L’imprudenza rilancia il problema di chi debba controllare il litorale

Slalom dei motoscafie i sub rischiano la vita

07/08/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

L’incolumità e la sicurez­za di bag­nan­ti e sub­ac­quei sono messe con­tin­u­a­mente a ris­chio dal­la assen­za di con­trol­li nelle acque di Tor­ri del Bena­co e dell’alto Garda.A denun­cia­r­lo sono varie let­tere scritte al gior­nale, ai sin­daci e anche su un forum di dis­cus­sione di un sito inter­net ded­i­ca­to al sec­on­do paese dell’alto Garda.«Ogni vol­ta che andi­amo sott’acqua rischi­amo la vita per la pre­sen­za di moto­scafi e imbar­cazioni che ci sfrec­ciano sopra la tes­ta. È come gio­care alla roulette rus­sa». Così han­no scrit­to alcu­ni sub­ac­quei sul sito www.berengario.com.Il testo, inti­to­la­to «Un urlo di protes­ta dagli abis­si», descrive min­uziosa­mente i prob­le­mi quo­tid­i­ani incon­trati dai sub durante le immer­sioni anche in una zona di lago cen­tralis­si­ma, quel­la a neanche cen­to metri di dis­tan­za dal­la chiesa di Tor­ri, dove si tro­va il sub­ac­queo, notis­si­mo agli appas­sion­ati del­la immer­sione prove­ni­en­ti da tut­ta Italia.La denun­cia dei sub pros­egue descriven­do una qual­si­asi gior­na­ta feri­ale, quan­do «un mini pan­fi­lo gio­ca­va a guardie e ladri con le varie boe di sub­ac­quei dis­sem­i­nate nel­la zona. Abbi­amo grida­to, ci siamo sbrac­ciati il con­du­cente del moto­scafo per tut­ta rispos­ta, ci ha guarda­to con aria di suf­fi­cien­za. Poco ci man­ca­va che ci mostrasse il dito medio. E poi un gom­mone, poi un altro, e poi un altro anco­ra. Tut­ti a gio­care con quei pal­lonci­ni rossi e bianchi come fos­sero bersagli da cen­trare anziché boe da schivare e da tenere a deb­i­ta dis­tan­za. Motori. Motori ed anco­ra motori. Non lon­tani come si potrebbe aus­pi­care, ma pro­prio sopra la mia tes­ta nonos­tante io sia attac­ca­to alla mia boa provvista di un’asta di cir­ca un metro con issa­ta in cima una bandie­ri­na seg­na sub. Pen­sate alle mie sen­sazioni, al mio sta­to d’animo, pen­sate a cosa può provare un sub­ac­queo appe­na sot­to il pelo dell’acqua sen­ten­do quei motori, e sapen­do che gli pas­sano pro­prio sul­la diret­trice del­la testa».Poi la doman­da, provo­ca­to­ria: «Cosa accadrebbe in caso di pal­lona­ta? (cioè di neces­sità di risali­ta veloce, n.d.r.). Cosa andrebbe ad adornare le eliche di quei moto­scafi? Un brac­cio? Una gam­ba? Il fega­to? La milza? Un bel dilem­ma». Quin­di, la con­clu­sione: «Ridate­ci la motovedet­ta dei ».Del­lo stes­so avvi­so, anche se per motivi diver­si, il tono di alcune let­tere giunte alla nos­tra redazione. «L’unico deter­rente all’arroganza delle imbar­cazioni che, costan­te­mente, rischi­ano di provo­care gravi inci­den­ti pas­san­do a pochi metri dal­la riva in mez­zo ai bag­nan­ti, ed emet­ten­do nuv­ole di gas di scari­co, era la motovedet­ta dei cara­binieri. Che a Tor­ri vi siete fat­ti portare via!», accusa il let­tore. E così anco­ra una vol­ta, l’ennesima vol­ta, si riapre il capi­to­lo mai chiu­so del­la sospen­sione del servizio del­la motovedet­ta dei cara­binieri nau­ti­ci di Tor­ri, decisa dal Coman­do gen­erale dell’Arma a Roma nel gen­naio scor­so. Una deci­sione con­tro la quale si sono mossi ripetu­ta­mente i sin­daci di Bren­zone (Gia­co­mo Simonel­li), Tor­ri () e Mal­ce­sine (Valente Chin­car­i­ni), che han­no scrit­to ai min­istri e Ignazio La Russa.Dalla parte dei sin­daci si schiera l’assessore regionale alla sicurez­za, Mas­si­mo Gior­get­ti, tra l’altro esper­to sub­ac­queo e appas­sion­a­to di fon­dali lacus­tri, il col­le­ga di Verona, , che ha mes­so nelle mani del min­istro Maroni le istanze dei sin­daci, e il sen­a­tore trenti­no Cristano De Eccher.A quest’ultimo ha rispos­to Rober­to Petri, dell’ufficio di La Rus­sa: «Seg­na­lo che sul prob­le­ma del­la motovedet­ta il Coman­do gen­erale dell’Arma dei cara­binieri è sta­to ripetu­ta­mente inter­es­sato, con­sid­er­a­to tra l’altro l’attuale peri­o­do esti­vo e turistico».A Flavio Tosi, invece, Maroni ha assi­cu­ra­to che «riflet­terà sul prob­le­ma e ha promes­so impeg­no per cer­care di risolver­lo. Spero di avere presto notizie più pre­cise», ave­va det­to Tosi a [FIRMA]L’Arena.Intanto però allarga le brac­cia il coman­dante del­la polizia munic­i­pale di Tor­ri, Domeni­co Ten­ca. «Il servizio dei cara­binieri nau­ti­ci era per noi essen­ziale», dice sen­za mezzi ter­mi­ni. «Seg­nalazioni di peri­co­lo o di barche che non rispet­tano le leg­gi nau­tiche ci arrivano ogni giorno. Ma noi non pos­si­amo che avver­tire la motovedet­ta di Peschiera. Il ter­ri­to­rio era molto più tute­la­to quan­do la bar­ca di Tor­ri era in servizio. Spe­ri­amo che l’Arma rive­da la sua decisione».Solo alcune set­ti­mane fa una tur­ista del­la Repub­bli­ca Ceca è sta­ta investi­ta, e feri­ta grave­mente a un brac­cio, da un gom­mone, men­tre nuo­ta­va al largo del por­to di Navene.«Chissà se bisogn­erà aspettare il mor­to per­ché l’Arma deci­da di ripristinare il servizio navale di Tor­ri, come richiesto più volte e da più par­ti. La Regione ha già dato disponi­bil­ità a pagare per intero le spese annue di 7 mila euro per la motovedet­ta», han­no com­men­ta­to il sin­da­co di Bren­zone, Gia­co­mo Simonel­li, e il suo asses­sore, Davide Benedet­ti, tra i più attivi in ques­ta cro­ci­a­ta pro motovedet­ta da parte dei pub­bli­ci ammin­is­tra­tori.