La Provincia ha stornato su altre opere pubbliche i soldi destinati nel 2003 alla costruzione del collegamento stradale. Il Comitato Monte Oro denuncia disimpegno e pressapochismo

Si riapre il confronto sulla Rovereto-Riva

15/11/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

La pri­ma fet­ta del finanzi­a­men­to provin­ciale per il col­lega­men­to Rovere­to-Riva orig­i­nar­i­a­mente dove­va essere impeg­na­ta nel cor­so del 2003: l’idea era evide­te­mente quel­la di par­tire pri­ma del 26 otto­bre. L’op­po­sizione dei comu­ni al prog­et­to scel­to dal­la provin­cia — quel­lo col tun­nel cor­to fino alla Maza ed il suc­ces­si­vo tor­nante di Vig­nole — som­ma­ta alla lun­ga cam­pagna elet­torale per le provin­ciali, ha fat­to sì che i sol­di sono sta­ti stor­nati dal­l’­opera con­tes­ta­ta e des­ti­nati a finanziare altri lavori pub­bli­ci in cor­so di ese­cuzione nel ter­ri­to­rio provin­ciale: oper­azione log­i­ca dato il periodo.Nessuna mod­i­fi­ca, affer­ma l’ingeg­n­er Tiso, è sta­ta appor­ta­ta ai bilan­ci degli anni suc­ces­sivi, nei quali gli stanzi­a­men­ti sono pre­ven­ti­vati. Per­al­tro, sem­pre sec­on­do il respon­s­abile delle opere stradali nel Bas­so Sar­ca, il dibat­ti­to intorno all’ar­te­ria (che ormai sta affac­cian­dosi sul ret­tone Soar­di, fra Mori ed il lago di Lop­pio) ripar­tirà non appe­na la nuo­va giun­ta provin­ciale sarà oper­a­ti­va. La pat­tuglia dei con­siglieri altog­a­rde­sani ‑mai tan­to nutri­ta dopo l’in­gres­so di Paro­lari accan­to a Moli­nari e Benedet­ti, e car­i­can­do di qualche rap­p­re­sen­ta­tiv­ità garde­sana pure Mario Mal­ossi­ni- ripar­tirà pro­prio dal con­fron­to ‑cui la provin­cia si dice disponi­bile- con le realtà locali per arrivare ad una soluzione «il più pos­si­bile con­di­visa». Ovvio che il pun­to di parten­za rimane il prog­et­to ormai ulti­ma­to di Tiso: ma lo stem­per­ar­si del cli­ma e la prospet­ti­va d’un quin­quen­nio assi­cu­ra­no quegli spazi di manovra che la sca­den­za elet­torale provin­ciale han­no nega­to nei mesi scorsi.Sul tema inter­viene il Comi­ta­to Monte Oro, allar­ma­to per la scom­parsa dal piano provin­ciale del «col­lega­men­to veloce e sicuro con Rovere­to che tut­to il Bas­so Sar­ca aspet­ta con ansia». «Il piano poli­en­nale provin­ciale spos­ta l’ese­cuzione del­la stra­da di almeno 15–20 anni. Un altro fat­tac­cio è sta­to attua­to ‑con­tin­ua Alber­to Mag­a­nzi­ni: il declas­sa­men­to del­la attuale stra­da­ta statale 45 bis a stra­da sec­on­daria. Ma una stra­da sec­on­daria sarà in gra­do di smaltire tut­to il traf­fi­co dal­la Val­la­ga­ri­na al Gar­da? La stret­ta stra­da sec­on­daria di provin­cia dovrà smaltire tut­to il traf­fi­co con punte estive di 54.000 veicoli al giorno. Avan­ti a suon di rat­top­pi, devi­azioni e rota­to­rie. Il tun­nel? Il più cor­to pos­si­bile, che costi poco, anche sen­za i req­ui­si­ti min­i­mi di sicurez­za. Avan­ti con la polit­i­ca del car­cio­fo. Pezzet­to dopo pezzet­to si pen­sa di pot­er real­iz­zare il nuo­vo col­lega­men­to diret­to Rovere­to-Riva. Gli effet­ti? Pri­ma il trat­to stradale (vedi Lop­pio e Arco-Riva) era una lin­ea ret­ta. Poi a suon di devi­azioni e rota­to­rie, il per­cor­so s’è trasfor­ma­to in un bis­cione con con­tinui ral­len­ta­men­ti e fer­mate ad ogni rota­to­ria. Camion, auto e bici­clette e pedoni, tutte assieme sen­za pos­si­bil­ità di sor­pas­so. E il rispet­to ambi­en­tale? Anche questo prob­le­ma è sta­to elu­so. S’è così evi­ta­to il ris­chio che una val­u­tazione pre­ven­ti­va del­l’im­pat­to sul­l’am­bi­ente imponesse trop­pi vin­coli. Non impor­ta conoscere gli effet­ti neg­a­tivi del traf­fi­co sul­la salute del­l’uo­mo, gli ani­mali e l’am­bi­ente: l’im­por­tante è non avere osta­coli. Ma il nuo­vo col­lega­men­to Riva-Rovere­to, dov’è? Si sta con­tra­b­ban­dan­do la promes­sa d’u­na nuo­va stra­da sicu­ra e mod­er­na con con­tinui rattoppi».