Le terre dell’olio per il rilancio dell’olivicoltura del Garda

Slow food & Ghiottoni

14/12/2003 in Enogastronomia
A Affi
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Di Luca Delpozzo
a.p.

L’alto Gar­da è cer­ta­mente una delle più famose terre dell’olio in Italia. Quan­ti­ta­ti­va­mente la pro­duzione è lim­i­ta­ta, però in riv­iera bena­cense si può trovare qualche gioielli­no di pre­gio sicu­ra­mente con­frontabile con l’oro liq­ui­do degli asso­lati oliveti del Sud. Ed è pro­prio un con­fron­to-incon­tro quel­lo che quat­tro ris­toran­ti dell’alto Gar­da veronese stan­no pro­po­nen­do in tavola in questi giorni, sino al 31 dicem­bre, sot­to l’egida di Slow Food del Gar­da Veronese e dell’associazione I Ghiot­toni di Tor­ri del Bena­co. Il tito­lo del­la rasseg­na è «Le terre dell’olio» e si arti­co­la su quat­tro menù degus­tazione incen­trati su cinque oli extravergi­ni d’oliva di aziende garde­sane e mediter­ra­nee seg­nalate dal­la Gui­da agli extravergi­ni di Slow Food. Ci sono dunque l’extravergine Crer di Rober­to Con­soli­ni, alber­ga­tore di Tor­ri del Bena­co che negli ulti­mi tre anni si è impos­to per la qual­ità del­la sua pic­co­la pro­duzione, il denoc­ci­o­la­to di Casali­va di , sin­da­co di Pueg­na­go del Gar­da, sul­la riva bres­ciana, seguace delle teorie di Lui­gi Veronel­li in cam­po oleario, e poi l’extravergine dop Terre di Bari Cas­tel del Monte dop dei Fratel­li Galati­no di Bis­ceglie, in Puglia, il D’Olia di Enri­co Lod­do di Doliano­va in Sardeg­na e l’extravergine del­la Soci­età Inizia­tive Agri­cole Val Par­adiso di Favara, nel­l’A­gri­genti­no, in Sicil­ia. Quan­to ai ris­toran­ti, sono il Kus di San Zeno di Mon­tagna, la Fas­sa di Castel­let­to di Bren­zone, il Cav­al di Tor­ri del Bena­co e il Vec­chia Mal­ce­sine di Mal­ce­sine. Ce n’è uno cias­cuno, quin­di, per i quat­tro comu­ni che di recente han­no sot­to­scrit­to un accor­do di col­lab­o­razione per il rilan­cio dell’olivicoltura locale, anche attra­ver­so l’acquisto e il ripristi­no del fran­toio di Bren­zone. I piat­ti? Ci sono pro­poste per tut­ti i gusti, dal tradizionale al cre­ati­vo. Per restare nell’alveo del­la tradizione, ecco il luc­cio in sal­sa e le sarde in saór, la cre­ma di patate con lavarel­lo affu­mi­ca­to e por­ri stu­fati, luc­cio man­te­ca­to con sedano, rapa al tartu­fo, limone can­di­to e cros­ti­ni, lo sfor­ma­to di car­di con sal­sa al tartu­fo e pane oppure i lunghet­ti di fari­na di kamut, cavo­lo verza, pino­li tosta­ti e olio ai pis­tac­chi. In tavola, pre­ab­binati ai piat­ti, vini prove­ni­en­ti dal Nord e dal Sud d’Italia, tut­ti opera delle can­tine del Grup­po Ital­iano Vini.

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