Sinergia tra pubblico e privato per un percorso destinato al turismo equestre

Siglato l’accordo per l’ippovia “dall’Adamello al Garda”

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Di Luca Delpozzo

E’ sta­to uffi­cial­mente siglato il pro­to­col­lo d’intesa per la real­iz­zazione del prog­et­to denom­i­na­to Ippovia dall’Adamello al Gar­da, pro­mosso dall’Assessorato al Tur­is­mo del­la Provin­cia di Bres­cia gra­zie ad un cap­il­lare lavoro di coor­di­na­men­to fra l’Assessorato e varie realtà ter­ri­to­ri­ali, quali la Comu­nità Mon­tana del­la Valle Camon­i­ca – Par­co dell’Adamello, Comu­nità Mon­tana del­la Valle Sab­bia, Comu­nità Mon­tana del Par­co Alto Gar­da, G.A.L. (Grup­po Azione Locale tra Comu­nità Mon­tana Valle Sab­bia e Par­co Alto Gar­da), Asso­ci­azioni Ippiche di Valle Sab­bia, Valle Camon­i­ca e Alto Gar­da, Col­le­gio Guide Alpine Lom­bar­dia. La pri­ma tap­pa del piano ha riguarda­to la real­iz­zazione di un per­cor­so di con­nes­sione tra il Par­co dell’Adamello e quel­lo dell’Alto Gar­da, per uno svilup­po lin­eare di cir­ca 140 chilometri, des­ti­na­to prin­ci­pal­mente a quel tur­is­mo equestre che negli ulti­mi anni ha assun­to pro­porzioni sig­ni­fica­tive, comunque usufruibile anche per passeg­giate a pie­di o in moun­tain – bike, rig­orosa­mente sem­pre all’aria aper­ta. Un prog­et­to ambizioso quel­lo dell’Ippovia dall’Adamello al Gar­da, des­ti­na­to ad arric­chire la già impor­tante offer­ta tur­is­ti­ca del ter­ri­to­rio bres­ciano, con un approc­cio alter­na­ti­vo che con­sen­tirà ai “cav­a­lieri” di riper­cor­rere sec­oli di sto­ria, attra­ver­so quel fit­tis­si­mo reti­co­lo di antiche vie di comu­ni­cazione che per centi­na­ia di anni han­no con­sen­ti­to i col­lega­men­ti tra il Gar­da e la Val­ca­mon­i­ca. Il tragit­to, attra­ver­san­do pic­coli pae­si e nuclei rurali, si sno­da tra i più bei panora­mi garde­sani, del­la Valvesti­no e del lago d’Idro, fino a rag­giun­gere i boschi e i prati d’alta quo­ta, con­sen­ten­do ai vis­i­ta­tori di immerg­er­si in incan­tevoli ambi­en­ti nat­u­rali o adden­trar­si in borghi iso­lati. A liv­el­lo nazionale sono una miri­ade gli antichi per­cor­si che han­no rap­p­re­sen­ta­to, in pas­sato, vie di tran­si­to impor­tan­tis­sime: era­no le vec­chie vie con­so­lari, doganali e le strade bat­tute dai pel­le­gri­ni. Fra queste ultime la più impor­tante è la via Fran­ci­ge­na, che par­tendo dall’Inghilterra attra­ver­sa tut­ta l’Italia pas­san­do dal­la Fran­cia, recan­do le trac­ce delle molti­tu­di­ni di cro­ciati e pel­le­gri­ni che prove­nen­do dal Nord Europa si reca­vano a Roma o in Ter­ras­an­ta. Antichi sen­tieri costel­lati da borghi sper­du­ti, castel­li e abbazie che oggi pos­sono essere riper­cor­si a cav­al­lo, dive­nen­do un pat­ri­mo­nio da risco­prire dopo essere cadu­ti in dis­u­so in segui­to ai muta­men­ti stori­ci e sociali del­la nos­tra sto­ria. Nelle sue linee gen­er­ali il piano, forte di un pat­ri­mo­nio stori­co-cul­tur­ale e agro-ali­menta­re di pri­mo piano, — spie­ga l’Assessore Provin­ciale Ermes Buf­foli – possiede i req­ui­si­ti per rien­trare nelle piani­fi­cazioni isti­tuzion­ali sia locali che europee, attra­ver­so quel­lo svilup­po del ter­ri­to­rio rag­giun­to gra­zie all’innovazione nell’ambito del­la ges­tione ter­ri­to­ri­ale; inoltre nel trat­ta­to di Maas­tricht com­pare anche la pro­mozione di quel­la cresci­ta sosteni­bile del ter­ri­to­rio nel rispet­to del­la tutela e del­la sua stes­sa val­oriz­zazione che l’Ippovia rias­sume in sé perfettamente.

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