Incontro nella sede della Comunità del Garda a Gardone Riviera. I sindaci della zona del Benaco sollecitano l’intervento dei governatori

Siccità, un appello alle Regioni

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

I sin­daci del Gar­da si sono ritrovati ieri mat­ti­na a Gar­done Riv­iera, nel­la sede del­la Comu­nità, per dis­cutere del liv­el­lo delle acque che, al momen­to, è +44 sul­lo zero idro­met­ri­co di Peschiera, rispet­to al +54 del 30 giug­no 2003, l’an­no del­la sic­c­ità (quel­l’an­no il lago rag­giunse il min­i­mo stori­co il 15 set­tem­bre: +8). Al ter­mine del­l’in­con­tro han­no redat­to un doc­u­men­to per invitare le Regioni a far­si cari­co del prob­le­ma: «Le ammin­is­trazioni comu­nali di Riva, Nago Tor­bole, Bar­dolino, Limone, Gargnano, Gar­done Riv­iera, Salò, Maner­ba e Sirmione (ven­gono citati soltan­to i sin­daci o gli asses­sori pre­sen­ti, esclu­den­do col­oro che han­no dato il loro appog­gio tele­fon­i­co, ndr) pren­dono atto del­la situ­azione, fori­era di prossime dif­fi­coltà sul fronte ambi­en­tale ed eco­nom­i­co, ed esp­ri­mono par­ti­co­lare pre­oc­cu­pazione per la man­ca­ta cor­re­lazione tec­ni­co isti­tuzionale tra la Provin­cia autono­ma di Tren­to, la Regione Vene­to e la Lom­bar­dia». Invi­tano quin­di i pres­i­den­ti di tali realtà «a fis­sare con urgen­za una riu­nione comune polit­i­ca e tec­ni­ca per affrontare in modo uni­tario la ques­tione del­la qual­ità e quan­tità delle acque del lago, al fine di ver­i­fi­care pun­tual­mente adduzioni ed emu­ng­i­men­ti, anche in con­fron­to con l’Enel e i Con­sorzi, nel­la prospet­ti­va del­la ridis­cus­sione dei con­tenu­ti delle con­ces­sioni per il pre­lie­vo, in sca­den­za. A questo scopo i comu­ni riv­ieraschi devono essere con­siderati sogget­ti fon­da­men­tali, accan­to alle due Regioni e alla Provin­cia di Tren­to». Quali le linee-gui­da? Elim­inare gli attuali sprechi a valle, medi­ante la razion­al­iz­zazione dei sis­te­mi di irrigazione, il riordi­no delle uten­ze, l’in­tro­duzione di nuove vol­ture che richiedano un minor quan­ti­ta­ti­vo di acqua. E anco­ra: ele­vare il liv­el­lo min­i­mo dagli attuali 15 cen­timetri (non obbli­ga­to­rio) a 30, con la con­seguente riduzione del­l’es­cur­sione; appli­care il prin­ci­pio di pro­porzion­al­ità, rap­por­tan­do le erogazioni per le cam­pagne del man­to­vano alle effet­tive disponi­bil­ità. Il sin­da­co di Limone, , ha det­to che i gior­nali tedeschi com­in­ciano a par­lare di lago di Gar­da sim­i­le una poz­za. In Ger­ma­nia alcu­ni gran­di oper­a­tori sono pro­pri­etari di vil­lag­gi delle vacanze in Spagna, Croazia e Turchia: sper­a­no, di con­seguen­za, di far pas­sare la voglia d’I­talia ai tur­isti d’oltralpe. Per ora la bal­neazione e la non ha avu­to prob­le­mi. Ma, di questo pas­so, chissà. «Bisogna met­tere fine allo sfrut­ta­men­to sel­vag­gio delle acque del lago», è sta­to det­to. E il sin­da­co di Riva, Clau­dio Moli­nari: «Occorre finanziare mod­el­li alter­na­tivi di irrigazione dei 120 mila ettari delle cam­pagne man­to­vane. Per i vigneti del­l’Al­to Adi­ge si è trova­to, ad esem­pio, il sis­tema goc­cia a goc­cia. E’ nec­es­sario rimodel­lare l’in­tero sis­tema dei pre­lievi, approf­ittan­do del fat­to che le con­ces­sioni sono scadute». Anche Giampiero Cipani, di Salò, Alessan­dro Baz­zani, Gar­done, Mau­r­izio Fer­rari, Sirmione, han­no espres­so pre­oc­cu­pazione: «L’ac­qua con­tin­ua a sce­mare. È un bene prezioso, di cui bisogna tenere conto».