Un po’ di sollievo per Oglio e Chiese: gli agricoltori potranno limitare i danni. Una «soluzione tampone» fino a metà luglio Resta il nodo del basso Garda

Siccità, via all’apertura delle dighe

Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

E’ inizia­to ieri il rilas­cio d’acqua dalle dighe Enel al lago di Iseo e d’Idro, men­tre è crisi nera per il Gar­da. Il rilas­cio servirà a tam­ponare sino a metà luglio l’emergenza sic­c­ità per gli agri­coltori che attin­gono acqua dall’Oglio e dal Chiese. Nel frat­tem­po l’assessore regionale all’Agricoltura Vivi­vana Becca­los­si sta vaglian­do la pos­si­bil­ità di dichiarare lo Sta­to di Crisi ed è inten­zion­a­ta ad «ottenere una dero­ga dei liv­el­li dei laghi» per pot­er per­me­t­tere un mag­gior sva­so d’acqua. Da ieri i dieci baci­ni arti­fi­ciali di Valle Camon­i­ca rilascer­an­no nel Sebi­no 12,6milioni di metri cubi sino al 5 luglio (1milione di mc/giorno). Nell’Idro invece, i baci­ni di mal­ga Boaz­zo e Bissi­na oper­eran­no uno sver­sa­men­to di 25 mil­ioni di mc. Si prospet­ta invece il «dis­as­tro» per il Bas­so Gar­da che attinge acqua dal Min­cio: «rilas­ci d’acqua dal baci­no Enel di Mol­veno — spie­ga il diret­tore del Con­sorzio del Min­cio Mas­si­mo Gal­li — non servireb­bero a nul­la, viste le dimen­sioni del lago. Devono decidere al più presto di scen­dere sot­to il liv­el­lo min­i­mo con­sen­ti­to (è di 15 cm sopra lo zero idro­met­ri­co), arrivan­do anche a 5 cen­timetri qualo­ra fos­se nec­es­sario». Se gli agri­coltori del Bas­so Gar­da tre­mano non fan­no cer­to salti di gioia quel­li che attin­gono acqua dall’Oglio e dal Chiese. «Questi rilas­ci da parte dell’Enel non evit­er­an­no i dan­ni ai rac­colti, ma per­me­t­tono di con­tener­li — com­men­tano i diret­tori dei due rispet­tivi Con­sorzi irrigui -. Nonon­stante questi sver­sa­men­ti sti­amo irri­g­an­do con il 30–40% dell’acqua nec­es­saria. Di questo pas­so potremo soprav­vi­vere sino a metà luglio». Dopo la Giun­ta regionale di ieri mat­ti­na la Becca­los­si è seri­amente inten­zion­a­ta a difend­ere le ragioni del mon­do agri­co­lo, ricor­dan­do come anche la legge ital­iana (legge Gal­li 5/1994) impon­ga, in caso di sic­c­ità, che le risorse idriche vadano all’agricoltura pri­ma che all’industria: «gli uffi­ci pos­sono fare a meno dell’aria con­dizion­a­ta i campi non pos­sono rin­un­cia­re all’irrigazione — com­men­ta la vicepres­i­dente -. Si trat­ta di assumere ind­i­rizzi politi­ci: riten­go nec­es­sario chiedere fin da ora uno sva­so dei ser­ba­toi dei baci­ni idroelet­tri­ci, ma anche inter­ven­ti coor­di­nati con gli enti locali volti a elim­inare gli atting­i­men­ti provvi­sori sui fiu­mi». La crisi idri­ca bres­ciana è appro­da­ta anche in Par­la­men­to, dove l’onorevole camuno Davide Capari­ni (Lega Nord) ha pre­sen­ta­to un’interrogazione per chiedere lo Sta­to d’Emergenza e mag­gior rilas­cio d’acqua dai baci­ni Enel. La set­ti­mana prossi­ma ver­rà con­vo­ca­to un tavo­lo di crisi pres­so la pres­i­den­za del­la Giun­ta regionale, per l’ennesimo con­fron­to tra tut­ti gli uti­liz­za­tori. Un pri­mo «Tavo­lo delle Acque» tra enti gestori dei laghi, dei baci­ni idroelet­tri­ci mon­tani e dei con­sorzi irrigui, si è tenu­to ieri pomerig­gio nel­la sede dell’assessorato regionale dei Servizi di Pub­bli­ca Util­ità. «Si è val­u­ta­ta la pos­si­bil­ità che l’Enel con­ce­da altri sver­sa­men­ti dopo metà luglio — spie­ga Buiz­za — Per quan­to riguar­da l’Iseo noi chieder­e­mo che si fac­cia uno sva­so di altri 15 mil­ioni di mc dal 10 al 24 luglio. Quest’anno noi bres­ciani non potremo per­me­t­ter­ci di las­ciar defluire nell’Oglio il 10% delle por­tate per sal­vare il Po, come era sta­to fat­to nel 2003».