LA CACCIA SUL LAGO. Il nuovo dettato dei piani faunistici regionale e provinciale era stato già duramente contestato da diverse associazioni ambientaliste Cancellata l’oasi sulle rive: «distinguo» da parte dei Comuni. I più perplessi appaiono gli alber

Si levano altri no sul sì alle doppiette

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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Con­tin­ua a far dis­cutere la can­cel­lazione dell’oasi dalle rive dei ter­ri­tori di e Lazise, decisa dal piano fau­nis­ti­co vena­to­rio regionale e provin­ciale, che di fat­to ha ria­per­to la cac­cia in queste aree.Lo han­no denun­ci­a­to anche le asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste provin­ciali di Italia Nos­tra, Legam­bi­ente, Lipu e Wwf. I cac­cia­tori, assai prob­a­bil­mente, si con­cen­tr­eran­no sul­la fas­cia a lago di Pacen­go, con­sid­er­a­to che in quel trat­to non ci sono molte abitazioni o strade, dalle quali i cac­cia­tori sono tenu­ti a man­tenere le dis­tanze pre­viste dal­la legge. Il sin­da­co di Lazise, Ren­zo Frances­chi­ni, spie­ga: «Il cam­bi­a­men­to dell’oasi, da un pun­to di vista del­la pulizia e dell’igiene, lo con­sidero pos­i­ti­vo, poichè c’è una forte pro­lif­er­azione di nutrie e ana­tre. Se la cac­cia mi dovesse elim­inare questi prob­le­mi o con­tribuire a elim­i­narli va bene, Res­ta inte­so però che la cac­cia sporti­va deve avere rispet­to per il ter­ri­to­rio ed i dirit­ti pri­vati. Anche per­chè il peri­o­do dal pri­mo otto­bre al 31 gen­naio, è un peri­o­do sen­za pre­sen­za turistica».Non la pen­sa così la mino­ran­za. Edoar­do Nolo del­la lista «La Piaz­za», il quale dice: «Qui da noi, ques­ta fas­cia a lago è già ogget­to da anni di con­tenziosi per l’occupazione ille­gale di attiv­ità tur­is­tiche, con una situ­azione di degra­do uni­ca del nos­tro paese nel bas­so lago, pro­prio per gli inter­es­si di attiv­ità pri­vate a dan­no dell’uso pub­bli­co del ter­ri­to­rio. Per l’ennesima vol­ta, l’amministrazione, a dif­feren­za di Bar­dolino, ha omes­so di porre adeguate tutele per il man­ten­i­men­to dell’oasi nat­u­rale. Così oltre al degra­do ren­der­e­mo la zona anche peri­colosa per la pre­sen­za di cac­cia­tori». Pros­egue: «La Provin­cia e il Comune, invece di lib­er­are le aree a lago alla cac­cia, dovreb­bero clas­si­fi­care le attiv­ità tur­is­tiche del ter­ri­to­rio e le legal­ità site. Ora la situ­azione di ques­ta zona diven­ta insosteni­bile, pro­prio lad­dove lo Sta­to ha impos­to la con­ser­vazione pae­sag­gis­ti­ca e ambi­en­tale, per la fau­na e la flo­ra presente».Il Comune di Bar­dolino, nel Con­siglio comu­nale del 30 agos­to, con i voti del­la sola mag­gio­ran­za e con­traria tut­ta l’opposizione, ha delib­er­a­to il rego­la­men­to delle aree dema­niali, con all’interno un arti­co­lo che vieta l’installazione di capan­ni per la cac­cia lun­go le rive del suo ter­ri­to­rio. Il pres­i­dente degli alber­ga­tori di Bar­dolino, , com­men­ta così la ques­tione: «Pre­mes­so che sono figlio di un cac­cia­tore, riten­go che poichè la sta­gione tur­is­ti­ca pros­eguirà fino a fine otto­bre e in alcune strut­ture anche in novem­bre e che nel peri­o­do inver­nale le nos­tre local­ità han­no riscon­tra­to negli ulti­mi anni sem­pre più inter­esse, soprat­tut­to nei fine set­ti­mana, resto per­p­lesso in mer­i­to all’immagine che potrebbe rice­vere una famiglia di tur­isti che, passeg­gian­do sulle nos­tre rive, dovesse assis­tere a pos­si­bili bat­tute di cac­cia. Riten­go che se pro­prio non ne pos­si­amo fare a meno, cer­chi­amo almeno di con­cen­trare la sta­gione vena­to­ria in peri­o­di di bassis­si­ma pre­sen­za tur­is­ti­ca, oppure fac­ciamo in modo che vengano indi­vid­u­ate delle ris­erve di caccia».Altri alber­ga­tori si sono asso­ciati all’opinione di De Beni, anche se L’Ugav non ha anco­ra pre­so una posizione uffi­ciale in quan­to, per man­can­za di numero legale, non è sta­to anco­ra pos­si­bile riu­nire il con­siglio di ammin­is­trazione. Giulio Rama, pres­i­dente del­la Con­f­com­mer­cio di Lazise, aggiunge: «Come asso­ci­azione non abbi­amo affronta­to l’argomento. Per­sonal­mente pen­so che se ci sono troppe ana­tre sul lago, sarebbe una soluzione migliore por­tar­le via in altro modo, che non avere i cac­cia­tori sulle rive».Claudio Baio, dell’associazione pesca sporti­va di Bar­dolino, sot­to­lin­ea: «Non è mai sta­ta aper­ta la cac­cia sulle rive di ques­ta zona: ora noi rischi­amo di rimanere impal­li­nati, anche per­chè d’inverno la pesca si fa soprat­tut­to nel­la fas­cia sot­to costa».

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