"I tempi di costruzione si sono allungati, confermo la notizia che il Mart ha dato ieri sullo slittamento dell'inaugurazione. La frana della collina non c'entra con questo ritardo sul completamento del Polo museale..."

Slitta l’apertura del polo Museale

08/02/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

I tem­pi di costruzione si sono allun­gati, con­fer­mo la notizia che il Mart ha dato ieri sul­lo slit­ta­men­to del­l’in­au­gu­razione. La frana del­la col­li­na non c’en­tra con questo ritar­do sul com­ple­ta­men­to del Polo muse­ale, che è dovu­to ad una ques­tione di resa com­pet­i­ti­va dei lavori che sti­amo effet­tuan­do sulle fon­da­men­ta e sul posizion­a­men­to dei pun­ti di calore di un’­opera che ha ormai rag­giun­to i cen­to mil­iar­di di spe­sa”: ques­ta la dichiarazione di uno dei prog­et­tisti del Polo muse­ale di Rovere­to, l’ingeg­nere Giulio Andreol­li, che è, con l’ar­chitet­to svizze­ro Mario Bot­ta, uno degli art­efi­ci del­la real­iz­zazione di uno sta­bile che ospiterà le opere del Mart, il museo d’arte mod­er­na e con­tem­po­ranea, poi la bib­liote­ca, un archiv­io, un audi­to­ri­um da 460 posti su una super­fi­cie gen­erale di dod­icim­i­la metri qua­drati. Da lui abbi­amo avu­to l’ul­te­ri­ore certez­za del­la comu­ni­cazione del­la por­tav­oce del Mart che ieri ha lan­ci­a­to il mes­sag­gio, ripor­ta­to da un’a­gen­zia nazionale d’in­for­mazione, del­lo slit­ta­men­to di un anno del­l’aper­tu­ra del Polo muse­ale e cul­tur­ale di Tren­to e di Rovere­to. Ver­rà inau­gu­ra­to il 30 set­tem­bre del 2001 invece che in quest’au­tun­no quel­l’ed­i­fi­cio rea i palazzi set­te­cen­teschi Alber­ti e del Gra­no, che ospiterà anche un ris­torante, un’enorme autorimes­sa e una piaz­za cop­er­ta nel cen­tro stori­co rovere­tano. Un pri­mo slit­ta­men­to era sta­to pre­vis­to nel­la pri­mav­era del 2001, poi la deci­sione defin­i­ti­va. “Le ragioni del­lo sposta­men­to del­la data di aper­tu­ra — sec­on­do la por­tav­oce del Mart — sono in par­ti­co­lare le dif­fi­coltà incon­trate nel­la costruzione delle fon­da­men­ta, poiché l’ed­i­fi­cio si tro­va a ridos­so del­la mon­tagna si è dovu­to pri­ma raf­forzare questo lato”. I lavori furono inau­gu­rati nel novem­bre del ’97 dal­l’al­lo­ra min­istro per i Beni Cul­tur­ali e vicepres­i­dente del con­siglio, il diessi­no Wal­ter Vel­troni, e l’iniziale pre­vi­sione del­la spe­sa, sta­bili­ta con un reso­con­to del ’95, era di 89 mil­iar­di. “Il cos­to del­l’in­ter­ven­to è sal­i­to fino a cen­to mil­iar­di — ci ha det­to l’ingeg­n­er Andreol­li — per ragioni fisi­o­logiche legate, in un’­opera di quelle dimen­sioni, anche ai prob­le­mi col­le­gati al poten­zi­a­men­to dei muri sud-est e di quel­lo che con­fi­na con la strut­tura delle Dame Ingle­si. Inoltre un mag­gior impeg­no pro­fes­sion­ale e di ver­i­fi­ca dei risul­tati ci è dato dal posizion­a­men­to dei pun­ticalore. Quest’ul­ti­mo aspet­to tec­ni­co è sta­to rical­i­bra­to. Le fonti di ener­gia sono fon­da­men­tali per quest’­opera così impor­tante per la cit­tà, per la Provin­cia e per l’Eu­ropa”. Il prog­et­to di Bot­ta e di Andreol­li predilige l’u­so del­la luce nat­u­rale e prevede la piaz­za cop­er­ta quale vuo­to coor­di­na­tore delle fun­zioni del Polo, luo­go d’in­con­tro e di sos­ta per la gente. Se qual­cuno ci crede, nel­la sfor­tu­na, si può anche sot­to­lin­eare l’en­nes­i­mo intop­po per ques­ta eccezionale opera cul­tur­ale, avver­sa­ta in parte dal­la vicen­da del­la frana del­la col­li­na sovras­tante — anche se sono le case di via Set­teville che risentono di crepe e fendi­ture — poi dal­lo sciopero delle maes­tranze che han­no real­iz­za­to le mura­ture in cemen­to arma­to e dai ritar­di “nat­u­rali” che ral­len­tano le costruzioni edili. “Ogni set­ti­mana — ci ha pre­cisato l’ingeg­n­er Andreol­li — tutte le opere ven­gono mon­i­torate, c’è una let­tura gior­naliera del­l’an­da­men­to dei lavori. Non pos­si­amo cer­to affrettare gli inter­ven­ti per poi mag­a­ri pregiu­di­care il risul­ta­to finale del­la costruzione. Rib­adis­co che i movi­men­ti del­la col­li­na non han­no niente a che vedere con questi ritar­di del cantiere. Con la costruzione del muro, che dovrebbe iniziare a giorni, il comune si augu­ra di risol­vere la situ­azione delle case sul “cap­pel­lo” del­la col­li­na”.

s.p.

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