Il Tar ha annullato la concessione all’Alcatel per la stazione collocata ai Paiari in attesa dell’ok della Soprintendenza. Le famiglie firmatarie del ricorso accusano ritardi «Il Comune non si decide a spegnere l’impianto»

Si riaccende la guerra delle antenne

25/02/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
(s.b.)

Il Tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale si è espres­so: l’antenna per la tele­fo­nia mobile alta 30 metri col­lo­ca­ta da Alca­tel in local­ità i Paiari non è in rego­la e quin­di il Comune deve riti­rare la con­ces­sione edilizia. Ques­ta, almeno, è la let­tura che le 14 famiglie fir­matarie del ricor­so al Tar con­tro l’antenna dan­no del dis­pos­i­ti­vo emes­so del tri­bunale anco­ra a fine otto­bre, ma il cui con­tenu­to è sta­to reso noto solo in questi giorni. Meno imme­di­a­ta l’interpretazione dell’aministrazione di Lazise, se è vero come è vero che dal­la fine di otto­bre alla fine di feb­braio non ha provve­du­to a far dis­at­ti­vare l’impianto, lim­i­tan­dosi invece a inoltrare alla Sovrin­ten­den­za ai beni ambi­en­tali la richi­es­ta di autor­iz­zazione, man­cante al momen­to del rilas­cio del­la con­ces­sione edilizia. Ed è questo pos­tic­i­pare il prob­le­ma che fa andare su tutte le furie chi abi­ta in zona: rimane infat­ti il prob­le­ma del­la con­viven­za con un impianto peri­coloso e la non risol­ta ques­tione del­la fas­cia di rispet­to di 150 metri attorno all’impianto, che non con­sente agli agri­coltori che ne avreb­bero dirit­to di costru­ire. I ricor­ren­ti, ovvero col­oro i quali han­no pro­mosso la causa pres­so il Tar, sono di fat­to tut­ti pic­coli pro­pri­etari spes­so di mod­este aree adib­ite ad orto o vigne­to a ridos­so del­la stra­da delle Coste, in zona Paiari. Local­ità Paiari è, assieme a local­ità Zap­po, una delle zone a più ele­va­ta den­sità abi­ta­ti­va res­i­den­ziale del ter­ri­to­rio lacisiense e si sno­da al di sopra del­la statale Garde­sana, fra l’incrocio con la stra­da provin­ciale n. 5 (Verona-Lago) e la stra­da che con­duce a Colà. La stra­da delle Coste è una inter­na e par­al­lela alla Garde­sana, abi­ta­ta nel­la dor­sale di destra, nel­la direzione Colà-Peschiera, e pri­va di abitazioni, eccezion fat­ta di alcune rurali, nel­la parte sin­is­tra dove è oggi ubi­ca­ta l’antenna tan­to con­tes­ta­ta dalle 14 famiglie che han­no pro­mosso il ricor­so. Le argo­men­tazioni avan­zate al tri­bunale dall’avvocato Pietro Clemen­ti si svilup­pano in almeno sette pun­ti. Da parte del Tar il ricor­so è sta­to accolto con sen­ten­za in for­ma abbre­vi­a­ta, riconoscen­do quan­to evi­den­zi­a­to dall’avvocato Clemen­ti al pun­to tre, ovvero una caren­za di natu­ra passeg­gis­ti­ca, nel­la con­ces­sione, annul­lan­do la stes­sa con­ces­sione edilizia rilas­ci­a­ta dal Comune di Lazise e con­dan­nan­do lo stes­so ed Alca­tel al paga­men­to delle spese e degli oneri. Alca­tel Italia però non si fer­ma. Dopo pochi giorni richiede al Comune di Lazise di ottenere una nuo­va con­ces­sione edilizia con autor­iz­zazione pae­sag­gis­ti­ca invo­can­do una recente legge del 1999. L’amministrazione comu­nale invia per­tan­to la nuo­va richi­es­ta di Alca­tel alla Soprint­en­den­za ai beni ambi­en­tali di Verona affinché emet­ta il pro­prio parere. Ad oggi, fine feb­braio 2003, anco­ra nul­la è sta­to deciso sul futuro dell’antenna di local­ità Paiari. Le 14 famiglie riman­gono in atte­sa, arrab­bi­ate per­ché l’antenna è anco­ra al suo pos­to e con­tin­ua a fun­zionare. «Per noi è incon­cepi­bile ques­ta situ­azione di con­tin­uo fun­zion­a­men­to dell’impianto», spie­ga uno dei respon­s­abili del ricor­so, «con una strut­tura tec­ni­ca pre­caria che a nos­tro avvi­so non dovrebbe fun­zionare. La peri­colosità dei cavi che cor­rono lun­go le reti di cin­ta delle pic­cole pro­pri­età, lun­go la stes­sa stra­da delle Coste, la dis­tan­za dai con­fi­ni non rispet­ta­ta, sono un dato di fat­to. Quel­lo che più ci indispone è il vedere non rispet­ta­ta la sen­ten­za 6010 del Tar che annul­la la con­ces­sione dec­re­ta­ta dal Comune». «Rite­ni­amo che il non rispet­to del­la sen­ten­za», spie­ga un altro ricor­rente, «e l’aver dato la con­ces­sione sia sta­to un vero e pro­prio affron­to alle famiglie che su quel pic­co­lo ter­reno avreb­bero volu­to edi­fi­care una casa per i pro­pri figli e che ora, con il vin­co­lo appos­to, non pos­sono far­lo. La zona inter­es­sa­ta è una delle zone di espan­sione abi­ta­ti­va e con ques­ta anten­na, col­lo­ca­ta si badi bene su un’area di 1800 metri qua­drati, nega la pos­si­bil­ità di oper­are su 68mila metri qua­drati di ter­reno». È pur vero che attual­mente la zona è agri­co­la e non edi­fi­ca­bile, ma stante l’ubicazione del sito, per il futuro ci sareb­bero state buone chances per un inser­i­men­to nel Prg. «È un vin­co­lo di fat­to, anche se non di dirit­to», spie­ga anco­ra il coor­di­na­tore del grup­po Azzoli­ni Graziano, «ma che ci coer­ciz­za per il futuro. Non sap­pi­amo poi quan­to ci costerà in salute. E questo è un altro inter­rog­a­ti­vo».