Dal 14 aprile a Palazzo Callas Exhibitons si rivive il mito della corsa più bella del Mondo con “Heroes – 1000 Miglia 47-57”

Sirmione racconta gli eroi della Freccia Rossa

15/04/2018 in Senza categoria
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Di Redazione

Anche quest’anno il mito della Freccia Rossa rivive a Sirmione attraverso gli scatti di una spettacolare mostra fotografica, organizzata dall’Amministrazione Comunale, con la partecipazione di CARS e lo speciale patrocinio di 1000Miglia srl. L’allestimento prende il titolo dagli eroi che resero memorabile la “corsa più bella del mondo” – HEROES – 1000MIGLIA 47-57.

LA STORIA

Nella primavera del 1947, i sinistri boati del secondo conflitto mondiale sono cessati da due anni, ma gli esiti per l’Europa sono gravissimi. Questa difficile situazione non inibisce la forte volontà di rinascita dei popoli, che danno comunque vita ad una ripresa lenta e faticosa, che si manifesta in tutti gli ambiti della società.

Tra le iniziative, che faticosamente rinascono, ha un posto rilevante la Mille Miglia. La corsa bresciana, nata nel 1927, non è solo una competizione automobilistica, ma è anche un evento fondamentale per il settore industriale e per lo sviluppo tecnologico legato al mondo dei motori. Questa maratona, combattuta sulle strade di tutti i giorni dai più intrepidi “eroi” del volante, è fortemente vissuta e partecipata dal pubblico.

Archiviata l’insolita competizione del 1940, corsa in pieno conflitto bellico, nell’estate del 1947 riparte la Mille Miglia. Prendono parte alla gara 150 vetture di modesta levatura tecnica, ma la grande impresa sportiva e umana di Tazio Nuvolari, anche se la sfortuna gli toglie la vittoria, riaccende la grande passione per la corsa.

Nelle edizioni degli Anni ’50, le grandi case automobilistiche partecipano con mezzi sempre più potenti e competitivi, pilotati da assi mondiali del volante. Enzo Ferrari, divenuto costruttore di bolidi contraddistinti dal marchio del “Cavallino rampante”, domina le edizioni post belliche. Fa eccezione la corsa del 1954, vinta dal Campione del Mondo di F1 Alberto Ascari su Lancia, e del ’55, quando Stirling Moss su Mercedes stabilisce la strabiliante media record di 157,650 Km/h.

Nella corsa del 1956 riemerge la Ferrari, con cinque suoi bolidi ai primi cinque posti e nel ‘57 le “rosse” occupano i primi tre gradini del podio. In questa XXIV edizione vince Piero Taruffi sulla Ferrari 315 S, ponendo l’ultimo sigillo sulla corsa, che ha fatto la storia dell’automobilismo su strada.

I motori sempre più potenti e le elevate velocità raggiunte su strade normali non permettono lunga vita alla formula della Mille Miglia. Nel 1957, poco prima del traguardo, De Portago con la Ferrari esce di strada e provoca dodici vittime: è la tragedia che pone tristemente fine alla “corsa più bella del mondo”.

LA MOSTRA

Grazie alle inedite e rarissime immagini dell’Archivio della Fondazione Negri, gli ultimi anni della mitica Freccia Rossa rivivono nelle sale di Palazzo Callas Exhibitions: tra grafica e materia, storia e modernità; “HEROES” – Mille Miglia 47-57 ci racconta l’epopea in cui piloti e automobili fecero vivere, davvero, il mito della 1000 Miglia.

66 fotografie indimenticabili, tra cui 17 immagini dedicate ai vincitori delle gare di questi indimenticabili anni alcune delle quali assolutamente inedite, porteranno il pubblico indietro nel tempo.

FRAMMENTI

Tazio Nuvolari

Mille Miglia 1947

Tazio Nuvolari corre sulla piccola Cisitalia 202 Spider. A Roma, il grande pubblico lo accoglie con un boato di gioia: è al comando. Nella risalita al nord, Nuvolari mantiene il primato della corsa, ma le condizioni meteo peggiorano. Verso Asti, si scatena un autentico uragano, la pioggia violenta e torrenziale infierisce sulla piccola vettura scoperta, è costretto a fermarsi e la spider sembra abbattuta.

Tazio ripara il guasto e dopo sei minuti di sosta, sotto la pioggia battente, stoicamente riparte. Al traguardo è secondo, vince Biondetti, ma i tifosi lo portano in trionfo perché è lui il vincitore morale della XIV edizione.

Mille Miglia 1948

Nuvolari non è della partita, ma ecco il colpo di scena: Enzo Ferrari lo convince a correre. Il “Campione” parte al volante della nuova Ferrari 166 SC spider, un potente bolide da dodici cilindri. La Ferrari gira a meraviglia e la sua offensiva è inarrestabile. Arriva nella capitale, è in testa e la folla gli dedica applausi e ovazioni.

Al controllo di Ponte Milvio, il cofano della Ferrari non si richiude e passano minuti preziosi, ma Nuvolari non attende. Con un gesto clamoroso sfila il cofano e riparte. La sua corsa è inarrestabile, supera i passi appenninici Futa e Raticosa con l’auto senza cofano, senza freni e con una sospensione rotta. Transita da Bologna e Modena con 25 minuti di vantaggio, mentre la pioggia cade battente.

