Fino al prossimo 12 giugno

Sirmione: due artisti in esposizione

10/06/2003 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
Silvio Stefanoni

Ha aper­to i bat­ten­ti il 31 mag­gio e li chi­ud­erà il 12 giug­no una inter­es­sante mostra che ha sede nel­la sug­ge­sati­va Sala Civi­ca di Sirmione . Espon­gono i loro lavori due artisti , uno dei quali purtrop­po non è più è scom­par­so tragi­ca­mente a 27 anni nel 1999 . E’ appun­to in sua memo­ria che i gen­i­tori di Clau­dio Avi­go espon­gono le sue opere insieme a quelle di un altro artista bres­ciano : Giulio Man­ca­bel­li . Oltre ai suoi quadri , a ricor­dare Clau­dio Avi­go una bel­la pub­bli­cazione che ripor­ta anche le sue poe­sie , si per­ché Clau­dio era un fine poeta , ripor­ti­amo quel­la che ha dato il tito­lo alla pub­bli­cazione “ Rif­lessi “ : E’ bel­lo e triste questo silen­zio che mi fa dimen­ti­care d’essere uomo e mi coglie veg­e­tale dinanzi agli inter­mi­nati spazi dell’universo . E per questo silen­zio che tan­to abbi­amo cer­ca­to ci piange il cuore e gli occhi . Bel­lis­si­mo il ricor­do di Gian­net­to Valzel­li e anco­ra più strggente quel­lo del­la sua maes­tra Suor Maria Cecil­ia dell’Istituto delle Sore Orso­line che ter­mi­na dicen­do … Vor­rei che il tuo pas­sag­gio , dal buio del­la notte alla luce dell’eternità , fos­se sta­to un salto nel­la bellez­za quel­la vera , quel­la che inseguivi sen­za conoscer­la in pienez­za . E prego per­ché tu pos­sa cam­minare per le vie del cielo con i pen­nel­li giusti , quel­li che ti fan­no libero da ogni tor­men­to ed ora appagano la tua sete di cose belle e buone , di cose vere . In altre parole del Dio di ogni bellez­za . Con la pit­tura di Clau­dio Avi­go in mostra anche le opere di Giulio Man­ca­bel­li , grande ami­co di Clau­dio e del­la sua famiglia ; insieme lavo­ra­vano all’IVECO . Giulio Man­ca­bel­li dipinge da trent’anni , ha parte­ci­pa­to a numerose Mostre sia per­son­ali che col­let­tive , a espo­sizioni nazion­ali e inter­nazion­ali . Ora la sua pit­tura ha come tema il gat­to , il gat­to che nei suoi quadri si vede di spalle inten­to ad ammi­rare il pae­sag­gio che ha i fronte ; scrive di lui il figlio Mat­teo : …ecco aprir­si il sipario su un mon­do frastaglia­to …un mon­do in cui tut­to ci sor­pas­sa e ci sfugge … il per­son­ag­gio prin­ci­pale non è più l’apparato core­ografi­co che ci cir­con­da , ma i gat­ti che troneg­giano imper­ti­nen­ti al cen­tro del­la sce­na . La scru­tano attra­ver­so gli occhi inda­ga­tori dell’artista ed aspet­tano il cam­bi­a­men­to , atten­dono un nuo­vo giorno , una luce rin­no­va­ta che doni anco­ra agli uomi­ni la voglia di sognare . Del resto , Giulio Man­ca­bel­li ci ha det­to tra l’altro :” Nonos­tante i miei 54 anni , ho anco­ra lo sguar­do di un bambino .