Dopo la lettera pubblicata dal nostro giornale

Sindaco porge le scuse al consigliere di Riva apostrofato da un vigile

01/08/2001 in Curiosità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

«Si è trat­ta­to di un caso for­tu­ito, prob­a­bil­mente con­di­to da qualche equiv­o­co. Ma dare tut­ta ques­ta enfasi al fat­to mi pare sproposi­ta­to. Per quan­to ci riguar­da, abbi­amo pre­sen­ta­to le nos­tre scuse». Bat­tista Mar­tinel­li tor­na in questo modo, con l’evidente ten­ta­ti­vo di sdram­ma­tiz­zare, sul caso del gio­vane vig­ile, in servizio tem­po­ra­neo a Limone sul Gar­da, che l’altra sera avrebbe apos­trofa­to un auto­mo­bilista che gli chiede­va infor­mazioni. Teatro dell’episodio: l’incrocio all’imbocco di Limone, in ore con­vulse, con il con­sue­to inten­so viavai che si ver­i­fi­ca nelle occa­sioni in cui ci sono la fol­la dei gio­vani, che rag­giunge il paese per bal­lare nei beach par­ty, e un nugo­lo di tur­isti attrat­ti dai fuochi d’artificio. L’automobilista — Andrea Per­oni, con­sigliere comu­nale di Riva del Gar­da — c’è rimas­to male, ha infor­ma­to del­la vicen­da i gior­nali tren­ti­ni e Bres­ciaog­gi, che ha pub­bli­ca­to la protes­ta nel­la rubri­ca «Let­tere al diret­tore» il 26 luglio. Nel rac­con­to Per­oni par­la di insul­ti e minac­ce di mul­ta da parte del vig­ile, che avrebbe rispos­to in questo modo incon­sue­to alla sua richi­es­ta di infor­mazioni. Nep­pure nel suc­ces­si­vo incon­tro, a macchi­na final­mente parcheg­gia­ta — scrive­va Per­oni — il vig­ile avrebbe for­ni­to spie­gazioni sul pro­prio atteggia­men­to, rifi­u­tan­do di fornire le pro­prie gen­er­al­ità o un codice di riconosci­men­to. La polem­i­ca è mon­ta­ta «in segui­to all’uscita di un quo­tid­i­ano trenti­no nel quale non fig­u­ra­vano alcune pagine di cronaca di Riva e Arco, nelle quali si ospi­tano soli­ta­mente anche i temi rifer­i­ti a Limone e tra i quali sarebbe verosim­il­mente apparsa la vicen­da tra l’automobilista e il vig­ile. L’accusa che ci è sta­ta riv­ol­ta — pros­egue Mar­tinel­li — è sta­ta quel­la di cer­care di inter­ferire sul­la stam­pa. La ver­ità, invece, ce l’ha rac­con­ta­ta il capo redat­tore di quel gior­nale, che ha affer­ma­to che, nell’edizione in ques­tione, i pri­mi esem­plari (alcune migli­a­ia di copie) era­no usci­ti sen­za le pag­i­na del bas­so Trenti­no». Mar­tinel­li, che ha foto­copi­a­to la let­tera del capore­dat­tore del quo­tid­i­ano trenti­no e l’ha fat­ta affig­gere nelle edi­cole del paese per dimostrare la pro­pria buona fede, sostiene che la stra­da da seguire da parte di Per­oni pote­va essere un’altra: «Ad esem­pio pote­va venire a protestare da me. Avrem­mo con­vo­ca­to il vig­ile per ricostru­ire la vicen­da. Ad ogni buon con­to abbi­amo pre­sen­ta­to le nos­tre scuse all’interessato per l’accaduto, anche se in certe cir­costanze bisogna capire anche la situ­azione di chi lavo­ra». Al momen­to non pare che il sin­da­co pren­derà provved­i­men­ti nei con­fron­ti del gio­vane vig­ile, l’unico (sui 6 com­p­lessivi) che a Limone pres­ta servizio a tem­po determinato.