Alle porte di Reggio Emilia la pioggia è incessante, le nuvole basse e nere rendono buia la via Emilia, il rombo del dodici cilindri della Ferrari 166 di Tazio si affievolisce, il bolide accosta a destra, il vecchio pilota si ferma. Il guasto è irreparabile, scende malinconico, stanco, triste e sofferente. Nuvolari chiude così la sua avventurosa corsa da leggenda.

Dirà a Ferrari: “Non ci sarà più per me un’altra Mille Miglia”

Giannino Marzotto

Mille Miglia 1950

Nella XVIII edizione, vince a sorpresa il pilota-imprenditore veneto Giannino Marzotto in coppia con l’amico fraterno Marco Crosara al volante della Ferrari 195 S berlinetta Touring. Questa vittoria, che verrà bissata nel 1953, passa alla storia per una impronta di costume ben precisa.

Il giovane pilota, discendente di una nobile dinastia di imprenditori di Valdagno famosi nel campo tessile, rompe le abitudini dei classici look dei piloti. Si presenta alla partenza, indossando un impeccabile doppiopetto “fumo di Londra”, camicia e cravatta in tono. Percorre i 1682 chilometri, vince la gara in 13 ore e 39 minuti vestendo sempre con lo stesso capo portandolo con la disinvoltura del gentlemen. La competizione del 1950, viene spesso evocata come “la Mille Miglia in doppiopetto”.

Alberto Ascari

Mille Miglia 1954

Ha poco più di ventun anni Alberto Ascari quando fa il suo esordio nell’insolita Mille Miglia del 1940. Per lui, figlio di Antonio pilota degli Anni ‘20, è un doppio esordio perché gareggia al volante della nuova Auto Avio 815, la prima vettura costruita da Enzo Ferrari. Per il giovane Alberto è un debutto sfortunato perché è costretto al ritiro. Ha talento e lo dimostrerà vincendo per due volte consecutive il Campionato del Mondo di F1 nel 1952 e 1953.

Nella primavera del 1954 arricchisce il suo prestigioso palmarès con la meritata vittoria alla Mille Miglia. Al volante della Lancia D24, conquista la XXI edizione della Mille Miglia: è la prima volta per lui e per la Casa storica torinese.

Paolo Marzotto

Mille Miglia 1954

Paolo Marzotto è il più giovane dei famosi quattro fratelli imprenditori e piloti veneti. Alla XXI edizione vuole riscattarsi dalla malasorte, che lo ha già costretto tre volte al ritiro nelle sue precedenti partecipazioni.

E’ in gara con il fedele Marino Marini, castiglionese, pilota di aerosiluranti ed eroe della “Beffa di Gibilterra” (giugno 1944), sulla Ferrari 375 MM spider Pinin Farina. Con una fantastica progressione sul difficile tratto appenninico, balza al comando della corsa. Sul Passo della Raticosa conduce davanti ad Ascari, Musso e al fratello Vittorio. La sfortuna lo perseguita e un guasto al differenziale lo costringe al ritiro.

Peter Collins

Mille Miglia 1957

Il pilota inglese Peter Collins è il protagonista sfortunato della XXIV Mille Miglia. Passa al comando della corsa a Ravenna sulla Ferrari 335 S in coppia con il fotografo Louis Klemantaski. Viaggia a media record, ma a Parma è costretto al ritiro. Affronta la delusione con un aplomb tipicamente britannico. Parcheggia il “bolide” in un garage e si avvia verso un vicino bar. Entra e chiede di telefonare, mentre la Tv trasmette la diretta dell’arrivo a Brescia.

Chiama la direzione corsa a Brescia per informarli del ritiro, ma chiede anche di tranquillizzare la giovane moglie Louise, sposata da poco che lo attende in tribuna all’arrivo. Ed ecco l’epilogo sorprendente della neonata televisione Rai: le telecamere indugiano sulla bella signora bionda, che manda baci al marito in diretta tv.

Piero Taruffi

Mille Miglia 1957

“Se vinci la Mille Miglia, giurami che lascerai le corse”. Una frase storica, un patto di ferro tra mio padre, da sempre pilota leggendario, e mia madre, giovane donna affascinante, innamorata, disposta a tutto pur di riportare il marito sano e salvo a casa.

(…) “Piero hai vinto”. Queste le prime parole dette da mia madre sul traguardo, con un filo di voce. “Non fare scherzi da prete!”. Questa la sua risposta secca. Non sapendo che Collins davanti a lui si era ritirato, pensava ad una battuta di spirito di sua moglie per mitigare l’amarezza di un secondo posto pur conquistato con grande destrezza.

Tratto da: “Piero Taruffi la volpe argentata” di Prisca Taruffi. Settimo Milanese, Edizioni Legenda, 200

“HEROES”

sarà allestita a Sirmione dal 14 aprile al 1° luglio 2018,  presso Palazzo Callas Exhibitions, Piazza Carducci.

La mostra avrà i seguenti orari di apertura:

martedì, mercoledì, giovedì 16:00 -19:30

venerdì e sabato 16:00 – 22:00

domenica e festivi 10:30 -12:30 / 16:00 -19:30

lunedì: chiuso

 

INGRESSO LIBERO

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