Su input del Garda Uno probabili ordinanze anche negli altri comuni

Siccità, ora si corre ai ripari. Gargnano chiude i rubinetti

Di Luca Delpozzo
b.f.

L’emergenza idri­ca causa­ta dal­la sic­c­ità per­sis­tente (uni­ca eccezione la spruz­za­ta d’acqua di ieri) si fa sen­tire anche sull’alto Gar­da: la per­sis­ten­za del prob­le­ma ha con­vin­to il sin­da­co di Gargnano, Fran­co Scar­pet­ta, a emanare la pri­ma ordi­nan­za che vieta l’uso del­l’ac­qua del­la rete idri­ca pub­bli­ca tra le 7 e le 22 per irri­gare orti, gia­r­di­ni, riem­pire piscine, lavare autove­icoli o per farne altri usi che non siano stret­ta­mente indis­pens­abili. Per chi non rispet­ta il divi­eto sono pre­viste con­travven­zioni pesan­ti: tra i 100 e i 1000 euro. L’emergenza inizia a far sen­tire i suoi effet­ti anche da queste par­ti; effet­ti non lim­i­tati al pre­oc­cu­pante liv­el­lo del lago in con­tin­ua riduzione. Ma va det­to che la situ­azione di questo inizio di estate non rap­p­re­sen­ta una novità asso­lu­ta, e che in effet­tin la situ­azione non si è scosta­ta molto dal con­testo delle sta­gioni pas­sate quan­do, più o meno di questi tem­pi, i sin­daci di vari comu­ni emet­te­vano ordi­nanze sim­ili a quel­la di Gargnano per sal­va­guardare la preziosa mate­ria pri­ma. Provved­i­men­ti che favorivano l’uso ali­menta­re e igien­i­co, met­ten­do in sec­on­do piano (o sac­ri­f­i­can­do) orti e gia­r­di­ni. Non si sono però mossi, almeno per ora, gli altri comu­ni dell’alto lago; anche se una comu­ni­cazione invi­a­ta ieri alle ammin­is­trazioni dal le invi­ta a caute­lar­si, lim­i­tan­do la pos­si­bil­ità di uti­liz­zo dell’acquedotto. Per ques­ta mat­ti­na, inoltre, è sta­ta con­vo­ca­ta dal­la una riu­nione pro­prio per affrontare l’argomento a liv­el­lo del­l’in­tero baci­no. E gli altri comu­ni? Nelle scorse ser­ate qualche tem­po­rale ha reso meno tor­ri­da la situ­azione a Limone e in Valvesti­no. A sec­co invece le altre aree altog­a­rde­sane, sulle quali le poche goc­ce di acqua han­no avu­to il solo effet­to di ele­vare anco­ra di più il liv­el­lo di umid­ità. «Sot­to questo aspet­to non pre­sen­ta grossi prob­le­mi Limone — affer­ma l’assessore Joseph Fava -, vis­to che l’acquedotto può con­tare sul­la cap­tazione dell’acqua dal tor­rente San Gio­van­ni e da altre tre sor­gen­ti. L’acqua pesca­ta dal lago è poca». Nes­suna ordi­nan­za nep­pure a Tremo­sine, almeno per ora; anche se l’invito del Con­sorzio Gar­da uno potrebbe avere un segui­to a breve. Così pure a Tig­nale, Comune nel quale non sono state emesse ordi­nanze di restrizione ma dove, già da tre anni, tut­ti col­oro che possiedono una pisci­na sono sta­ti invi­tati a comu­ni­care all’Ufficio tec­ni­co i tem­pi pre­visti per il riem­pi­men­to del­la stes­sa. In questo modo risul­ta più agev­ole pro­gram­mare il deflus­so dell’acqua, poiché in caso di con­tem­po­raneità delle oper­azioni i ser­ba­toi dell’acquedotto si svuotereb­bero rapidamente.