155.000 euro per i suc­ces­sivi otto anni. Il ritar­do nel suo com­ple­ta­men­to, fis­sato per il 1999, ha cre­ato negli anni scor­si dure critiche da parte delle mino­ranze che si chiede­vano chi potrà pagare l’intera ret­ta aven­do per­so l’accreditamento del­la Regione. Tut­tavia il Comune spera anco­ra che sia pos­si­bile trovare un accor­do con Venezia. «Siamo fiduciosi», dichiara Pezzi­ni, «che l’accreditamento sia anco­ra rag­giun­gi­bile». Le rette fis­sate nel rego­la­men­to di ges­tione del­la casa di riposo sono di 57 euro al giorno per la doppia e di 104 euro per la sin­go­la, ma potreb­bero essere ritoc­cate, come con­fer­ma l’assessore ai Fran­ca Beni­ni: «Si sced­nerà a 50 euro per la doppia e ad 80 per la sin­go­la, in atte­sa dell’accreditamento». Sul­la qual­ità del­la strut­tura l’assessore scom­mette: «Offre let­ti in leg­no e tan­ti altri pic­coli accorg­i­men­ti che ren­dono vivi­bile una strut­tura che già adesso accoglie quat­tro per­sone. Con­ti­amo di far rien­trare i 25–30 anziani spar­si per la provin­cia». La casa di riposo e l’annesso cen­tro servizi saran­no inti­to­lati a Gae­tano Tof­foli, impren­di­tore caseario mor­to nel 1991. «Il figlio, Ste­fano Tof­foli», con­fer­ma il sin­da­co, «s’è molto impeg­na­to a favore dei volon­tari delle ambu­lanze, inoltre sti­amo costru­en­do con lui un fon­do des­ti­na­to all’assistenza». Dopo il taglio del nas­tro i fes­teggia­men­ti con­tin­uer­an­no nell’auditorium, che potrebbe diventare l’unico del paese.

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