Non si spegne la polemica con la Regione: gli enti locali contestano le regole per le assegnazioni

Sindaci uniti in rivoltasul fronte dei porti

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Ribel­lione dei Comu­ni garde­sani con­tro la Regione per il trasfer­i­men­to delle com­pe­ten­ze in mate­ria por­tuale. Ed è allarme per la sca­den­za del 30 mag­gio, che vede l’avvio del pro­ced­i­men­to per l’approvazione del nuo­vo ban­do di con­cor­so per la for­mazione delle grad­u­a­to­rie per l’assegnazione di posti bar­ca nei por­ti del­la spon­da vene­ta del Gar­da. I sin­daci minac­ciano di resti­tuire la del­e­ga sul­la ges­tione dei por­ti alla Regione, nel caso non vengano rifor­mu­late le regole di gestione.La protes­ta per­corre strade par­al­lele: i pri­mi cit­ta­di­ni han­no sot­to­scrit­to una let­tera del sin­da­co di Bar­dolino Pietro Meschi e ogni giun­ta munic­i­pale ha approva­to una delib­era con­giun­ta; queste stan­no per essere recap­i­tate alla Regione e all’Ispettorato di Por­to, dal Comune di Mal­ce­sine che sta rac­coglien­do tut­ti gli atti. Due i nodi del­la protes­ta: l’ampliamento delle deleghe per la ges­tione dei por­ti e la richi­es­ta di sospen­sione del ban­do di asseg­nazione posti bar­ca. Pietro Meschi scrive: «L’imminente sca­den­za del ban­do di con­cor­so, vista la boz­za redat­ta e pro­pos­ta dall’Ispettorato di Por­to di Verona, sul­la scor­ta delle dis­po­sizioni leg­isla­tive region­ali vigen­ti, ril­e­va­to che quan­to dis­pos­to non sod­dis­fa le aspet­ta­tive delle scriven­ti ammin­is­trazioni locali, in spe­cial modo sui cri­teri di asseg­nazione dei posti, si ritiene nec­es­sario sospendere il ban­do in atte­sa del­la con­ces­sione dell’allargamento delle fun­zioni attribuite ai Comu­ni, pro­ro­gan­do nel con­tem­po la valid­ità delle attuali grad­u­a­to­rie in sca­den­za a novem­bre 2008». Poi la let­tera, sot­to­scrit­ta anche dagli altri sin­daci con­clude dura­mente: «Dato l’approssimarsi del­la sca­den­za del 30 mag­gio, si rimane in atte­sa di sol­lecito riscon­tro. Qualo­ra non dovessero essere accolte le nos­tre richi­este, ques­ta ammin­is­trazione, si ris­er­va di rin­un­cia­re alla del­e­ga delle fun­zioni ammin­is­tra­tive riguardan­ti la ges­tione delle aree portuali».Nelle delibere di giun­ta, per l’ampliamento del­la del­e­ga-fun­zioni, i Comu­ni chiedono: «La ges­tione dei por­ti e delle aree por­tu­ali, dovran­no essere intera­mente affi­date ai comu­ni, con le modal­ità usate per la del­e­ga in mate­ria di Demanio extra­por­tuale regionale; la piani­fi­cazione delle zone dema­niali por­tu­ali, l’assegnazione degli ormeg­gi, la dis­tribuzione e la scelta dei mod­uli all’interno dei por­ti, dovran­no essere di com­pe­ten­za dei Comu­ni, i quali saran­no tenu­ti a dare comu­ni­cazione delle deci­sioni all’Ispettorato di por­to; i paga­men­ti dei canoni annu­ali saran­no incas­sati intera­mente dai Comu­ni, che provved­er­an­no entro con­gruo peri­o­do a girare gli introiti spet­tan­ti alla Regione. Ciò per creare meno dis­a­gi ai cit­ta­di­ni, i quali ora sono obbli­gati ad effet­tuare anche cinque dis­tin­ti ver­sa­men­ti per la pro­ce­du­ra; i Comu­ni, potran­no emet­tere autor­iz­zazioni di tem­po­ra­neo ormeg­gio all’interno delle zone por­tu­ali, anche a inter­es­sati non pre­sen­ti nelle grad­u­a­to­rie dei ban­di in vig­ore (oltre agli ormeg­gi di tran­si­to), comu­ni­can­done l’atto all’Ispettorato con rel­a­tive doc­u­men­tazioni e pagamenti».Meschi pre­cisa: «Si devono riscri­vere le regole del gio­co, non vogliamo fare i pas­sacarte e accettare che la Regione deci­da a chi asseg­nare i posti bar­ca. Noi abbi­amo file di res­i­den­ti che chiedono i posti e ormai la gente è con­vin­ta che siano i Comu­ni ad averre il potere di asseg­narli, quan­do non è così. Basti pen­sare che, sul­la scor­ta del­la nor­ma­ti­va regionale, se un noleg­gia­tore di natan­ti chiede posti bar­ca nei por­ti, ha prece­den­za sui res­i­den­ti. Noi abbi­amo chiesto la del­e­ga per pot­er dare risposte ai cit­ta­di­ni e col 40 per cen­to delle entrate che la Regione ci ha con­ces­so, non paghi­amo neanche le spese amministrative».Dello stes­so parere il sin­da­co di Gar­da e asses­sore provin­ciale, Davide Bendinel­li: «Bisogna far sì che il trasfer­i­men­to dia la pos­si­bil­ità ai Comu­ni di gestire effet­ti­va­mente i pro­bel­mi del­la por­tu­al­ità. Dob­bi­amo dotare i nos­tri uffi­ci di per­son­ale e inve­stire in for­mazione e con il 40 per cen­to delle entrate si rischia di non farcela».