Timori e cautela dopo le anticipazioni sui possibili tagli della Finanziaria «Danno lavoro a 400 famiglie e poi c’è l’indotto»

Sirmione tifa per le terme

29/09/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sirmione

Com­mer­cianti e alber­ga­tori sirmione­si sono tut­ti pron­ti a fare il tifo per le terme. Il ris­chio di una esclu­sione delle cure ter­mali dal Servizio san­i­tario nazionale — di cui si par­la da alcu­ni giorni, dopo un’indis­crezione fil­tra­ta dagli ambi­en­ti politi­ci, con­fer­ma­ta per­al­tro nelle ultime ore dal­lo schema del decre­to sal­va spe­sa con­tenu­to nel­la Finanziaria — mette sicu­ra­mente i bri­v­i­di agli oper­a­tori tur­is­ti­ci e alla stes­sa popo­lazione. Non è infat­ti esager­a­to affer­mare che Sirmione sia una local­ità «ter­medipen­dente», così come Ischia, Abano, Mon­te­ca­ti­ni, Cas­tro­caro. Fino­ra, le indis­crezioni sui tagli pre­visti dal­la Finanziaria era­no solo delle «voci non con­trol­late». Ma le ultime antic­i­pazioni con­fer­mereb­bero che l’orientamento del Gov­er­no in mate­ria di ter­mal­is­mo sarebbe sostanzial­mente questo. Da piaz­za Vir­gilio, sede del­la soci­età che gestisce le terme simione­si, non trapelano dichiarazioni. Fil­ip­po Fer­né, con­sigliere del­e­ga­to, del resto la sua dichiarazione, pur stringa­ta, l’ha fat­ta l’al­tro giorno: «Aspet­ti­amo la stesura defin­i­ti­va del­la finanziaria, poi si potrà par­lare. Comunque, Fed­ert­erme ha già com­pi­u­to i suoi pas­si». Pre­oc­cu­pa­to il pres­i­dente dei com­mer­cianti, Raoul Negri, meno agi­ta­to quel­lo degli alber­ga­tori, Dino Barel­li. «Sarebbe estrema­mente doloroso che venis­sero appor­tati tagli alle cure ter­mali, per­chè Sirmione — dice Negri — vive per lunghi mesi all’an­no solo con le terme. Com­mer­cianti e alber­ga­tori, nei mesi di mar­zo, aprile e mag­gio, e in quel­li di set­tem­bre, otto­bre e novem­bre, trag­gono i loro prof­itti gra­zie all’in­dot­to provo­ca­to dal­la pre­sen­za delle terme. «La soci­età, che ha due sta­bil­i­men­ti, dà lavoro a 375 dipen­den­ti, quin­di qua­si quat­tro­cen­to famiglie. Sarebbe poi inutile apportare tagli nel­la finanziaria per­chè — pros­egue anco­ra il pres­i­dente dei com­mer­cianti — lo Sta­to non ci guadag­nerebbe nul­la: basti pen­sare all’I­va sul­l’in­dot­to che andrebbe a perdere e ai dan­ni eco­nomi­ci recati alla Regione. «Noi comunque siamo in costante con­tat­to con la soci­età, con Fed­ert­erme e con l’As­so­ci­azione com­mer­cianti provin­ciale per seguire lo svilup­po del­la situ­azione. E spe­ri­amo bene!». Dino Barel­li, invece, preferisce non rilas­cia­re dichiarazioni fin­tan­to che «la finanziaria non ver­rà resa nota in tut­ti i suoi det­tagli. Pro­prio dal­la soci­età Terme ho rice­vu­to una nota, con alle­ga­to un comu­ni­ca­to del min­is­tero delle Finanze in cui è ripor­ta­ta una smen­ti­ta alle illazioni cir­co­late nei giorni scor­si: insom­ma — dice Barel­li — si trat­ta di voci infon­date. Ecco per­chè mi appare pre­maturo par­larne oggi…». Per la peniso­la scalig­era, dove le terme sono nate nel lon­tano 1889, un even­tuale taglio alle prestazioni sarebbe indub­bi­a­mente una maz­za­ta dalle con­seguen­ze inim­mag­in­abili. Oltre il 50% delle pre­sen­ze totali a Sirmione sono rap­p­re­sen­tate da cli­en­ti ter­mali. Sen­za con­tare il gigan­tesco indot­to eco­nom­i­co prodot­to, oltre che dal­la clien­tela alberghiera, da quel­la pen­dolare che usufruisce del­la vas­ta e qual­i­fi­ca­ta gam­ma di servizi e ter­apie offer­ta dai due cen­tri ter­mali di Colom­bare (Vir­gilio) e del cen­tro stori­co (Cat­ul­lo).