Sirmione: accertamenti in corso per le strutture non alberghiere

03/08/2016 in Attualità
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Di Redazione

Anche in peri­o­do di vacan­za, anzi, a mag­gior ragione pro­prio in questi mesi in cui le pre­sen­ze aumen­tano notevol­mente, la pre­sidia il ter­ri­to­rio di Sirmione effet­tuan­do pat­tuglia­men­ti e servizi di con­trasto, ma soprat­tut­to di pre­ven­zione, con inter­ven­ti tem­pes­tivi in caso di fur­ti, smar­ri­men­to di ogget­ti o altre prob­lem­atiche, a tutela di cit­ta­di­ni e ospi­ti.

Quest’estate, in par­ti­co­lare, l’attenzione degli agen­ti del­la Locale è focal­iz­za­ta su con­trol­li che pro­prio in queste set­ti­mane si stan­no inten­si­f­i­can­do. A otto­bre del­lo scor­so anno è entra­ta in vig­ore in Lom­bar­dia la Legge regionale Paroli­ni (“Politiche region­ali in mate­ria di tur­is­mo e attrat­tiv­ità del ter­ri­to­rio lom­bar­do”, L.R. n. 27 del 1 otto­bre 2015), quin­di dal pri­mo gen­naio 2016 la Polizia munic­i­pale di Sirmione sta com­pi­en­do con­trol­li con­giun­ti, con i diver­si set­tori comu­nali, che sog­giac­ciono all’applicazione dell’imposta di sog­giorno e agli obb­lighi di legge per le strut­ture non alberghiere. In ques­ta cat­e­go­ria rien­tra­no: case per ferie, ostel­li per la gioven­tù, appar­ta­men­ti per vacanze, locan­de e bed & break­fast.

La pri­ma fase dell’attività di con­trol­lo si è con­cretiz­za­ta nei mesi scor­si attra­ver­so il mon­i­tor­ag­gio di vari por­tali a carat­tere tur­is­ti­co, soli­ta­mente uti­liz­za­ti dalle strut­ture ricettive per la pro­mozione in inter­net. In un sec­on­do momen­to, i sogget­ti inter­es­sati sono sta­ti con­tat­tati e infor­mati per essere mes­si al cor­rente di tut­ti gli obb­lighi nec­es­sari per svol­gere la pro­pria attiv­ità come strut­tura ricetti­va non alberghiera (Scia e comu­ni­cazione agli uffi­ci com­pe­ten­ti).

«I con­trol­li sono tutt’ora in cor­so e pros­eguiran­no per tut­ta la sta­gione», infor­ma il coman­dante del­la Polizia locale di Sirmione, Rober­to Toninel­li. «Fino a oggi, sono sta­ti accer­tati una deci­na di casi di abu­sivis­mo, ril­e­vati attra­ver­so ispezioni e ver­i­fiche incro­ci­ate di dati effet­tuate dal nos­tro per­son­ale. La sanzione pre­vista dal­la legge regionale per chi eserci­ta attiv­ità ricetti­va sen­za aver provve­du­to a pre­sentare la Scia o la comu­ni­cazione, a sec­on­da del­la tipolo­gia di attiv­ità,  va da un min­i­mo di duemi­la euro a un mas­si­mo di 20mila euro. Il trasgres­sore è comunque ammes­so al paga­men­to di una som­ma in misura ridot­ta pari a 4mila euro, entro 60 giorni dal­la con­tes­tazione e noti­fi­cazione dell’illecito. Si ram­men­ta inoltre l’importantissimo obbli­go per i gestori, di comu­ni­care entro 24 ore i nom­i­na­tivi degli ospi­ti allog­giati all’Autorità di Pub­bli­ca Sicurez­za attra­ver­so il canale telem­ati­co disponi­bile sul sito del­la Ques­tu­ra di Bres­cia, sportel­lo vir­tuale, servizio Allog­giati web. Il servizio con­sente, una vol­ta acquisite le nec­es­sarie cre­den­ziali, di inserire telem­ati­ca­mente i nom­i­na­tivi degli ospi­ti, assol­ven­do in tal modo all’ob­bli­go pre­vis­to dal­l’art. 109 del Testo Uni­co delle Leg­gi di Pub­bli­ca Sicurez­za.

È da ricor­dare infine che, per la vio­lazione all’art. 109 del T.U.L.P.S., la sanzione prevede la denun­cia alla Procu­ra del­la Repub­bli­ca con l’arresto fino a tre mesi oppure l’ammenda fino a 206 euro, con l’aggravante in caso di accer­ta­ta reit­er­azione, in base all’art. 81 C.P.

 

 

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