«Il treno era nei nostri programmi» L'assessore Marino puntualizza e risponde al vicesindaco. Un neonato comitato ha chiesto alla Pat uno studio del progetto

Si torna a parlare di una ferrovia tra Riva e Rovereto

16/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

«Non ho alcun’in­ten­zione di dare inizio a polemiche, ma, dopo le dichiarazioni del vicesin­da­co Pietro Mat­teot­ti sul comi­ta­to cre­atosi per chiedere alla Provin­cia uno stu­dio di fat­tibil­ità su un col­lega­men­to fer­roviario tra Riva e Rovere­to, alcu­ni chiari­men­ti mi sem­bra­no doverosi». A par­lare è l’asses­sore Lui­gi Mari­no, uno dei fir­matari rivani (insieme a con­siglieri e asses­sori dei comu­ni di Rovere­to, Mori, Nago-Tor­bole e Arco) del doc­u­men­to su cui, ieri, pro­prio dalle pagine del nos­tro gior­nale, Mat­teot­ti ha espres­so un parere net­ta­mente neg­a­ti­vo. «È chiaro — spie­ga Mari­no — che tut­ti noi abbi­amo sot­to­scrit­to il doc­u­men­to a tito­lo per­son­ale, ma non va dimen­ti­ca­to che “la pro­mozione di un col­lega­men­to fer­roviario con la Val­la­ga­ri­na” era uno dei pun­ti del pro­gram­ma di coal­izione ed è sta­to il pri­mo ad essere mes­so all’or­dine del giorno, vota­to e sot­to­scrit­to da tut­ti gli asses­sori all’inizio del­la leg­is­latu­ra. Un pun­to che vede la fer­rovia esclu­si­va­mente come inte­grazione al sis­tema viario e non cer­to come alter­na­ti­va». Tra gli obbi­et­tivi elen­cati nel doc­u­men­to il testo recita “real­iz­zare un sis­tema di mobil­ità inte­gra­ta como­da, agev­ole attra­ver­so una plu­ral­ità di mezzi e una rete di col­lega­men­ti e di parcheg­gi strate­gi­ci che diminuis­cano l’im­pat­to del­la cir­co­lazione veico­lare sul­la qual­ità del­la vita con par­ti­co­lare rifer­i­men­to agli inse­di­a­men­ti urbani. «Per cor­ret­tez­za — con­tin­ua Mari­no — va poi det­to che il sot­to­scrit­to e Pietro Bertol­di non sono sta­ti gli uni­ci rivani a far parte del grup­po trasver­sale fir­matario del doc­u­men­to che, tra l’al­tro, non entra volu­ta­mente negli aspet­ti tec­ni­ci del prog­et­to. Ci sono anche Mau­r­izio Andreozzi, Pao­lo Mat­teot­ti, Lui­gi Calzà, Pao­lo Zuc­chel­li, Pao­lo Boroi, Mari­ari­ta Frap­por­ti e Car­lo Dav­es i quali han­no ader­i­to alla richi­es­ta fat­ta alla Pat di “pre­dis­porre entro 180 giorni uno stu­dio serio e appro­fon­di­to sul­la reale fat­tibil­ità di un col­lega­men­to fer­roviario” assieme a Rober­to Fer­rari di Rovere­to, Flavio Pom­per­maier di Nago-Tor­bole, Fab­rizio Miori di Arco e Vini­cio Cescat­ti di Mori».