Secondo la portavoce Richelli la decisione di non fare ricorso ha indebolito il fronte locale

Si rompe il comitato anti Tav

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«L’impressione è che la deci­sione dell’amministrazione di non pros­eguire nel ricor­so al Tar con­tro l’ abbia con­dizion­a­to anche i com­po­nen­ti del nos­tro Comi­ta­to, tant’è che il cli­ma che si res­pi­ra è che ognuno cer­chi, a questo pun­to, di arran­gia­r­si per con­to pro­prio». Parte così lo sfo­go di Lau­ra Richel­li, por­tav­oce del Comi­ta­to avver­so la per la dife­sa del San­tu­ario del Frassi­no e del ter­ri­to­rio. «Nes­suno si fa ormai più illu­sioni, tut­tavia almeno i Comu­ni di Castel­n­uo­vo e Sona han­no pen­sato di tentare anco­ra qual­cosa nei con­fron­ti di una infra­strut­tura che seg­n­erà in modo dram­mati­co il nos­tro ter­ri­to­rio». «Per Peschiera non è sta­to così e ce ne dispi­ace molto; dei com­po­nen­ti il Comi­ta­to solo un pri­va­to, tito­lare di un’azienda vitivini­co­la, ha pre­sen­ta­to il ricor­so. Per gli altri pare pro­prio che ognuno cer­chi da solo le soluzioni che ritiene più oppor­tune. Una scelta più che com­pren­si­bile», com­men­ta la Richel­li, «ma che alla fine non so quan­to potrà ripa­gare». Il Comi­ta­to ha rice­vu­to solo in questi giorni dal min­is­tero dell’Ambiente e del­la Tutela del ter­ri­to­rio e dal­la una rispos­ta scrit­ta alle osser­vazioni sul­la com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale dell’opera. Nel doc­u­men­to si seg­nala­vano i pun­ti ritenu­ti mag­gior­mente crit­i­ci: i vigneti del ; l’oasi del laghet­to del Frassi­no riconosci­u­to dall’Europa come sito di inter­esse comu­ni­tario; il San­tu­ario del Frassi­no; la vil­la Bac­cot­to e la corte Mano di fer­ro, sot­to tutela dei Beni ambi­en­tali; il nuo­vo ponte da costru­ir­si sul fiume Min­cio. «Le nos­tre osser­vazioni sono state spedite due volte, vis­to che non vi era sta­to alcun riscon­tro dopo il pri­mo invio. Il min­is­tero si è lim­i­ta­to a dire che la val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale del­la Tav non è di sua com­pe­ten­za ben­sì dell’apposita Com­mis­sione; la Regione, invece, ha con­fer­ma­to la posizione già espres­sa un anno fa e che richia­ma­va solo atten­zione alle pecu­liar­ità di cer­ti siti». «Le per­p­lessità sulle con­seguen­ze di un cantiere e di un’opera come la lin­ea fer­roviaria ad alta veloc­ità o capac­ità restano tutte; come det­to non ci fac­ciamo più illu­sioni, ma siamo lieti che alcu­ni Comu­ni abbiano nuo­va­mente pre­so posizione su scelte che non sono così chiare e spe­ri­amo che il Tar», con­clude la Richel­li, «sia al nuo­vo ricor­so tut­ta l’attenzione che merita».

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