Sindaco soddisfatto dei concerti

«Simple, Vianello Dik Dik . Che salto!»

22/08/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Garda

E adesso toc­ca ai Dik Dik. Il miti­co grup­po anni Ses­san­ta (vedi anche nel­la pag­i­na degli Spet­ta­coli) sarà di sce­na ques­ta sera alle 21.30 nel­la piazzetta del munici­pio, sul lun­go­la­go, dove già c’era sta­to gran pub­bli­co un mese fa per applaudire un altro big del­la musi­ca leg­gera di trenta-quar­an­t’an­ni fa: Edoar­do Vianel­lo. E così dopo «Abbron­za­tis­si­ma», «Pinne fucile ed occhiali» e «I watus­si» si passerà ad ascoltare (e a can­tic­chiare, per­ché è inevitabile che finis­ca così, sul­l’on­da del­la nos­tal­gia) can­zoni sem­pre­ver­di come «Sog­nan­do la Cal­i­for­nia», «Il ven­to», «Ven­do casa», «Io mi fer­mo qui», «Il pri­mo giorno di pri­mav­era», «Sen­za luce». «Sti­amo riqual­i­f­i­can­do l’estate garde­sana su tre diret­tri­ci», dice il sin­da­co Davide Bendinel­li, «e cioè pro­po­nen­do, accan­to alle tradizion­ali feste estive come il palio e la sardel­la­ta, ser­ate sia con nomi noti al pub­bli­co un po’ più avan­ti con gli anni, sia appun­ta­men­ti con artisti di grande forza d’attrazione sui gio­vani. Le quat­tro­mi­la per­sone che han­no assis­ti­to al con­cer­to dei Sim­ple Minds, nonos­tante la ser­a­ta sia cadu­ta in un peri­o­do di brut­to tem­po, con­fer­mano che anche a Gar­da è pos­si­bile portare even­ti di notev­ole rilie­vo. Tra l’altro, come abbi­amo dimostra­to, sen­za creare prob­le­mi di traf­fi­co, di parcheg­gio o di ordine pub­bli­co. E cre­do che un buon suc­ces­so, soprat­tut­to fra il mon­do gio­vanile, lo avre­mo anche il 28 agos­to, quan­do sarà a dei più noti cabaret­tisti di Zelig, Raul Cre­mona». Intan­to, si dice­va, arrivano i Dik Dik, che con­tin­u­ano a rin­verdire il loro mito. Nati come grup­po agli inizi degli anni Ses­san­ta, pre­sero il nome da quel­lo di una gazzel­la africana, «per­chè sape­vano di dover impara­re a saltare più lon­tano per emerg­ere», si legge sul loro sito Inter­net uffi­ciale. Ottenu­ta un’audizione pres­so la casa discografi­ca Ricor­di, vi incon­trarono l’allora sconosci­u­to Lucio Bat­tisti. Com­in­ciò così una col­lab­o­razione che li vide fian­co a fian­co anche con Mogol: il sodal­izio durò per ben sette anni, met­ten­do a seg­no un suc­ces­so dopo l’altro. Poi ecco un’altra part­ner­ship di lus­so, quel­la con Mau­r­izio Van­del­li, che por­ta ad altri hit: «L’isola di Wight», «Viag­gio di un poeta», «Sto­ria di per­ife­ria». Brani che si risen­ti­ran­no a Gar­da: l’ingresso, tra l’al­tro, è gra­tu­ito, il che non guas­ta cer­ta­mente. Il 28, come pre­an­nun­ci­a­va Bendinel­li, arri­va invece un artista notis­si­mo al popo­lo del­la tv: Raul Cre­mona, alias il Mago Oron­zo, Manipoli­ni, Omen e moltissi­mi altri pro­tag­o­nisti degli show tele­vi­sivi. Cre­mona è una delle fig­ure più popo­lari del clan di Zelig, trasmis­sione di cul­to per i più gio­vani. Nato come pres­ti­gia­tore, ha saputo rac­con­tare sul pic­co­lo scher­mo e in teatro il lato più diver­tente e in un cer­to sen­so anche stu­pe­facente dell’arte del­la pres­tidig­i­tazione, pren­den­dola un po’ in giro con la figu­ra del lai­do Oron­zo, oppure recu­peran­do le icone del pas­sato, come nel caso dell’imitazione di Sil­van: la magia scan­zona­ta in can­ot­tiera o in frac. In tele­vi­sione l’abbiamo vis­to a trasmis­sioni come «Il cap­pel­lo sulle ven­titré», «Fan­tas­ti­co», «La sai l’ul­ti­ma», «Domeni­ca in», «Mai dire gol» e, nat­u­ral­mente, «Zelig».

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