l convegno sulla sicurezza stava ormai volgendo al termine, non c'era stato neanche il tempo di aprire un dibattito. Poi, all'improvviso, si alza un giovane immigrato del Togo (Africa), Teofilo, braccio destro di mons. Evelino Dal Bon

Sirmione lancia il piano per la sicurezza pubblica

18/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Il con­veg­no sul­la sicurez­za sta­va ormai vol­gen­do al ter­mine, non c’era sta­to neanche il tem­po di aprire un dibat­ti­to. Poi, all’im­provvi­so, si alza un gio­vane immi­gra­to del Togo (Africa), Teofi­lo, brac­cio destro di mons. Eveli­no Dal Bon pres­so la Chiesa di S. Maria del­la Neve, che prende la paro­la sul tema del­l’in­te­grazione sociale degli immi­grati. Davan­ti non ha una per­sona qualunque, ma l’on. Fil­ip­po D’Ascer­to (An), com­mis­sario del­la fed­er­azione di Pado­va. Con lui anche Maria Ida Ger­mon­tani, pres­i­dente del­la Com­mis­sione Nazionale Pari Oppor­tu­nità del­lo stes­so par­ti­to e pres­i­dente del Con­siglio comu­nale di Desen­zano, che poco pri­ma è inter­venu­ta nel dibat­ti­to sul­la «cit­tà sicu­ra» pro­mosso dal­l’asses­so­ra­to all’Or­dine pub­bli­co e dal­la com­mis­sione Sicurez­za pre­siedu­ta da Mat­teo Gildone. Teofi­lo, con asso­lu­ta tran­quil­lità, rie­vo­ca breve­mente il suo inser­i­men­to in Italia: «Io ce l’ho fat­ta ad inserir­mi, ma lo devo a chi, quan­do sono arriva­to nel vostro Paese, mi ha accolto come un figlio, mi ha aiu­ta­to, mi ha dato la disponi­bil­ità ad inte­grar­mi. Gli altri miei fratel­li — ha con­tin­u­a­to Teofi­lo — che non ricevono aiu­ti finis­cono mis­era­mente sul­la stra­da, a rubare, a com­met­tere reati. Cosa si può e si deve fare allo­ra per il prob­le­ma del­l’im­mi­grazione? Occor­rerebbe aiutare i Pae­si del Ter­zo Mon­do abban­do­nati alla mis­e­ria, pagan­do i loro deb­iti: invece — ha aggiun­to il gio­vane africano — il colo­nial­is­mo li ha sola­mente sfrut­tati. Vor­rei infine ricor­dare che è la crim­i­nal­ità ital­iana che reclu­ta gli immi­grati per sfrut­tar­li e non vicev­er­sa». Parole pesan­ti come macig­ni, anche se non nuove: ma è sta­to il cor­ag­gio di Teofi­lo, che la domeni­ca si vede alla mes­sa per assis­tere mons. Eveli­no, a sor­pren­dere un po’ tut­ti i pre­sen­ti al dibat­ti­to pub­bli­co. Nel suo inter­ven­to, Maria Ida Ger­mon­tani ha sot­to­lin­eato le dif­fi­coltà che incon­tra un Comune per orga­niz­zare un min­i­mo sis­tema di sicurez­za, men­tre l’on. D’Ascer­to si è sof­fer­ma­to su temi di polit­i­ca gen­erale. Prece­den­te­mente era inter­venu­to anche l’asses­sore Mas­si­mo Padovan. «Vogliamo — ha det­to — che i nos­tri bam­bi­ni vadano tran­quil­la­mente al cam­po sporti­vo e le nos­tre donne passeg­gia­re per la stra­da sen­za temere uno scip­po. Noi, come Comune, sti­amo investen­do molto sul­la sicurez­za. «La polizia munic­i­pale ver­rà poten­zi­a­ta, è sor­ta un’as­so­ci­azione tra i Comu­ni di Padenghe, Poz­zolen­go e Sirmione sul tema del­la sicurez­za, ver­rà — ha con­tin­u­a­to — atti­va­to un sis­tema di comu­ni­cazioni via radio in locali del Comune ref­er­ente, poi attiver­e­mo un’uten­za tele­fon­i­ca uni­ca per i cit­ta­di­ni e installere­mo un numero mag­giore di tele­camere a cir­cuito chiu­so lun­go i per­cor­si pedonali, vici­no a banche, uffi­ci e parcheg­gi». Il piano è sta­to pre­dis­pos­to dal coman­dante del­la Polizia urbana, ten. Car­lo Caromani.