La Casa del Podestà di Lonato, sede della Fondazione istituita dal senatore Ugo Da Como (1869-1941) in quella che fu la sua dimora prediletta, è stata inserita in un particolarissimo itinerario artistico dedicato al cuoio antico.

Singolare iniziativa a Lonato

29/10/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

La Casa del Podestà di Lona­to, sede del­la Fon­dazione isti­tui­ta dal sen­a­tore Ugo Da Como (1869–1941) in quel­la che fu la sua dimo­ra predilet­ta, è sta­ta inseri­ta in un par­ti­co­laris­si­mo itin­er­ario artis­ti­co ded­i­ca­to al cuoio antico.Il Bagat­ti Valsec­chi di si è fat­to pro­mo­tore di un’iniziativa ded­i­ca­ta pro­prio ai man­u­fat­ti real­iz­za­ti con questo mate­ri­ale pre­dispo­nen­do un per­cor­so che unisce tutte le mag­giori cit­tà del­la nelle quali è pos­si­bile ammi­rare ogget­ti dal notev­ole pre­gio, ma spes­so non con­siderati nel­la loro valen­za sia artis­ti­ca che storica.Tra le molte opere e man­u­fat­ti che com­pon­gono il ric­co pat­ri­mo­nio stori­co e cul­tur­ale del­la Lom­bar­dia, quel­li in cuoio non sono cer­to i più conosciu­ti e apprez­za­ti. Eppure chiese, palazzi, bib­lioteche e musei del­la nos­tra Regione cus­todis­cono, rel­a­ti­va­mente a questo set­tore delle arti appli­cate, esem­plari di grande pre­gio e interesse.Il ter­ri­to­rio bres­ciano è par­ti­co­lar­mente ric­co di antichi paliot­ti d’altare real­iz­za­ti in cuoio, con­ser­vati nelle chiese mag­giori del­la provin­cia. La casa-museo del Podestà di Lona­to offre, all’interno del pro­prio ric­chissi­mo arredo, un grup­po di cus­ci­ni in cuoio “mod­elé” ossia sot­to­posti ad una lavo­razione tramite la quale, per mez­zo di incavi, la pelle viene com­pres­sa in alcu­ni pun­ti per far­la emerg­ere in altri. I più preziosi sono dorati, argen­tati e dec­o­rati attra­ver­so la tec­ni­ca del­la “gof­fratu­ra” attra­ver­so la quale è pos­si­bile imprimere con fer­ri riscal­dati par­ti­co­lari dec­o­razioni sul­la super­fi­cie del cuoio. I cus­ci­ni fig­u­ra­no anco­ra sopra le sedie o le poltrone, così come col­lo­cati da Ugo Da Como e dal­la moglie Maria Glisen­ti. Indub­bi­a­mente la lavo­razione del cuoio offre moltissime appli­cazioni anche per alcune pre­giate cop­erte di volu­mi antichi con­ser­vati nel­la : si ricor­da che la bib­liote­ca di Lona­to è una delle mag­giori rac­colte librarie pri­vate dell’Italia Settentrionale.La casa-museo dei fratel­li Faus­to e Giuseppe Bagat­ti Valsec­chi, sor­ta nel­la sec­on­da metà dell’800 era cer­ta­mente nota a Ugo Da Como il quale real­iz­zò la casa del Podestà sec­on­do la log­i­ca del­la ricreazione in stile, per quan­to con­cerne l’architettura (affi­dan­done il restau­ro all’architetto Anto­nio Tagli­a­fer­ri) e del collezion­is­mo d’arte appli­ca­ta (oltre che di dip­in­ti, scul­ture, ecc.) per gli arre­di interni, carat­ter­iz­za­ti da oltre 2.000 oggetti.Il per­cor­so pro­pos­to dal museo milanese unisce quin­di due realtà lom­barde la cui affinità si tra­duce nell’adesione dei pro­pri­etari ad un’unica istan­za cul­tur­ale, quel­la di ricreare un’atmosfera d’antico al riparo dal­la più pres­sante modernità.Anche nel peri­o­do autun­nale e inver­nale la Casa del Podestà e la Roc­ca sono vis­itabili il saba­to e la domeni­ca dalle 10 alle 12 e dalle 14,30 alle 18 (altri giorni su appun­ta­men­to), gra­zie all’impegno delle guide volon­tarie dell’Associazione Ami­ci del­la .