Domani a Verona riunione di tecnici e politici per garantire irrigazione e salute del Garda. Ma nonostante la pioggia l’acqua rimane sotto i minimi del 2003

Siccità, rientrato l’allarme

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

La piog­gia per­sis­tente di questi giorni, inizia­ta da giovedì scor­so, ha alza­to i liv­el­li del lago di tre cen­timetri allon­tanan­do l’emergenza. È quin­di sven­ta­to il peri­co­lo che l’Agenzia inter­re­gionale del Po (Aipo) sospen­da l’erogazione di acqua ai con­sorzi di bonifi­ca che ser­vono le aziende agri­cole man­to­vane: l’Alto man­to­vano, il Fos­sa di Poz­zo­lo, l’Alta e media pia­nu­ra man­to­vana e il Sud ovest Man­to­va. La Provin­cia però sta comunque preparan­do un piano di inter­ven­to pre­ven­ti­vo per non trovar­si più a sec­co in futuro. «Già da lunedì siamo risal­i­ti a 46 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co (lo zero idro­met­ri­co sig­nifi­ca che l’acqua a Por­ta Verona a Peschiera è a 64,3 cen­timetri sul liv­el­lo del mare), esat­ta­mente lo stes­so val­ore che era sta­to reg­is­tra­to l’11 luglio 2003, un anno molto criti­co a causa del­la forte sic­c­ità e delle tem­per­a­ture al di sopra del­la media», spie­ga Lui­gi Mille, diri­gente dell’Aipo. Anche Mille, ven­erdì pri­mo luglio, era sta­to con­vo­ca­to ai Palazzi Scaligeri di Verona dall’assessore provin­ciale all’Ecologia Luca Colet­to per affrontare, con altri tec­ni­ci e politi­ci, il prob­le­ma dei liv­el­li del Gar­da. Il grup­po si aggiornerà domani pomerig­gio quan­do, per par­lare di sal­va­guardia del sis­tema lago e piani­fi­cazione, Colet­to ha invi­ta­to anche il sot­toseg­re­tario all’Ambiente Ste­fano Ste­fani, gli asses­sori all’Ecologia del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to e del­la Lom­bar­dia e l’assessore all’Ambiente del­la , Gian­car­lo Con­ta. «Non fac­ciamo mai un raf­fron­to con l’anno scor­so, che fu un anno molto buono, in cui l’acqua cadde in abbon­dan­za e non ci furono prob­le­mi di erogazione», pros­egue Mille, «il nos­tro rifer­i­men­to più recente è il 2003, anche se a dire la ver­ità quest’anno è anda­ta peg­gio. A giug­no infat­ti ci sono sta­ti giorni in cui abbi­amo reg­is­tra­to val­ori infe­ri­ori anche di 20 cen­timetri a quel­li delle medes­ime date di due anni fa, quan­do rius­cim­mo a garan­tire l’erogazione fino a set­tem­bre. Con le ultime pre­cip­i­tazioni abbi­amo comunque recu­per­a­to il gap accu­mu­la­to quest’anno, rite­ni­amo di pot­er garan­tire l’erogazione di por­ta­ta, sep­pur ridot­ta, per tut­ta la prossi­ma sta­gione irrigua, cioè fino alla pri­ma set­ti­mana di set­tem­bre». La situ­azione è infat­ti miglio­ra­ta, non è più crit­i­ca come si era paven­ta­to qualche set­ti­mana fa, quan­do tem­per­a­ture, sic­c­ità ed evap­o­razione ave­vano gen­er­a­to una situ­azione di pre­al­larme anche tra gli oper­a­tori, pre­oc­cu­pati dalle reazioni dei tur­isti davan­ti al prosci­u­gar­si del lago. Anche chi teme per l’ambiente può sen­tir­si ras­si­cu­ra­to: «Pen­si­amo che si pos­sa ritenere sal­va­guar­da­ta una con­dizione di lago accetta­bile», nota Mille, che aggiunge: «Gra­zie anche alla sen­si­bil­ità degli inter­es­sati, siamo rius­ci­ti a sop­perire alle esi­gen­ze, pur riducen­do molto le por­tate. Ven­erdì scor­so sono sta­ti ero­gati 45 metri cubi di acqua al sec­on­do, saba­to, domeni­ca e lunedì si è sce­si addirit­tura a 35 metri cubi al sec­on­do, la metà dei 65 a cui erava­mo sce­si due set­ti­mane fa, una quan­tità già ridot­ta rispet­to a quel­la pre­vista in tabel­la per questo peri­o­do, che è di 88 metri cubi al sec­on­do». È dif­fi­cile intan­to dire con pre­ci­sione quan­ta piog­gia e dove sia arriva­ta in questi giorni. Il mal­tem­po è sta­to un po’ dap­per­tut­to e sono cadu­ti, in maniera diver­si­fi­ca­ta dai 20, ai 40, ai 50 mil­limetri di acqua tra mer­coledì, giovedì e anche lunedì. L’assessore Luca Colet­to intan­to annun­cia: «Nel­la riu­nione di domani, gra­zie all’apporto dei sin­daci garde­sani, degli asses­sori region­ali, del rap­p­re­sen­tante del Gov­er­no e del­lo stes­so pres­i­dente del­la Provin­cia Elio Mose­le, cercher­e­mo di piani­fi­care inter­ven­ti e un piano di azione per non trovar­ci mai impreparati in situ­azioni di pre­al­larme. Dob­bi­amo sapere pri­ma come inter­venire per garan­tire i liv­el­li min­i­mi accetta­bili per il ». Poi aggiunge: «Intan­to pos­si­amo assi­cu­rare che non ci sono sta­ti e non ci sono prob­le­mi di ordine né eco­logi­co né sanitario».

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