Alla mostra mercato caccia alle rarità di stagione, percorso fotografico sulla vita dell’alveare e convegni. Richieste di adesione da tutta Italia per combattere la crisi del settore

Si moltiplicano le città del miele

05/10/2002 in Enogastronomia
A Lazise
Di Luca Delpozzo
Lazise

La pre­sen­za degli alun­ni delle scuole ele­men­tari ha con­tribuito a movi­menta­re la mat­ti­na­ta del pri­mo giorno di aper­tu­ra del­la mostra-mer­ca­to I giorni del miele: una vet­ri­na di 4.500 metri qua­drati di riconosci­u­ta qual­ità com­mer­ciale, non solo per gli oper­a­tori del set­tore, ma anche per il grande pub­bli­co dei con­suma­tori. Ragazzi che in par­ti­co­lare sono sta­ti attrat­ti e han­no segui­to con grande inter­esse la mostra fotografi­ca che rac­con­ta la vita quo­tid­i­ana dell’alveare: come si cos­ti­tu­isce la famiglia delle api, la loro vita sociale, il lavoro delle api bot­ti­na­tri­ci, lo svilup­po dell’ape opera­ia, la scia­matu­ra e le api sui fiori. La mostra fotografi­ca, pre­sente all’interno del­la mostra-mer­ca­to che resterà aper­ta tut­to domani con orario con­tin­u­a­to dalle 10 alle 20 e ingres­so gra­tu­ito, è del veronese Luca Maz­zoc­chi che per il mon­do dell’apicoltura inter­nazionale è sem­plice­mente «il fotografo delle api». Scop­erte anni fa dal­la man­i­fes­tazione di Lazise, le foto di Maz­zoc­chi sono oggi infat­ti conosciute dagli api­coltori di tut­to il mon­do, tan­to che il fotografo scaligero è sta­to pre­mi­a­to da Api­mon­dia, il mas­si­mo organ­is­mo inter­nazionale di api­coltura, con una medaglia d’oro. Sof­fer­man­do­ci sul­la nera anna­ta del miele ital­iano, c’è da sot­to­lin­eare che, per gli appas­sion­ati, l’annata 2002 si tradur­rà in una vera e pro­pria cac­cia al tesoro pro­prio per quelle vari­età di prodot­to da loro ricer­cate. Dal bilan­cio analiti­co dell’Osservatorio nazionale del miele si evince come le pro­duzioni pri­maver­ili quest’anno siano state qua­si total­mente azzer­ate, con la con­seguente perdi­ta dei mille­fiori pri­maver­ili, del taras­saco, dell’asfodelo e altri. A liv­el­lo nazionale la pro­duzione di robinia (aca­cia) è sta­ta molto scarsa. Ad eccezione di alcu­ni are­ali dell’oltre Po pavese e del Friuli, con una pro­duzione media che varia dai 5 ai 10 kg per alveare. Alcune zone però come l’Appennino emil­iano-romag­no­lo e dell’Italia cen­tro-merid­ionale, dichiara­no pro­duzione zero. Intera­mente annul­la­to il rac­colto di miele di Sul­la, tipi­co dell’arco appen­nini­co. Delle con­dizioni mete­o­ro­logiche neg­a­tive ha risen­ti­to il rac­colto di miele di castag­no pas­san­do dal­la media di 10–15 kg per alveare a 4–6. Come com­pro­mes­sa, ad eccezione di alcu­ni are­ali romag­no­li e del Mod­e­nese, la pro­duzione di miele di tiglio e total­mente assen­ti, lun­go l’area col­linare di tut­ta la peniso­la, i mieli poliflo­ra estivi. Anche per il prezioso miele di eucalip­to il rac­colto è qua­si assente: in molti casi gli api­coltori han­no riti­ra­to gli alveari con 20–30 giorni di anticipo sen­za nem­meno svol­gere la smielatu­ra. Ques­ta pre­caria situ­azione gen­erale ha por­ta­to a un aumen­to dei prezzi all’ingrosso, che per certe tipolo­gie han­no super­a­to il muro dei 5 euro-chi­lo. L’appuntamento con la grande mostra mer­ca­to dei mieli ital­iani, dei prodot­ti dell’arnia e delle attrez­za­ture per l’apicoltura è anche occa­sione per trac­cia­re un pri­mo bilan­cio dell’associazione nazionale Le Cit­tà del miele, nata un anno fa sul Gar­da con il doc­u­men­to d’intenti sot­to­scrit­to dai sin­daci delle sedi storiche dell’apicoltura. Ieri, all’inaugurazione del­la man­i­fes­tazione, con Lazise sede uffi­ciale dell’associazione, il pres­i­dente Graziano Piantoni ha annun­ci­a­to che pri­ma del­la fine dell’anno i Comu­ni sali­ran­no a una quar­an­ti­na. Sono molte le richi­este che arrivano al Con­siglio diret­ti­vo: dal Piemonte alla Sicil­ia, dal­la Sardeg­na alle regioni del Sud e del Cen­tro. Si può quin­di affer­mare che il prog­et­to del sin­da­co Luca Sebas­tiano di cos­ti­tuire una rete nazionale a sosten­go dei mieli ital­iani di qual­ità è risul­ta­to apprez­za­to. Tra le final­ità dell’associazione, oltre a quelle di pro­muo­vere le diver­sità dei mieli, alle moltepli­ci pro­duzioni region­ali nel loro legame con le tradizioni enogas­tro­nomiche che dal Nord al Sud cos­ti­tu­is­cono il pat­ri­mo­nio agroal­i­menta­re ital­iano, non man­ca l’impegno a sostenere le gran­di tem­atiche legate al com­par­to apis­ti­co. Ovvero: la tutela dell’ambiente, agri­coltura rispet­tosa dei val­ori del ter­ri­to­rio d’origine, impeg­no a sup­port­are gli oper­a­tori del set­tore. In quest’ottica anche i due incon­tri in pro­gram­ma con gli api­coltori: oggi alle 15 «Api­coltura: dalle asso­ci­azioni di prodot­to i cri­teri per la qual­ità e il riconosci­men­to apis­ti­co; domani ore 10: «Riconosci­men­to comu­ni­tario del Miele Vergine Inte­grale: il per­cor­so per una dizione qual­i­ta­ti­va di miele europeo.

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