È stato posticipato l’avvio del riordino dell’arredamento esterno dei bar e dei ristoranti. Centro storico, un documento con le osservazioni degli esercenti

Slitta il nuovo regolamento

16/02/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Tut­to rimanda­to. L’amministrazione comu­nale ha deciso di pos­tic­i­pare l’entrata in vig­ore del rego­la­men­to che dove­va ridis­eg­nare l’arredo del cen­tro stori­co del capolu­o­go e delle frazioni di Cal­masi­no e Cisano, prog­et­to redat­to dagli architet­ti Mar­co Armelli­ni e Gisela Lanciaprima.La deci­sione è sca­tu­ri­ta dopo un incon­tro che ha vis­to da una parte il sin­da­co Pietro Meschi e l’assessore al bilan­cio e alle attiv­ità pro­dut­tive Gio­van­ni Poz­zani, dall’altra i rap­p­re­sen­tati dei com­mer­cianti (Fer­nan­do Moran­do) e degli alber­ga­tori (Ivan De Beni e Gian­car­lo Salandini).A frenare il provved­i­men­to par­ti­to lan­cia in res­ta, e che inti­ma­va i com­mer­cianti a togliere entro il 31 mar­zo le tende instal­late sen­za autor­iz­zazione sui plateati­ci esterni, la medi­azione di Poz­zani, già antic­i­pa­ta dall’assessore su L’Arena. Un’apertura alle cat­e­gorie eco­nomiche del paese che in prece­den­za si era­no riu­nite in mas­sa al Parc Hotel Grit­ti per protestare con­tro un rego­la­men­to che se attua­to avrebbe mes­so in ginoc­chio più del­la metà degli eser­cizi del cen­tro stori­co, come ammes­so dagli stes­si tito­lari di bar e ristoranti.In prat­i­ca l’amministrazione ha invi­ta­to i rap­p­re­sen­tan­ti di cat­e­go­ria a pre­dis­porre le loro osser­vazioni per poi arrivare a un doc­u­men­to con­di­vi­so (ammin­is­trazione-com­mer­cianti) da portare in approvazione in con­siglio comu­nale. Un iter che per forza di cose allun­ga i tem­pi di entra­ta in vig­ore del rego­la­men­to che ha come scopo prin­ci­pale quel­lo di met­tere ordine in un set­tore dove per anni è man­ca­ta una regia polit­i­ca in gra­do di val­oriz­zare il cen­tro stori­co di Bar­dolino dis­ci­plinan­do le pro­ce­dure e le modal­ità per l’ottenimento delle autor­iz­zazioni e l’inserimento armon­i­co dei vari ele­men­ti d’arredo (tende, inseg­ne pub­blic­i­tarie, bacheche, cor­pi illuminanti).«È nos­tra inten­zione arrivare ad adottare un piano par­ti­co­lareg­gia­to che con­sid­eri le sin­gole attiv­ità com­mer­ciali pre­sen­ti in modo di arrivare ad una soluzione con­di­visa che salvi l’estetica del cen­tro del paese», ha sostenu­to il sin­da­co riman­dan­do il varo finale del provved­i­men­to in uno dei prossi­mi con­sigli comunali.Intanto in munici­pio e alla locale stazione dei è giun­ta una mis­si­va spedi­ta da Verona con tan­to di fir­ma pre­sum­i­bil­mente fal­sa (non vi è ripor­ta­to alcun recapi­to) che accusa il pri­mo cit­tadi­no e l’Arma di «dormire e non vedere l’abusivismo imper­ante in piaz­za Mat­teot­ti». La let­tera elen­ca tut­ta una serie d’attività che avreb­bero instal­la­to tende e strut­ture sen­za chiedere in munici­pio i rego­lari per­me­s­si. Mis­si­va ora al vaglio dell’ufficio tec­ni­co comunale.

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