Il perdurare della crisi idrica desta allarme: e le piogge annunciate non basteranno. Mongiello: «Servono regole precise per il lago»

Siccità, l’estate fa paura

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Are­nili scop­er­ti, can­neti e por­ti qua­si all’a­s­ciut­to, tubazioni che com­in­ciano ad affio­rare, dis­a­gi alla da dipor­to e pub­bli­ca, pesca in alcu­ni trat­ti dif­fi­cile da esercitare a causa del bas­so liv­el­lo d’ac­qua in cui si trovano le reti. E un’a­gri­coltura, che si estende su oltre 130 mila ettari tra Alto man­to­vano e bas­so Gar­da, in ginoc­chio. La pro­l­un­ga­ta sic­c­ità che sta colpen­do l’in­tero baci­no del più grande lago ital­iano com­in­cia a pre­oc­cu­pare, anche se la situ­azione non è anco­ra pre­cip­i­ta­ta. Cer­to, i mete­o­rolo­gi annun­ciano piogge, ma servi­ran­no a poco nel­la situ­azione attuale, con il liv­el­lo del Bena­co infe­ri­ore di 85 cen­timetri rispet­to alla nor­ma del peri­o­do. Forse i meno pre­oc­cu­pati sono i gestori dei servizi di dis­tribuzione dell’acqua des­ti­na­ta al con­sumo umano, che viene cap­ta­ta dal lago attra­ver­so delle mod­erne prese. «Non dob­bi­amo pre­oc­cu­par­ci, sia per la quan­tità d’ac­qua prel­e­va­ta, sia per la sua qual­ità per­chè — sostiene Gio­van­ni Venieri, asses­sore di Desen­zano — le prese si trovano a 70–80 metri di pro­fon­dità, quin­di è impens­abile che i liv­el­li del lago scen­dano così in bas­so! Ques­ta espe­rien­za è già sta­ta vis­su­ta negli anni scor­si, ma il vero prob­le­ma è che i ghi­ac­ciai a monte del baci­no sono esauri­ti. Per la nav­igazione, per il momen­to, non stan­no sor­gen­do prob­le­mi, anche per­chè il canale di ingres­so al por­to di Desen­zano è abbas­tan­za pro­fon­do. «Negli altri por­tic­ci­oli un po’ meno, forse — con­clude l’asses­sore — avre­mo riper­cus­sioni mag­giori tra qualche mese, in piena estate». Il mes­sag­gio lan­ci­a­to ieri l’al­tro dal vicepres­i­dente del­la , Vin­cen­zo Ces­chi­ni, inter­venu­to a Man­to­va al ver­tice pro­mosso dai con­sorzi agri­coli, di acquistare una grande e mod­er­na dra­ga capace di entrare in azione nel giro di pochi giorni da un por­to all’al­tro, dovrebbe essere ascolta­ta dalle tre regioni con mag­giore sen­si­bil­ità. Per­chè i bat­tel­li e gli alis­cafi (questi ulti­mi han­no un pescag­gio di svariati metri), una vol­ta che i canali di acces­so ai por­ti saran­no ricop­er­ti da sed­i­men­ti, potreb­bero davvero fer­mar­si. Ques­ta situ­azione di allarme avrebbe potu­to essere evi­ta­ta in parte, se si fos­se cos­ti­tui­ta pri­ma la com­mis­sione rego­la­trice dei liv­el­li e, soprat­tut­to, se fos­se sta­ta investi­ta di pieni poteri per dis­ci­pli­nare, una buona vol­ta, il mod­el­lo rego­la­tore degli afflus­si e dei deflus­si. Spie­ga Giuseppe Mongiel­lo, pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da, l’ente che più di tut­ti ha cer­ca­to nel pas­sato di arrivare a qualche risul­ta­to: «Insis­to sul­la posizione pre­sa a Cavri­ana, in sede di assem­blea gen­erale, quan­do una mozione pre­sa all’u­na­nim­ità e poi trasmes­sa all’Au­torità di Baci­no, ora com­pe­tente in mate­ria, ha por­ta­to il prob­le­ma in super­fi­cie. Non ci è sta­to anco­ra rispos­to. «Le prob­lem­atiche del baci­no sono com­p­lessive e non van­no scor­po­rate. Sia a monte che a valle con la diga di Salionze, il Gar­da deve essere sogget­to a regole ben pre­cise. Ma la Comu­nità, che aggre­ga tut­ta l’area del lago, non è rap­p­re­sen­ta­ta. L’An­ci ha del­e­ga­to un sin­da­co, anche se galan­tuo­mo e cor­ret­to (il pri­mo cit­tadi­no di Poz­zolen­go, Belli­ni ndr.), che mai potrà avere la percezione delle nos­tre esi­gen­ze! «E anco­ra — riprende Mongiel­lo — il Gar­da deve avere delle rego le defin­i­tive con­di­vise con un’oc­u­la­ta parte­ci­pazione di ammin­is­tra­tori e isti­tuzioni. Il nos­tro inter­ven­to non vuole essere di polem­i­ca nei con­fron­ti di chic­ches­sia, ma una battaglia di rap­p­re­sen­tan­za del­la Comunità».