Partenza con le barche da Bardolino, sede dell’edizione 2007. Successo pieno per l’iniziativa del Centro sportivo italiano in collaborazione con il Comune

Sigillo della Grande Sfidasulla città senza barriere

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«La grande sfi­da» ha regala­to a Peschiera una grande fes­ta di sport e solidarietà.Si potrebbe dire la fes­ta di un mon­do che real­mente si è riv­e­la­to sen­za bar­riere, che si trat­tasse di quelle del cor­po o di quelle del­la mente. Un mon­do «all inclu­sive», che include tut­ti, come recita­va lo slo­gan del­la man­i­fes­tazione sot­to­lin­e­an­do la sfi­da e il sog­no di una Comu­nità umana capace conc­re­ta­mente di portare tut­ti a far parte di sé.Questa la rimas­ta negli occhi di chi ha parte­ci­pa­to, o anche solo sem­plice­mente assis­ti­to, alla tap­pa aril­i­cense del­la man­i­fes­tazione pro­mossa e orga­niz­za­ta dal Cen­tro sporti­vo ital­iano e real­iz­za­ta sul Gar­da con il patrocinio del Comune di Peschiera.L’avvio del­la gior­na­ta è sta­to alle 11, con la parten­za delle barche messe a dis­po­sizioni da alcune asso­ci­azioni e da pri­vati alla vol­ta di Bar­dolino. Qui sono sta­ti fat­ti salire a bor­do i ragazzi atte­si a Peschiera per parte­ci­pare a La grande sfi­da. Le imbar­cazioni sono arrivate poco dopo le 14.30. A bor­do, insieme agli atleti e ai loro accom­pa­g­na­tori, anche alcu­ni ammin­is­tra­tori tra i quali il sin­da­co .La del­egazione è sta­ta ccol­ta al piaz­za­le del por­to dal­la Ban­da musi­cale cit­tad­i­na di Peschiera che ha accom­pa­g­na­to il cor­teo sino alla piaz­za Bet­teloni, dove in mat­ti­na­ta volon­tari di numerose asso­ci­azioni ave­vano prepara­to i diver­si campi di gioco.Accesa la fiac­co­la per «La grande sfi­da», è sta­to il sin­da­co a dare il ben­venu­to ai parte­ci­pan­ti e a esprimere il sen­ti­to ringrazi­a­men­to a quan­ti han­no lavo­ra­to per la real­iz­zazione del­la manifestazione.Dopo l’in­ter­ven­to di Chin­car­i­ni il cor­teo ha fat­to il giro del cen­tro stori­co, sem­pre accom­pa­g­na­to dal­la ban­da musi­cale cit­tad­i­na, per ritornare in piaz­za e dare inizio ai diver­si momen­ti di gioco.«È sta­to bel­lo pot­er rin­con­trare le asso­ci­azioni e l’am­min­is­trazione di Bar­dolino e Peschiera. La pri­ma, dopo aver­ci ospi­ta­to nel 2007, ha pre­dis­pos­to quest’an­no l’ac­coglien­za e la parten­za del­la rega­ta cui han­no pre­so parte le ragazze del­l’Is­ti­tu­to Gres­ner di Pesina», dice Rober­to Nico­l­is, del Cen­tro sporti­vo ital­iano. «Peschiera ci ha accolto splen­di­da­mente ed è sta­to stra­or­di­nario trovare qui i cir­ca 130 ragazzi del­l’Ulss 22 con i quali fac­ciamo attiv­ità tut­to l’an­no attra­ver­so il prog­et­to “Hand­i­cap e sport”. E’ sicu­ra­mente bel­lo vedere il risul­ta­to del lavoro di mesi e in cui sono state coin­volte anche le asso­ci­azioni sportive arilicensi».Dopo le gare atleti e accom­pa­g­na­tori sono sta­ti in cen­tro stori­co e han­no sper­i­men­ta­to le pedane col­lo­cate in molte delle attiv­ità com­mer­ciali per facil­itare l’ac­ces­so a chi ha dif­fi­coltà moto­rie: un prog­et­to forte­mente volu­to dal­l’am­min­is­trazione comu­nale e in par­ti­co­lare dal con­sigliere del­e­ga­to alla dis­abil­ità Rena­to Sig­norel­li. Real­iz­zazione che ha col­lo­ca­to Peschiera tra le cit­tà «pilota» in mate­ria di abbat­ti­men­to delle bar­rire architettoniche.«Abbiamo prova­to le pedane con alcu­ni ami­ci in car­rozzi­na e siamo entrati nei negozi pro­prio per ringraziare i com­mer­cianti e dire loro che non è così auto­mati­co, per chi ha dis­abil­ità moto­rie, pot­er entrare nei negozi sen­za dif­fi­coltà. Cre­do che molti dei negozianti siano rimasti sor­pre­si», sot­to­lin­ea Nico­l­is. Il rap­p­re­sen­tante del Csi par­la di un felice ritorno a Peschiera, dopo due anni dal­la prece­dente tap­pa di «La grande sfida».«L’incontro con queste per­sone ci ha fat­to con­statare che dove si sem­i­na poi le piante crescono. E per una “comu­nità che include” questo sig­nifi­ca lavo­rare ai rap­por­ti, costru­ire quei pon­ti che fan­no sì che tutte le per­sone pos­sano sen­tir­si apparte­nen­ti alla comu­nità, ovvi­a­mente nel rispet­to delle regole e situazioni».“Dal can­to nos­tro noi siamo sem­pre orgogliosi, come ammin­is­trazione, di ospitare questo tipo di man­i­fes­tazione», aggiunge Rena­to Sig­norel­li, «a mag­gior ragione sapen­do di met­tere a dis­po­sizione luoghi di stra­or­di­nar­ia bellez­za. Queste cose sono impor­tan­tis­sime per­ché più la gente viene mes­sa a con­tat­to con la dis­abil­ità, più la dis­abil­ità può diventare nor­male. E dunque non può esser­ci che una grande sod­dis­fazione per essere rius­ci­ti, anche in ques­ta occasione,a met­tere insieme tut­ti i pezzi di questo prezioso mosaico».