Il Comune ha annunciato la costruzione di un primo lotto tra via San Fermo e via Sissiline. Case a meno di 1600 euro al metro quadro, ma per qualcuno è troppo

Si sblocca l’edilizia popolare

Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

Si sbloc­ca l’edilizia eco­nom­i­ca-popo­lare a San Felice: nuove case sono pre­viste tra via San Fer­mo e via Sis­si­line, accon­tentan­do almeno in parte la pres­sante doman­da di case a prezzi agevolati (si par­la al mas­si­mo di 1600 euro al metro­quadro, cifra che potrebbe scen­dere) che proviene dai cit­ta­di­ni. Altre aree ver­ran­no indi­vid­u­ate in segui­to, come ha det­to il sin­da­co in un incon­tro con i res­i­den­ti. È una pri­ma rispos­ta a un tema molto sen­ti­to: quel­lo del­la casa appun­to, già più volte al cen­tro dell’attenzione. Un nutri­to grup­po di abi­tan­ti, già nei mesi scor­si, si era mobil­i­ta­to per richiedere al Comune l’individuazione di un’area per l’edilizia eco­nom­i­co-popo­lare. Cinquan­ta per­sone ave­vano anche for­ma­to un comi­ta­to. In rispos­ta il Comune di San Felice ave­va sped­i­to a ogni famiglia un ques­tionario per val­utare le esi­gen­ze. Ne è risul­ta­to che sono per la mag­gior parte (35%) le per­sone tra i 33 ed i 38 anni che sono inten­zionati a met­ter su casa nel prossi­mo paio di anni. Il 97.8% la vor­rebbe di pro­pri­età e la mag­gior parte (51%) con una super­fi­cie di oltre 95 metri qua­drati, men­tre il 31% dagli 80 ai 95 mq. Il 54.5% è dis­pos­to ad inve­stire fino a 150 mila euro per l’acquisto, e il 34.1% era dis­pos­ta a spendere fino a 1750 euro per metro quadra­to. Un inter­ven­to in cen­tro stori­co inter­es­sa­va il 39% delle per­sone, men­tre il 93% ritene­va inter­es­sante la zona d’espansione. Il 76% ha già cer­ca­to la casa con queste carat­ter­is­tiche ma con esi­to neg­a­ti­vo, e per il 71% le abitazioni han­no carat­ter­is­tiche che pos­sono sod­dis­fare le pro­prie esi­gen­ze ma ad un prez­zo ecces­si­vo. In base a quan­to emer­so l’amministrazione ha trova­to una pri­ma rispos­ta, fat­tibile in breve tem­po, alla richi­es­ta di edilizia eco­nom­i­co popo­lare medi­ante un Piano inte­gra­to di recu­pero con un pro­pri­etario pri­va­to nel­la zona tra via San Fer­mo e via Sis­si­line, a ridos­so dell’area urban­iz­za­ta. L’area da 12 mila metri qua­drati, per l’equivalente di 10 mila metri cubi, sarà des­ti­na­ta per 3 mila metri cubi da vendere a libero mer­ca­to e per 7 mila metri cubi da asseg­nare ai res­i­den­ti sec­on­do le regole dell’edilizia con­ven­zion­a­ta. In quest’ultima fet­ta d’area ci sareb­bero 18 appar­ta­men­ti (a 2 o 3 camere), divisi in più bloc­chi, in una tipolo­gia di abitazioni tipo case a schiera, con pro­pri­età indi­vid­u­ate in ver­ti­cale (con zona giorno a piano ter­ra e notte al pri­mo piano) e tutte con gia­rdi­no e box auto. Il cos­to al metro quadra­to è pre­vista per 1600 euro, e la super­fi­cie degli appar­ta­men­ti vari­erà dai 110 fino ai 143 cir­ca, per un cos­to totale oscil­lante tra i 176 e i 229 mila euro cir­ca. Nat­u­ral­mente ver­rà sta­bili­ta una grad­u­a­to­ria con cri­teri che ver­ran­no val­u­tati dal Comune, quali la res­i­den­za ana­grafi­ca, il red­di­to ed il non essere già pro­pri­etari di una casa adegua­ta alle esi­gen­ze del­la pro­pria famiglia. I cit­ta­di­ni pre­sen­ti a un appos­i­to incon­tro con gli ammin­is­tra­tori comu­nali, han­no accolto tiep­i­da­mente la pro­pos­ta, lamen­tan­dosi del prez­zo ecces­si­vo richiesto al metro quadra­to, e han­no richiesto che qualche rap­p­re­sen­tante dell’associazione da loro cos­ti­tui­ta potesse far parte del­la com­mis­sione comu­nale cre­a­ta ad hoc per l’edilizia eco­nom­i­co popo­lare, in modo da trovare altre pro­poste in tem­pi bre­vi. Per­p­lessità da parte del comi­ta­to che si era cos­ti­tu­to nei mesi scor­si, che chiede insom­ma qual­cosa di più. «L’associazione — dice la pres­i­dente Simona Ribusti — vor­rebbe l’area che sta aspet­tan­do da un anno, che potrebbe essere data diret­ta­mente dall’amministrazione comu­nale all’associazione, che come coop­er­a­ti­va potrebbe real­iz­zare edilizia eco­nom­i­co popo­lare a prezzi più con­tenu­ti». L’amministrazione si è det­ta pronta all’interazione tra le par­ti. «Quel­la pro­pos­ta è solo una pri­ma ipote­si real­iz­z­abile in tem­pi bre­vi, poi indi­vidueren­mo altre aree — ha con­clu­so il sin­da­co Gian­lui­gi Mar­silet­ti. — Il cos­to di 1600 euro? È un pri­mo gradi­no, è sem­pre meno rispet­to al prez­zo vigente nel libero mer­ca­to». «Apporter­e­mo inter­ven­ti con soluzioni diver­sifi­cate sul ter­ri­to­rio di taglio non ecces­si­va­mente ampio — ha affer­ma­to l’assessore all’urbanistica Michela Tiboni — e ripeter­e­mo il ques­tionario nei prossi­mi anni per indi­vid­uare come pro­cedere, se la stra­da intrapre­sa dall’amministrazione è quel­la gius­ta o meno».