I danni del terremoto al patrimonio religioso sono vasti ed evidenti. Ma il Duomo è sempre rimasto aperto. Entro due mesi i lavori a San Bernardino, ancora «ingabbiato»

Sisma, via a nuovi restauri

22/04/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Nel cen­tro stori­co di Salò il ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004 ha provo­ca­to gravi dan­ni anche agli edi­fi­ci reli­giosi che, per il restau­ro, devono ottenere l’autorizzazione del­la Soprint­en­den­za, essendo vin­co­lati dal pun­to di vis­to stori­co e artistico.In molti casi i lavori di restau­ro e ristrut­turazione non sono anco­ra iniziati, e, per la sis­temazione defin­i­ti­va, bisogn­erà atten­dere parec­chio tem­po. Quel­lo che, in un cer­to sen­so, è uno degli emble­mi del sis­ma, il cam­panile del­la chiesa di S.Bernardino, parzial­mente crol­la­to, è anco­ra ingab­bi­a­to dai ponteggi.Il par­ro­co, mon­sign­or Francesco Andreis, ha comunque dato la lieta novel­la. «Inizier­e­mo le riparazioni fra un paio di mesi», ha annun­ci­a­to. S.Bernardino, la sec­on­da chiesa per impor­tan­za e dimen­sioni, è sem­pre sta­ta oper­a­ti­va. Fran­co Comi­ni, Car­lo Boset­ti e Gio­van­ni Cia­to han­no pre­dis­pos­to il prog­et­to. Bisogna aggiustare le crepe, met­tere le catene e rialzare il cam­panile. Dal momen­to del via, occor­reran­no almeno tre mesi. Onere: 300 mila euro.«La Regione — pros­egue mon­sign­or Andreis, che ha fat­to il pun­to del­la situ­azione sul bol­let­ti­no par­roc­chiale — ha ammes­so una spe­sa di 202 mila euro, riconoscen­do­ci un con­trib­u­to a fon­do per­du­to del 70 per cen­to. Inoltre la Cei ha garan­ti­to uno stanzi­a­men­to di 20mila euro per il restau­ro dell’organo, che richiede un onere di 68.400 euro. Una don­na sem­plice, San­ti­na, si è presta­ta per spon­soriz­zare il restau­ro di un quadro appe­so all’altare di . E’ sta­to fat­to ed è rius­ci­to pro­prio bene. Volesse il cielo che altre per­sone seguis­sero l’esempio. I gran­di quadri di Bertan­za e Far­i­nati han­no urgente bisog­no di un inter­ven­to, per un cos­to pre­vis­to di 72 mila euro. Ricor­do che nel­la dichiarazione dei red­di­ti è pos­si­bile detrarre tut­ta la som­ma delle beneficenze».Anche il Duo­mo è sem­pre rimas­to aper­to. «Lo scor­so aprile — ricor­da il par­ro­co — è inizia­to l’intervento di sis­temazione strut­turale. La dit­ta Sci­oli, che ave­va già provve­du­to a effet­tuare i restau­ri del peri­o­do 1986–90, ha sis­tem­ato i tet­ti e alcune pareti, pos­to un sis­tema di tiran­ti e istal­la­to le catene, tolte sec­oli fa, durante la visi­ta di S.Carlo Bor­romeo. Poi un’impresa spe­cial­iz­za­ta è pas­sa­ta alle opere pit­toriche: l’affresco di Pal­ma il Gio­vane, quel­lo del Lan­di nel­la cap­pel­la del San­tis­si­mo, ecc. Ne avre­mo anco­ra per un paio di mesi. Prog­et­to di Alessan­dro Rossi e Gian . La spe­sa com­p­lessi­va ammon­ta a più di 600 mila euro, di cui un ter­zo a cari­co del­la parrocchia».Don Andreis aggiunge che la famiglia Leone­sio, in memo­ria di Vit­to­rio e Alber­to, ha spon­soriz­za­to il restau­ro dei quadri del Trot­ti («Mar­tirio di S.Felicita»), Bertan­za («Mar­tirio di S.Stefano») e Zenon Veronese («S.Paolino da Nola»). La Soprint­en­den­za sta soste­nen­do il recu­pero del­la «Pietà» di Zenon Veronese, e Ban­ca Inte­sa quel­lo del­la «Madon­na tra S.Bonaventura e Sebas­tiano» del . La sper­an­za è che qual­cuno met­ta mano al portafoglio per le tele del­la sacrestia.S.Giuseppe, l’ultima chiesa costru­i­ta, negli anni Ses­san­ta, è invece usci­ta inte­gra dalle scosse del 24 novem­bre 2004, e non ha richiesto alcun inter­ven­to. «Abbi­amo comunque ridip­in­to sia l’interno che l’esterno — ricor­da il par­ro­co -, reso più fun­zionale l’impianto elet­tri­co e quel­lo di ampli­fi­cazione, sis­tem­ato un pez­zo di pavi­men­to del presbiterio».Gli altri edi­fi­ci reli­giosi, invece, sono tut­ti ammac­cati e, in gran parte, chiusi. Si è in atte­sa delle autor­iz­zazioni del­la Soprint­en­den­za, e dei con­tribu­ti. Per riparare la chiesa in Fos­sa occor­rono 170 mila euro, per quel­la del Carmine 100 mila, per le Rive 150 mila, S.Benedetto (in local­ità Muro) 200 mila, S.Antonio (nel rione alle spalle del Palaz­zo comu­nale) 90 mila, Ren­zano 80 mila, Madon­na del Rio 70 mila, S.Bartolomeo 150 mila, Serni­ga altret­tan­ti. L’unica aper­ta, S.Giovanni, a pochi metri dal­la torre dell’orologio, ha bisog­no di lavori per 100 mila euro. Intan­to sono sta­ti restau­rati l’organo (per 46 mila euro) e la can­to­ria (24 mila).

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