Sigurtà, il conte critica lo zio: bocciato il progetto del giardino

Di Luca Delpozzo
e.b.

L’am­min­is­trazione comu­nale, come si può vedere dal prog­et­to espos­to in munici­pio, vuole real­iz­zare un gia­rdi­no all’i­tal­iana nel­l’area Desen­zani. I lavori par­ti­ran­no appe­na sarà con­clusa la fase iniziale di riordi­no del­la veg­e­tazione esistente. In propos­i­to inter­viene però il con­te Giuseppe Inga Sig­urtà, pro­pri­etario del­l’omon­i­mo par­co gia­rdi­no di Valeg­gio sul Mincio.E lo fa crit­i­can­do aspra­mente l’in­ten­zione del­la giun­ta: «In cen­tro una real­iz­zazione del genere non ha alcun sen­so — dice -. Il gia­rdi­no all’i­tal­iana si basa su sim­me­tria, prospet­ti­va e spazio e qui man­cano le vie di fuga. Che sen­so ha fare nel nos­tro paese delle aiuole come quelle del Vat­i­cano, per di più a ridos­so di un pen­dio così scosceso?».Il con­te, che ha appe­na ottenu­to un appal­to in Brasile e il cui Par­co di Valeg­gio è sta­to defini­to il migliore d’I­talia e uno dei più bel­li d’Eu­ropa dal pun­to di vista botan­i­co, attac­ca la giun­ta, gui­da­ta dal­lo zio Arturo Sig­urtà, anche per la spe­sa. «Un mil­iar­do e 700 mil­ioni tra acquis­to del­la super­fi­cie e sis­temazione sono uno spropos­i­to — com­men­ta -. Fra l’al­tro inten­do inviare il prog­et­to a Gia­co­mo Tira­boschi, botan­i­co di Sil­vio Berlus­coni, per­ché si sap­pia che cosa si vuole real­iz­zare e quan­to si intende spendere». Giuseppe Inga Sig­urtà ritiene che la sis­temazione di un’area verde a gia­rdi­no deb­ba essere cura­ta da per­sone di gran­di capac­ità: «Chi è il respon­s­abile del­l’in­ter­ven­to? Chi dirige i lavori? Quali com­pe­ten­ze ha la coop­er­a­ti­va Ten­da Verde? Serve un tec­ni­co che conosca la botan­i­ca e pen­si al futuro del­la veg­e­tazione, altri­men­ti si cre­ano solo dan­ni», attac­ca il con­te, che in pas­sato si era det­to disponi­bile per fornire una con­sulen­za al comune. Insom­ma, l’idea del­l’am­min­is­trazione per l’area Desen­zani non ha affat­to entu­si­as­ma­to il pro­pri­etario del par­co più bel­lo d’I­talia. «Un gia­rdi­no all’i­tal­iana a Cas­tiglione, ed in quel con­testo ambi­en­tale, è un’enor­mità — dice -. Esso gen­eral­mente deri­va dal recu­pero di una situ­azione stor­i­ca che qui non c’è mai sta­ta. Inoltre è indis­pens­abile l’ar­mo­nia tra Par­co Pas­tore e ques­ta super­fi­cie, altro che aiuole geometriche».