Da un noleggiatore di barche con l’aerografo nel cuore arriva un appello diretto a Comune e privati. La proposta lanciata da Ivan Capoferri: «Date un muro ai creativi»

Sirmione, l’arte di strada cerca spazio

20/08/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
m.to.

Noleg­gia­tore di ped­alò con l’arte nel cuore e nelle mani, Ivan Capo­fer­ri, un 32enne nati­vo di Orz­in­uovi, si è trasfer­i­to da tem­po nel­la peniso­la sirmionese per lavoro. Un lavoro da noleg­gia­tore, dice­va­mo, per­chè dal­la sua pas­sione per i murales e per la , almeno fino­ra, non è pro­prio rius­ci­to a ricavare di che vivere. E’ un artista nato; lo si vede e lo si intu­isce men­tre si par­la con lui. Un gio­vane che non riesce a dare libero sfo­go alla fan­ta­sia. E come lui, purtrop­po, molti altri ragazzi vor­reb­bero esprimer­si, ma non ci riescono per numerose ragioni. Ivan, si dice­va, noleg­gia barche alla Bre­ma in tan­dem con Gian­fran­co Fer­rari, det­to «Ceco», ma dal pun­to di vista artis­ti­co ha un cur­ricu­lum di tut­to rispet­to. Alle sue spalle, per esem­pio, ha una espo­sizione di suc­ces­so orga­niz­za­ta da una cir­co­scrizione di Bres­cia: ha ded­i­ca­to dei murales al bam­bi­no pak­istano Iqbal Masik, ucciso per­chè ave­va osato denun­cia­re gli aguzzi­ni che sfrut­ta­vano migli­a­ia di bam­bi­ni del suo Paese. Cosa chiede per l’arte a Sirmione? «Chiedo al Comune e a even­tu­ali pri­vati degli spazi gra­zie ai quali pot­er esprimere le nos­tre idee; mag­a­ri anche alles­ten­do una mostra. Il mio sog­no è quel­lo di creare un cir­co­lo cul­tur­ale nel quale — spie­ga Capo­fer­ri — altri gio­vani pos­sano spri­gionare la loro fan­ta­sia e la pro­pria vena artis­ti­ca: ne conosco parec­chi pron­ti a calar­si in ques­ta avven­tu­ra». Il noleg­gia­tore-artista si è anche let­teral­mente «esi­bito» nel­lo sta­dio di Orz­in­uovi: con altri cre­ativi ha riem­pi­to una gior­na­ta con musi­ca e col­ori. Ivan Capo­fer­ri è un writer, cioè uno scrit­tore di stra­da, che arri­va, occu­pa uno spazio di muro e ci dis­eg­na fino a quan­do la vena cre­ati­va è asciut­ta. Quel­li come lui, in altri Pae­si sono spes­so tollerati e anche incor­ag­giati: per­chè la loro non è un’opera di imbrat­tatu­ra, di van­dal­is­mo, ma di genio. Indi­vid­uare qualche trat­to di asfal­to o di muro da usare come sup­por­to: è questo che chiedono Ivan e i suoi ami­ci pron­ti a dar­si da fare. Sul­lo sfon­do, dice­va­mo, anche la pos­si­bil­ità di alle­stire una mostra, e non è tut­to: Capo­fer­ri sarebbe dis­pos­to anche a isti­tuire cor­si di aero­grafia per impara­re, per esem­pio, a col­orare il pro­prio scoot­er o a fare dei ritoc­chi in casa o sul ter­raz­zo. Per conoscer­lo bas­ta andare alla spi­ag­gia del­la Brema.

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