Terminata l’emergenza, il comitato dei cittadini invita a tavola gli amministratori. «Ma ora via ai lavori di sistemazione della chiesa di Morgnaga»

Sisma, un pranzo sigla la pace

02/02/2007 in Attualità
A Affi
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Era com­in­ci­a­ta con un cartel­lone che ringrazi­a­va «i volon­tari per l’aiuto dato nei momen­ti del­la crisi», salu­ta­va «chi è anda­to e chi è rimas­to», invi­ta­va «i politi­ci a non dimen­ti­care che vogliamo tornare alle nos­tre case», incor­ag­gia­va «il comune per quan­to fat­to e per quan­to dovrà fare» e augu­ra­va «buon anche a chi di tut­to questo ne vuole approfittare».Così scrive­vano gli abi­tan­ti di Gar­done Riv­iera. Il cartel­lone com­par­so all’ingresso di Morgna­ga, la frazione più dan­neg­gia­ta dal ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004, rac­chi­ude­va qualche sper­an­za e molti tim­o­ri. Era­no trascorse poche set­ti­mane dal sis­ma, e il futuro sem­bra­va un’incognita. Adesso l’emergenza è fini­ta. Tut­ti sono rien­trati nelle loro case (riparate), e il Comi­ta­to cit­ta­di­ni ter­re­mo­tati, che fa capo a Rolan­do Mag­gi, Mile­na Peri­ni e Ner­i­na Anto­nioli, ha scrit­to una let­tera di ringrazi­a­men­to agli ammin­is­tra­tori locali, deci­den­do di orga­niz­zare fra un paio di set­ti­mane una grande fes­ta con pran­zo. A capotavola sieder­an­no il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani e Sil­vio Lau­ro, il sub­com­mis­sario che ha gesti­to il ritorno alla nor­mal­ità dal Pirelli­no, il palaz­zo del­la , a Bres­cia. Un modo per ringraziar­li del­la pun­tu­al­ità nel man­tenere gli impeg­ni assunti.«In quel tragi­co even­to — dice Mag­gi — non sono crol­late solo le case, ma, insieme, tante sicurezze ed equi­lib­ri famil­iari. Da subito l’amministrazione comu­nale ha dimostra­to sen­si­bil­ità, risol­ven­do tut­ti i prob­le­mi logis­ti­ci venutisi a creare, accan­to­nan­do inoltre un aiu­to finanziario per i cit­ta­di­ni mag­gior­mente col­pi­ti. Ora, a dis­tan­za di due anni, qua­si tutte le abitazioni sono state ristrut­turate o ricostru­ite, e per­tan­to sono sta­ti sta­bil­i­ti i cri­teri di sud­di­vi­sione di quan­to accan­to­na­to e rac­colto dalle varie sot­to­scrizioni, in con­cer­to con le varie par­ti sociali. Durante le fes­tiv­ità natal­izie sono arrivate le let­tere e i con­tribu­ti finanziari a col­oro che han­no ter­mi­na­to i lavori, i restanti saran­no liq­ui­dati appe­na con­clusi. Il Comi­ta­to ringrazia il sin­da­co e gli ammin­is­tra­tori per questo con­trib­u­to, per l’impegno, l’interessamento e l’umanità con la quale han­no sem­pre ascolta­to e com­pre­so le nos­tre necessità».«Anche la Regione ha fat­to per intero il suo dovere — pros­egue Mag­gi, che di mestiere fa il car­pen­tiere -. I quat­tri­ni sono giun­ti pun­tual­mente, e le case sis­te­m­ate. Le famiglie han­no colto l’occasione per inter­ven­ti di stra­or­di­nar­ia manuten­zione che, in alcu­ni casi, avreb­bero dovu­to essere effet­tuati cinquant’anni fa. Molte, ad esem­pio, le abitazioni anco­ra in pietra. In occa­sione del­la fes­ta che ter­re­mo, ne approf­itter­e­mo per sol­lecitare il recu­pero del­la chiesa di Morgna­ga, grave­mente lesion­a­ta. Sem­bra­va che i lavori dovessero iniziare lo scor­so set­tem­bre. Adesso si par­la del­la prossi­ma Pasqua. I pon­teg­gi sor­reg­gono l’edificio, che è peri­colante, e ha bisog­no di un restau­ro com­ple­to. Non bisogna perdere ulte­ri­ore tempo».Il vicesin­da­co Euge­nio Mus­ciot­to ricor­da come la Regione Lom­bar­dia abbia dis­tribuito con­tribu­ti per cir­ca due mil­ioni e mez­zo di euro. La famiglia che ha incas­sato di più è rius­ci­ta a portare a casa 150 mila euro. Il Con­siglio comu­nale ha poi deciso di erog­a­re 168 mila dei 198 mila euro rac­colti dalle sot­to­scrizioni. Dopo avere ascolta­to le indi­cazioni del Comi­ta­to dei ter­re­mo­tati, una com­mis­sione for­ma­ta da espo­nen­ti del­la mag­gio­ran­za e del­la mino­ran­za, ha fis­sato le modal­ità di ripar­tizione, in base a cri­teri di trasparen­za, uguaglian­za e sol­i­da­ri­età. I quat­tri­ni sono sta­ti divisi tra i res­i­den­ti, purchè avessero rice­vu­to un ris­arci­men­to di almeno 20 mila euro dal­la Regione (esclusi, di con­seguen­za, quan­ti sta­vano sot­to tale soglia). In aggiun­ta il comune ha insom­ma regala­to una cifra pari al 9% dell’importo già ottenu­to. L’aiuto è anda­to soltan­to a col­oro che han­no avu­to l’abitazione grave­mente dan­neg­gia­ta. Non sono state prese in con­sid­er­azione le sec­onde case.Gli ulti­mi 30 mila euro ven­gono tenu­ti di scor­ta. Prob­a­bile siano dirot­tati alla scuo­la mater­na che, per coprire i notevoli oneri di restau­ro dell’edificio, ha dovu­to ricor­rere a un mutuo. Se ne riparlerà.

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